Il 25enne olandese Bram Chardon è riuscito in quella che alla vigilia della finale sembrava un’impresa impossibile: spodestare il già 8 volte campione della specialità, l’australiano Boyd Exell. Con 5 vittorie al suo attivo nelle tappe di qualificazione per la finale e con un palmares da far invidia anche nei Campionati del Mondo di completo, Boyd Exell partiva in pole position a Bordeaux per quella che si preannunciava come una bella, seppur scontata, fotocopia delle edizioni precedenti.

Bram Chardon, alla sua seconda stagione in Coppa del Mondo (nella passata edizione si era classificato 4°), aveva tuttavia dimostrato durante l’intero circuito di quale stoffa era fatto, calcando il podio in tutte e cinque le tappe alle quali aveva partecipato. Dopo un “timido” 3° posto nella gara di apertura a Lione, aveva poi messo a segno una vittoria a Budapest e si era classificato 2° nelle altre tre tappe di Ginevra, Mechelen e Lipsia. Aveva dunque tutte le carte in regola per soffiare sul collo del campione in carica: poi, proprio nella finale, il diavolo ci ha messo lo zampino e ha fatto compiere al grande Boyd nella prima competizione gli errori che gli sarebbero stati fatali nella finalissima di domenica 10 febbraio, complice anche il nuovo regolamento di quest’anno in cui il punteggio della prima giornata di gara viene riportato nella seconda e quello della gara base di domenica si somma a quello del barrage per l’aggiudicazione delle medaglie.

 

 

Nella Competizione 1 di sabato Bram è stato l’unico concorrente con doppio percorso netto. Il suo connazionale Koos de Ronde è incorso in un errore nel barrage mentre sia Glenn Geerts che Jerôme Voutaz hanno dovuto incassare alcuni errori. Molto bene papà Ijsbrand Chardon nel percorso di base ma purtroppo nel barrage uno dei suoi groom ha dovuto scendere per rimettere a posto una tirella del cavallo di volata finita tra le gambe del cavallo di timone facendogli incassare 5 secondi di penalità oltre alla perdita di tempo dovendo ricominciare l’ostacolo fisso dalla prima porta, questione questa poi dibattuta tanto da fargli scalare una posizione nella classifica provvisoria perché il cronometro era stato fatto ripartire in un momento sbagliato del percorso. Boyd Exell, partito a gran velocità, ha abbattuto una pallina sia nel primo che nel secondo ostacolo mobile alle quali è andata ad aggiungersene una nel primo ostacolo da maratona. A questo punto era ormai cosciente di avere poche possibilità di rifarsi ma ha puntato ugualmente tutto sul barrage. Quando si è accorto, ahimè troppo tardi per fare marcia indietro, di essere entrato in una porta in senso contrario non ha potuto fare altro che proseguire e sobbarcarsi altri 20 secondi di penalità.

 

 

Per Boyd Exell la magra soddisfazione di aver effettuato nella finale di domenica il percorso netto più veloce del weekend ottenendo tuttavia un deludente 6° posto finale davanti al beniamino locale – di nome e di fatto – Benjamin Aillaud, partito come Wild Card, e dietro rispettivamente a Ijsbrnad Chardon 4° e allo svizzero Jerôme Voutaz 5°.

In un entusiasmante barrage finale a tre, la velocità e la precisione di Bram gli facevano conquistare il suo primo oro nella FEI World Cup Driving, davanti a Koos de Ronde, già vittorioso nella finale di Bordeaux del 2013, e al soddisfatto vincitore della medaglia di bronzo, il belga Gleen Geerts. In questo tipo di gara la differenza tra vincere e perdere è ridotta ai minimi termini: tutto può succedere, ma l’astro nascente di Bram Chardon, indiscusso giovane talento e unico concorrente con quattro percorsi netti nella finale, promette grande competitività e spettacolo per il futuro!

 

 

 

link al percorso vincente di Bram Chardon

 

per le foto si ringrazia Krisztina Horvath/Hoefnet