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Ringraziamo per le immagini ed i testi: Guido Bevegni e Corrado Bozzano

 

Se la prima immagine della copertina del libro poteva lasciare adito a qualche dubbio della serie: “Cosa c’entriamo noi con le corriere a motore?” ecco che l’ultima pagina del libro spiega le motivazioni delle nostre curiosità. Motivazioni che al solito sono sempre le stesse; chiunque abbia desiderio di dare informazioni e notizie riguardo i mezzi di trasporto terrestri degli ultimi 100 anni circa, è matematicamente obbligato a trattare l’inizio dell’era dei motori che ha coinciso sempre con la fine di quella a trazione animale. Logicamente il progresso arriva ed è sempre arrivato a “macchia di leopardo”, in talune Città prima, in tante località distanti dalle città, un po’ dopo. Notizia che ci viene confermata dal Sig. Guido Bevegni uno dei due autori del libro “Una corriera per Pedemonte”, sentiamo un suo commento:

Guido B. “” Nell’entroterra genovese, i primi servizi pubblici per trasporto persone, sono avvenuti mediante i consueti omnibus, chiamati in zona “tramwaietti a cavalli”. Questo servizio collegava località periferiche con comuni più centrali, come ad esempio Bolzaneto, che venne poi a far parte della “Grande Genova”, a seguito dell’accorpamento avvenuto nel 1926. Nel nostro caso, il collegamento riguardava Pedemonte, capoluogo del Comune di Serra Riccò (GE).

 

Il “Tranwaietto a cavalli”. Erano così chiamati in zona gli Omnibus pubblici

 

Con l’avvento poi dei mezzi a motore, i servizi hanno viaggiato per un certo periodo, ancora “in parallelo” e persino in concorrenza, fino a quando in seguito, i “tramwaietti” hanno lasciato definitivamente il posto alle corriere, perlomeno nel fondovalle. Tuttavia il trasporto animale è rimasto fiorente, soprattutto per svariati trasporti merci, nelle zone non ancora raggiunte da strade carrabili, quindi era una consuetudine incontrare carri e tombarelli che percorrevano altre misere strade sterrate, nonchè colonne di animali per trasporto a “soma” di sabbia, legna, pietrame, borracce di latte, ecc. lungo le svariate mulattiere, che servivano il resto del territorio, mai raggiunto dal servizio di pubblico trasporto persone e talvolta neppure da qualsiasi altro mezzo a motore per trasporto merci.

Indispensabile il trasporto “a soma” effettuato dai Muli e relativi conduttori

 

Anno 1929 – Foto ricordo (famiglia Ronco) davanti al Santuario di N.S. della Guardia

 

Nelle foto sottostanti gli autori del libro “Una corriera per Pedemonte” che attualmente è ancora disponibile contattando Guido Bevegni:  rglbeve@alice.it  (euro 20) Purtroppo il primo loro libro “Una corriera per Sant’Olcese” è stato esaurito.

 

 

 

 

 

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