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La squadra italiana a bordo della propria imbarcazione durante la fantasiosa cerimonia d’apertura in stile Disneyland

 

Sono stati due campionati del mondo esaltanti quelli che si sono svolti dal 29 agosto al 2 settembre 2018 a Kronenberg in Olanda, per la prima volta insieme. Si tratta della decima edizione del Campionato del Mondo Singoli, la prima organizzata nei Paesi Bassi, con 81 concorrenti e dell’undicesima dei Para-Driver con 25 partenti suddivisi in 2 categorie: impianti preparati e curati da veri professionisti, tribune gremite, generi di confort e stand per tutti i gusti e tanto, tanto tifo. Da notare che due dei cavalli presentati alla prima ispezione non avevano ottenuto l’autorizzazione a competere ma per fortuna sia la squadra finlandese che quella francese avevano iscritto un cavallo di riserva così i due guidatori hanno potuto ugualmente partecipare al campionato.

 

Tutto a posto per i nostri cavalli (in senso orario) Vlegel K con G. Addondi, Fernando con L. Bordet, Candy di G. Tronca presentata dal trainer F. Lunardon, Caprichoso con L. Cassottana

 

L’Italia era presente con Gianluca Addondi, Luca Bordet e Luca Cassottana nei Singoli e Giulio Tronca nei Para-Driver (Grado 1). A parte gli ultimi due, che già avevano esperienza di campionati a questo livello, Addondi e Bordet si erano guadagnati per la prima volta la qualifica per poter partecipare.

 

Gli Ufficiali di Gara: un compito arduo valutare 106 attacchi spalmati su due giorni e mezzo!

 

Incominciamo da quella che è stata la nostra migliore performance, indipendentemente dal risultato finale. Giulio Tronca ha infatti portato a termine con la sua Candy un dressage strepitoso arrivando terzo subito dopo i due mostri sacri Jacques Poppen (Ned – alla sua 7^ partecipazione) e Heiner Lehrter (Ger – alla sua 11^ partecipazione) che hanno al loro attivo medaglie in quantità vinte nelle passate edizioni sia a titolo individuale che a squadre e puntualmente replicate in questa.

 

Giulio Tronca durante la prova di dressage

 

Buona la performance di Tronca anche nella maratona, al termine della quale risultava quinto in classifica provvisoria.

 

Giulio Tronca durante la maratona

 

Purtroppo un errore di percorso in un tracciato coni, lungo, irto di difficoltà tecniche ma soprattutto molto complicato gli hanno impedito di chiudere in bellezza un campionato in cui avrebbe meritato di essere tra i primi. Il tempo accordato era molto stretto, obbligando i concorrenti ad una velocità di 16-17 Km/h nei rettilinei, per poi scendere a 13 Km/h nelle curve. Purtroppo Tronca, cosciente del fatto di dover procedere celermente, all’uscita dell’ostacolo 15 si è praticamente trovato tra i piedi la porta 1. La dinamica non è molto chiara perché potrebbe anche esserci il presupposto solo di 3 penalità per aver abbattuto un cono non in sequenza anziché figurare come passaggio dell’intera porta; se tuttavia il trainer non ha ritenuto di suggerire un ricorso, vuol dire che il verdetto della giuria era corretto: sta di fatto che è stato un vero peccato! Bravissimi comunque il nostro concorrente e la sua generosissima cavalla che hanno dimostrato di essere veramente all’altezza di un mondiale.

 

Giulio Tronca nella sfortunata prova coni

 

In quanto alla categoria Singoli, i due esordienti, Addondi e Bordet, hanno concluso le tre prove rispettivamente al 61° e al 68° posto. Per Addondi, in gara con Vlegel K, cavallo che aveva già partecipato ad un mondiale con Marco Perinotto, la maratona si è confermata come il suo punto di forza tanto da terminare nella prima metà della classifica, mentre per Bordet il risultato più soddisfacente si è concretizzato nel dressage dove un punteggio di 58,67 normalmente ritenuto molto buono gli ha fruttato solo un 30° posto.

 

In alto Gianluca Addondi nella maratona, in basso Luca Bordet in dressage

 

La prova coni, che ha visto ben 8 percorsi netti nel tempo, cosa assai rara ad un mondiale, ha creato parecchie difficoltà ad entrambi. E’ stata comunque un’importante esperienza che ha permesso di mettere a fuoco qual è il livello di preparazione richiesto per potersi confrontare con i migliori guidatori del mondo.

 

Addondi e Bordet nell’impegnativa prova coni

 

Per Luca Cassottana, al suo 4° mondiale ma per la prima volta in gara con Caprichoso, una prova di dressage sotto tono e un’eliminazione in maratona per errore di percorso non corretto hanno decretato la sua esclusione dalla classifica finale nonostante la buona prova coni con una sola pallina abbattuta e una modesta infrazione di tempo.

 

Luca Cassottana con la groom Paola Pissardo in dressage e prova coni e Ugo Cei in maratona

 

Ad accompagnare la squadra italiana il veterinario dott. Stefano Rissone al quale è stato affidato anche il compito di capo equipe, al suo secondo coinvolgimento ad un campionato di attacchi; al di fuori della sua professione quindi una figura di mera comunicazione ai concorrenti delle informazioni provenienti dal Comitato Organizzatore (*** vedi nota in calce).

 

Il team Italia e nella foto in alto a destra il veterinario di squadra e capo equipe dott. Stefano Rissone

 

Nelle vesti di trainer Bram Chardon che aveva lavorato con i driver in due occasioni nei mesi immediatamente precedenti il campionato, quando nulla ormai poteva essere impostato in maniera diversa rispetto alla situazione che si è trovato a dover gestire. Secondo quanto riferito da Tronca tuttavia, il suo impegno a fianco dello stesso Tronca è stato molto intenso e provvidenziale, soprattutto nelle fasi che hanno preceduto la prova di dressage, dove ha preparato il suo cavallo in modo che fosse decontratto e leggero in mano, agli ordini e con un buon atteggiamento ed i risultati si sono visti: 3° posto con 50,40 penalità. Molto assiduo con tutti i nostri concorrenti l’affiancamento (in bicicletta!) durante la prova di maratona con suggerimenti in tempo reale sulla gestione della gara e meticolosa ricognizione del percorso coni. Ovvio che per partecipare a un campionato mondiale misurandosi con cavalli di così alto livello bisognerebbe andare almeno ad armi pari.

 

Bram Chardon, trainer della squadra, tallona … in bicicletta

 

D’altra parte in generale non si può neanche pretendere che i risultati arrivino se dietro non c’è un apparato adeguato all’importanza della gara – e qui parliamo di un campionato del mondo – che sostenga, indirizzi e prepari in maniera sistematica e continuativa i concorrenti per tutto il biennio tra un campionato e l’altro, togliendo loro in ultima istanza qualsiasi incombenza anche a carattere organizzativo e burocratico perché possano concentrarsi solo sulla gara. Più si alza l’asticella, più l’aiuto deve essere professionale e puntuale.

 

Tribune gremite fino all’inverosimile; tra i volti noti anche il nostro Claudio Fumagalli

 

Visti i risultati ottenuti nei concorsi internazionali in Italia con un divario di poco conto rispetto a concorrenti stranieri del calibro dello svizzero Stefan Ulrich e del francese Jean Michel Olive, piazzati rispettivamente al 6° e 7° posto qui in Olanda, la speranza di un esito più soddisfacente per i nostri portacolori era del tutto giustificata. Purtroppo il fatto di dover sempre affiancare ad un concorso internazionale anche un nazionale per categorie inferiori per arrivare ad un numero di concorrenti che ne rendano giustificabile l’organizzazione impedisce di prevedere dei percorsi di maratona e di coni tecnicamente molto selettivi. L’unico modo per verificare le proprie reali capacità è quello di misurarsi in concorsi internazionali 3* all’estero, in luoghi ormai consolidati dove la garanzia di una forte partecipazione offre un ottimo termine di paragone, il che ovviamente è legato a costi non indifferenti. A questo riguardo abbiamo notevoli svantaggi rispetto per esempio all’Olanda, paese piccolo, molto attivo in questa disciplina, dove gli agonisti hanno la possibilità di partecipare ad un concorso nazionale e/o internazionale ogni 15 giorni ad una distanza di massimo 150 km da casa.

 

 

 

Per la cronaca, questi i vincitori delle medaglie.

 

Il podio dei campioni 2018 di Singoli. E’ bello vedere finalmente la presenza anche dei groom che tanto hanno contribuito al successo

 

Nei Singoli oro per il polacco Bartlomiej Kwiatek (con uno stallone di razza Silesian di 10 anni di proprietà del deposito stalloni di Ksiaz presso cui lavora), argento per la concorrente olandese Saskia Siebers (con un castrone KWPN di 13 anni) e bronzo per la francese Marion Vignaud (con un castrone KWPN di 15 anni). La classifica a squadre vede sul gradino più alto del podio per la prima volta nella storia dei Campionati Singoli l’Olanda, seguita dalla Francia e dalla Polonia, mentre l’Italia si classifica 18^.

 

I Para-driver vincitori delle medaglie: Jacques Poppen/Ned (a sin.), Heiner Lehrter/Ger, Martje Witvoet

 

Nel Para-Driving di Grado 1 (atleti con disabilità più grave) vittoria dell’olandese Jacques Poppen (con femmina di 10 anni) davanti al tedesco Heiner Lehrter (con un castrone di 15 anni) e alla olandese Martje Witvoet (con un cavallo di 8 anni).

 

Il podio dei Para-driver Grado 2: 1° Francisca Den Elzen/Ned, 2° Alexandra Röder/Ger e 3° Aad Van Marwijk/Ned

 

Nel Grado 2 (atleti con disabilità meno grave) l’oro va a Francisca Den Elzen per l’Olanda, l’argento alla tedesca Alexandra Röder e il bronzo all’olandese Aad Van Marwijk. Nella classifica a squadre l’Olanda esce vittoriosa precedendo nell’ordine Germania e Gran Bretagna.

 

Saskia Siebers e Francisca den Elzen con l’ambito trofeo “Hand-in-Hand”

 

Interessante il premio speciale “Hand in Hand” istituito nel 2006 per gli atleti del dressage montato e nel 2010 per gli attacchi dalla ex presidentessa della FEI, SAR la principessa Haya di Giordania. Il trofeo viene assegnato alla miglior squadra nazionale formata da un guidatore normodotato e da un para-driver designati dal capo equipe prima dell’inizio del campionato. Con il trascorrere degli anni questo premio ha assunto sempre maggiore popolarità ed è diventato il simbolo dell’integrazione del settore Para-Equestre negli sport equestri in generale. Alla sua 5^ edizione, quest’anno l’ambito riconoscimento è stato vinto dalla squadra olandese formata da Saskia Siebers e da Francisca Den Elzen.

 

 

*** Nota bene – A fianco dei tanti commenti positivi e ringraziamenti ricevuti per l’articolo, devo segnalare che il dott. Rissone si è giustamente sentito sminuito dalle mie parole, quando in effetti si era messo a disposizione a 360° per assistere la squadra in ogni frangente. Ci tengo quindi a precisare che la mia uscita forse poco felice non riguardava certo la sua persona, che stimo, o il suo operato, che apprezzo, bensì l’organizzazione che per un impegno ai massimi livelli come un campionato del mondo non ha previsto come capo equipe una figura con profonde conoscenze tecniche sulla disciplina, con alle spalle una formazione specifica ed una lunga esperienza sul campo. Fortunatamente c’è però ancora chi, come noi, preferisce un obiettivo chiarimento e, in pieno accordo sul pensiero di fondo, risolve la faccenda con una stretta di mano anziché con il solito strascico di rancori. Quindi tanto di cappello, dott. Rissone, per essersi calato nell’abito un po’ stretto di un compito da sempre ingrato!

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Per le foto un ringraziamento a Krisztina Horvath/Hoefnet a questo link

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e a Foto Sarka/Hippoevent – foto in vendita a € 5,00 al seguente link

oppure inviando una mail a Hippoevent media@hippoevent.at col numero della foto

 

 

classifiche individuali

classifica a squadre

classifica trofeo “Hand-in-Hand”

 

 

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