Stai guardando: Home » Sport, In Evidenza » Nov. 2018: a Caravino/TO si formano gli Chef de Piste

 

 

Sono stati tre giorni intensi di lavoro per gli aspiranti Costruttori di Percorso Attacchi riunitisi a Caravino/TO dal 16 a 18 novembre 2018 per partecipare al corso di formazione tenuto dallo Chef de Piste FEI di 3° livello Gabriele Panier Suffat – per tutti Panny.

 

Gabriele Panier Suffat

 

Prima reazione generale: “Non avremmo mai immaginato che dietro all’opera di un Costruttore ci fosse un mondo così vasto di cognizioni, accorgimenti, astuzie, minuziosa progettazione – insomma non solo lavoro manuale ma tanta, tanta competenza per riuscire a fare le cose bene!”. In effetti si sente spesso dire da parte di chi magari ha partecipato come concorrente a qualche garetta e pensa di aver capito tutto: “Cosa ci vuole per mettere giù un percorso coni: posso farlo anch’io”. Ebbene NO! E’ la solita presunzione di chi meno sa.

Seconda reazione scaturita dalla precedente: “E’ stato un corso bellissimo, utilissimo, molto partecipato, tenuto magistralmente da chi non solo è veramente capace, ma anche aggiornato sulla costante evoluzione del settore, sempre tenendo presente la realtà italiana”.

Un plauso quindi al docente! Tutti quelli convinti che Panny, per il suo carattere un po’ chiuso di chi è abituato a fare più che a far fare, sarebbe riuscito solo in parte a trasmettere le sue competenze, hanno dovuto ricredersi. Molto loquace, per nulla arroccato su posizioni di monopolio della conoscenza, sicuro di sé, desideroso soprattutto di “lasciare il segno”, è riuscito nel difficile compito di spiegare in maniera semplice quello che semplice non lo è per niente.

 

Il più attento di tutti? Il padrone di casa, Mario Filisetti!

 

Purtroppo solo 10 i partecipanti più 2 uditori, oltre al patron del centro ippico ospitante, Lo Sperone, quel Mario Filisetti che non ha perso una sola virgola dell’intera trattazione, sobbarcandosi ore ed ore in piedi sul campo e dal cui volto traspariva l’orgoglio nel riconoscere le qualità di un costruttore che lui stesso ha  per così dire “fatto nascere tecnicamente” e che tuttora opera a 360° in tutte le discipline presso le sue strutture.

Che lo stage fosse una cosa seria è stato chiaro fin dalle prime battute di presentazione al venerdì mattina in cui sono state illustrate le nozioni generali su cui deve fondarsi un’attività responsabile ed improntata al rispetto di tutte le parti coinvolte, dalle esigenze dei concorrenti, alle necessità del comitato organizzatore, alle richieste degli ufficiali di gara ma soprattutto al rispetto dei cavalli.

Entrando più nel merito, si sono dapprima rispolverate le ormai dimenticate nozioni del teorema di Pitagora: sui banchi di scuola sembrava un’inutile esercizio mnemonico – ma solo perché la professoressa di matematica non aveva spiegato (o forse non pensava) che per preparare un campo da dressage perfettamente regolare non si può prescindere dal nozionismo scolastico!

 

Equipaggiamento adeguato e buone regole di esecuzione per rendere la gara equa per tutti

 

Si è quindi affrontato il tema del percorso coni, con spiegazioni teoriche sulla progettazione del percorso, sugli accorgimenti per la sua preparazione, sulla realizzazione su carta e sugli elementi che lo rendono non solo piacevole ma anche fruibile da parte di un panorama molto vasto di atleti – a due e a quattro gambe – con capacità agonistiche molto diverse.

Eviscerati i problemi a livello teorico con l’ausilio anche di efficaci presentazioni di slide, tutti in campo per mettersi al lavoro. Suddivisi in tre gruppi, ogni equipe ha ideato e realizzato un terzo del percorso. Solo al termine è intervenuto il docente per commentare passo a passo il lavoro svolto ed evidenziare cosa andava fatto in maniera diversa e perché. Questi commenti sono poi stati nuovamente analizzati in aula in modo da rendere tutti edotti sulla filosofia che sta alla base di ogni buon percorso.

 

Il percorso coni e tutte le sue insidie

 

Terminata con soddisfazione di tutti la parte dedicata ai coni, è arrivato quindi il turno della fase più impegnativa di un concorso di attacchi: il percorso di maratona con i relativi ostacoli fissi. L’iter formativo ha seguito le stesse tappe dell’insegnamento riguardante gli ostacoli mobili con teoria in aula e pratica in campo. Quindi affidamento a ciascuno dei tre gruppi di un ostacolo di diverso genere: ostacolo lungo con varie opzioni su terreno piano, ostacolo d’acqua assai critico date le diverse capacità delle varie categorie di concorrenti, e infine ostacolo in pendenza con le note insidie di ribaltamenti. Anche in questo caso molto importanti le puntualizzazioni in aula al termine dei lavori, in modo che tutti potessero trarre profitto dalle difficoltà incontrate dai compagni di corso, dall’esperienza altrui nella risoluzione delle criticità e dal riesame approfondito da parte del docente. Aspetto da non sottovalutare anche il potere nelle mani del costruttore di percorso di agevolare con i propri percorsi la crescita non traumatica degli atleti verso obiettivi futuri tecnicamente più impegnativi.

 

La maratona rappresenta il punto più impegnativo e spettacolare di un completo attacchi, sempreché gli ostacoli siano costruiti con perizia, il che comporta un intenso lavoro anche fisico

 

A chiusura del corso, un’esposizione molto importante ed efficace sull’etica professionale, sull’importanza dei ruoli, sulla relazione con le altre figure di ufficiali di gara e sui rapporti con i concorrenti. Un concorso deve essere fonte di gioia e solo uno svolgimento senza contrasti è in grado di generare la tanto auspicata soddisfazione generale: ebbene, è proprio il costruttore uno dei principali artefici di questo piacere.

Un commento per tutti da parte di una partecipante al corso: “Bellissimo corso costruttori percorsi attacchi. Grazie alla famiglia Filisetti che come al solito ci ha ospitati nella sua struttura. Ottimo team di colleghi e soprattutto un grazie al Docente. Il nostro Gabriele Panier Suffat che con professionalità e CUORE ha reso questa “materia” più che interessante”.

In conclusione bene hanno fatto quei tecnici di attacchi che, anche senza troppe velleità di intraprendere a tutto campo l’attività primaria di costruttore di percorso, hanno riscontrato la necessità di conoscere i risvolti del mestiere per poter istruire i propri allievi e prepararli ai loro impegni agonistici. Sarebbe stato molto utile a molti altri tecnici illuminati, ma anche a chi ha già acquisito la qualifica e per vari motivi pratica poco questa specifica attività perdendo il contatto con le problematiche più aggiornate: anche dal confronto nasce la qualità della conoscenza.

Alcuni invece, pur consci della scarsità di concorsi di attacchi in calendario, si sono sentiti molto attratti dal tipo di attività e si sono lasciati entusiasmare, ripromettendosi di frequentare assiduamente i campi di gara, dapprima per i necessari affiancamenti in modo da potersi preparare con il dovuto impegno all’esame per il conseguimento della qualifica. Il panorama dei costruttori in Italia è attualmente molto scarno e qualche nuova leva è sicuramente auspicabile.

A tutti diciamo: “Vi aspettiamo sui campi di gara come costruttori, più grintosi e ferrati che mai!

 

Volti sorridenti e pronti alle future sfide

 

 

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