PICCOLI TESORI NASCOSTI

Tra opere d’arte, modellini e giocattoli – La collezione di Christiane Oldenburg

A cura di Susanne E.L. Probst

 

Il nuovo anno inizia subito con un viaggio nel Nord, più precisamente nella Mecca dei cavalli ossia in Renania Vestfalia. Questo Land conta, con quasi 160.000 iscritti alle associazioni equestri e più di 100.000 cavalli presenti sul territorio, il maggior numero in Germania di appassionati di questo sport. Ma anche chi non pratica attivamente l’equitazione o gli attacchi, non è comunque immune da tali passioni. È il caso della signora Christiane Oldenburg che le coltiva in maniera curiosa: collezionando da oltre quarant’anni nella sua casa a Neukirchen-Vluyn modellini di carrozze.

Innamorata dei cavalli, da ragazza passava tutto il suo tempo libero dopo la scuola al castello di Miel nei pressi di Bonn, dove la famiglia del barone von Kintzel allevava e addestrava cavalli di razza Trakehner. In cambio di qualche ora di lezione di equitazione, Christiane o meglio “Nane” com’è chiamata da familiari e amici, faceva da groom prendendosi cura di questi nobili, ma di carattere non sempre facili, esemplari. Originari dalla Prussia orientale, in passato i Trakehner furono molto apprezzati per la loro eleganza, resistenza e velocità come cavalli da carrozza.

 

Foto fine Ottocento: un tiro a quattro del allevamento reale nella località di Trakehnen dalla quale la razza prende il nome

 

Il castello barocco di Miel fu costruita nel Settecento come residenza di svago di campagna dal conte Belderbusch, amante della bella vita e che fu anche il padrino del famoso compositore, originario di Bonn, Ludwig van Beethoven. Questo luogo ospitò nei primi anni Cinquanta del secolo scorso il set cinematografico per il film, in vetta alle classifiche in Germania, “Le ragazze del Immenhof”.  Vi si raccontano le avventure di un gruppo di giovani che lavorano in un maneggio di “islandesi”. Il cavallo dell’Islanda fu introdotto dalla nativa isola dei geyser sul continente nel dopoguerra e conquistò, grazie anche alla popolarità dovuta al successo cinematografico, subito il cuore di molti tedeschi. Di piccola stazza (ma guaio a chiamarli pony!) sono, rispetto ai cavalli tedeschi  spesso difficili da gestire da mani poco esperte, più robusti e dotati di una indole dolcissima. La loro principale caratteristica è la tipica andatura morbida del tölt che permette lunghe passeggiate senza mal di schiena. Anche Nane se ne innamorò e in seguito li montò regolarmente.

 

Foto: i giovani attori ed attrici con i cavalli dell’ Islanda davanti al portone del castello durante i preparativi del set cinematografico nel 1955

 

 

Con la fine del allevamento dei cavalli del barone von Kintzel a causa delle vicende della storia non sempre favorevoli, il castello rischiava di cadere in rovina. Un coraggioso imprenditore locale ha salvato l’edificio dal degrado restaurandolo accuratamente in ogni dettaglio. Purtroppo, per esigenze economiche e in linea con i tempi, i grandi prati, sui quali per oltre un secolo centinaia e centinaia di puledri dal tipico marchio a corna di alce si rallegravano a galoppare, sono stati trasformati in campi da golf e l’ex rimessa delle carrozze ospita oggi il ristorante.  Ma l’atmosfera incantevole che emana tuttora questo posto lo rende una tappa obbligatoria per chi cerca l’eleganza e il grandeur del passato. Nel ultimo decennio il grande piazzale del castello è stato la meta per la sfilata di primavera degli attacchi di tradizione che si svolge ogni anno sul territorio.

 

 

Un tiro a quattro davanti al portone del castello restaurato durante la sfilata di giugno degli attacchi di tradizione

 

Dopo l’arrivo dei cinque figli, i molteplici impegni di famiglia e di lavoro, oltre al trasferimento da Bonn nella Bassa Renania, non permettevano più a Nane di praticare le attività equestri. Ma il cavallo continuò ad occupare un posto importante, e non solo nel suo cuore ma anche negli scaffali della sua casa che si sono riempiti nel corso degli anni con modellini di ogni sorte: in legno, metallo, resina, gesso e carta; dai giocattoli ai veri modellini in scala, da oggetti realizzati da maestri a quelli più dozzinali. Non conta che siano opere di materiali o fatture pregiati. Importante è il soggetto: il cavallo e la carrozza!

 

 

Un selfie di Nane con i suoi cani Sira e Donjo durante una passeggiata

 

 

Non ci resta che iniziare un piccolo-grande viaggio a redini lunghe in compagnia dei nostri amati cavalli in miniatura.