Carrozza “Eucaristica” particolare dello sportello

 

Testo e fotografie di Susanne E.L.Probst

 

Granada e le sue meraviglie nascoste

LA CARROZZA “EUCARISTICA” DI SAN ILDEFONSO

 

“Granada è la città della quiete e della fantasia”. Così descrive il poeta Federico García Lorca la sua città nella quale era cresciuto e dove a solo trentotto anni aveva trovato la morte. E un altro poeta, Francisco de Icaza, aggiunge: “….nella vita non c’è niente di peggio che essere cieco a Granada”. E purtroppo capita spesso che anche a noi viaggiatori, che ci crediamo colti e preparati, di non vedere le meraviglie che ci circondano. È stato un caso ma forse fu proprio il fato a farci scoprire un oggetto raro e poco conosciuto. Stanchi e un po’ delusi per aver trovato, dopo una bella scarpinata fuori dalle mura, chiuso ai visitatori il convento certosino della Real Cartuja, ci siamo incamminati nuovamente verso il centro della città. Tra le numerose chiese incontrate sulla nostra strada era aperto soltanto l’edificio cinquecentesco di San Ildefonso situato ai piedi dell’Albayzín, lo storico quartiere medievale nato durante il dominio dei mori ed ora patrimonio dell’UNESCO. Nel 1501 la bolla di Papa Innocenzo VIII rilasciata in funzione delle prime venticinque chiese da erigere in città, prevedeva anche quella di San Ildefonso. Essa faceva parte dell’ambizioso progetto di Isabella la Cattolica per consacrare, dopo quasi ottocento anni di dominazione islamica, la supremazia cattolica sulla penisola iberica. Fu proprio Granada l’ultima roccaforte musulmana a cadere il 2 gennaio del 1492 ad opera degli artefici gloriosi della reconquista spagnola: la regina Isabella e suo marito Ferdinando d’Aragona che, grazie a questa vittoria, finanziarono nello stesso anno la spedizione di Cristoforo Colombo.

 

 

Facciata della Chiesa di San Ildefonso

 

Altare barocco all’interno della Chiesa

 

 

Costruita tra il 1553 e il 1559, la chiesa dedicata al vescovo di Siviglia, San Ildefonso, si presenta oggi come un capolavoro del rinascimento spagnolo nel quale spicca lo stile “mudéjares”, caratterizzato da elementi moreschi inseriti nell’arte e nell’architettura occidentali. Entrando nell’unica navata, il nostro sguardo è stato subito catturato dal fastoso altare barocco, opera del grande maestro di Granada Alfonso Cano. Solo in un secondo momento abbiamo scoperto una meraviglia celata dietro la grata in ferro battuto nella prima cappella a destra del portone, la cosiddetta “carrozza eucaristica”. Si tratta di un’opera di eccezionale valore artistico e storico, adoperata in passato per portare la comunione a malati, infermi e morenti che non erano più in grado i recarsi in chiesa.

 

 

La Carrozza “Eucaristica” all’interno della Chiesa

 

 

Si narra che l’usanza di tale mezzo si diffuse in Spagna a partire dal 1685 quando, durante una passeggiata a Madrid, il re Carlo II incontrò il parroco di San Martín che stava per portare a piedi il viatico ad un fedele in fin di vita. Il re, egli stesso molto cagionevole di salute, non esitò a scendere immediatamente dalla sua carrozza mettendola a disposizione del prete. Questo episodio fece istituzionalizzare l’evento e costrinse i membri del Consiglio di Castiglia a seguire l’esempio del loro sovrano ed a donare le carrozze alle loro parrocchie.

La nostra carrozza eucaristica conservata a Granada è di fattura del secondo Settecento. Fastosamente decorata, reca sugli sportelli l’allegoria dell’Eucaristia dipinta da grandi maestri. Essa, descritta da padre Lachica nel 1765 come “…il nuovo mezzo molto costoso e magnifico per portare il sacramento…”, venne anche utilizzata, trainata non da cavalli ma da sei muli e scortata da due compagnie militari, durante le solenni processioni come quella del Corpus Domini.

 

Sole e arance a Granada

 

Palazzo dei Leoni del Alhambra di Granada

 

 

L’autrice ringrazia Lucia Ariani e Mauro Doni per il loro invito a partecipare a questo meraviglioso viaggio e Elvezia Ferrari per la revisione del testo.

 

Sitografia di riferimento:

https://granadapedia.wikanda.es/wiki/Iglesia_de_San_Ildefonso_(Granada)

http://www.parroquiasanildefonso.com/content/guia.html