Stai guardando: Home » Costume e Societa' » Ma cosa vuol dire davvero ESSERE SOCIAL? Divagazioni animalesche sul tema

Approfittiamo di qualche giorno di pausa estiva per riflettere sull’uso dei SOCIAL più o meno corretto e ancor più sul concetto di “competenza” che spesso cade nel baratro dell’EGO di molti che pur di pubblicare sulle proprie bacheche , spesso tralasciano la cosa più importante: il canone minimo della decenza.

La professionalità che prevede conoscenza, a discapito dell’ignoranza (non conoscenza) che troppo spesso scade nel pressappochismo, infangando inevitabilmente gli “attori” di certe pubblicazioni, ed in particolare i nostri CARISSIMI AMICI CAVALLI, nel caso specifico.

Segue un piccolo MEMORANDUM, con chiari riferimenti ai grandi dell’arte e della comunicazioni che ci auguriamo possano essere utili spunti di riflessione.

IMPORTANTE E MAI SECONDARIO: possedere le credenziali di un profilo social (libero e gratuito) non fa di nessuno un GURU DEL WEB, ancor meno uno scrittore, un giornalista o un influencer (nell’accezione classica del termine).

Riflettete tutti prima di postare foto che spesso danno un’immagine negativa e fuorviante del rapporto che avete con i Vostri animali… e buon FERRAGOSTO! 


MA QUANTO SIAMO SOCIAL?

Un’analisi molto interessante di web marketing a cura di Francesco Margherita

<< Confondiamo il mezzo con il fine. Quando Marshall McLuhan scriveva che il medium è il messaggio non poteva immaginare, pur nella sua mente visionaria e illuminata, che saremmo finiti a fare le scimmie ammaestrate su facebook, mettendo cuori su post di gattini o indignandoci per gli altrui errori di ortografia e grammatica. L’homo habilis ha sfruttato i pollici opponibili per conquistare questo mondo, oggi i pollici servono per fare click su mi piace e selezionare faccine con espressioni che ormai non abbiamo quasi più.

Allo stesso modo, quando Andy Warhol diceva che nel futuro tutti avrebbero avuto i propri quindici minuti di celebrità, non poteva immaginare come saremmo finiti…

Questa nuova socialità, lasciatemelo dire, non ha proprio niente di social. Somiglia agli esperimenti di Ivan Pavlov, il fisiologo Russo che studiava i cani provocandone la salivazione con stimoli semplici. Ti mette in contatto con gli altri chiudendoti dentro una prigione senza sbarre.

Vedi uno screenshot sbiadito e sintetizzi idee sui come e sui perché, riducendo la verità a brandelli di informazione farciti di LIKE, WOW e SIGH, mentre il tuo corpo si affanna per raggiungere un posto di lavoro inutilmente lontano da casa tua. Abbiamo idee di plastica, ridondanti, prodotte dentro un simulacro, dal simulacro stesso. In questo senso il medium è certamente il messaggio (quindi il vecchio Marshall aveva ragione), ma una volta capito che il villaggio globale non somiglia più a quell’idea di Club Méditerranée che in molti sognano per le proprie vacanze, ti va di ragionare un momento sul significato della parola social?


IL SOCIAL MEDIA (COMMUNITY) MANAGER

Io ho un rispetto enorme per chi lavora sui social media creando valore, intanto perché queste persone hanno la consapevolezza che postare cose su facebook e twitter NON significa essere social. Quando faccio consulenza, ogni tanto mi si domanda come sia meglio agire rispetto ai social media. Premettendo che non sono specialista di questa materia, almeno una cosa da dire ce l’ho: Essere social significa creare e sviluppare relazioni con altre persone, non postare foto gradevoli.

I social network sono l’amplificatore che deve aumentare la portata delle nostre azioni, ma quali sono queste azioni?

Quando si impostano le strategie di acquisizione link e menzioni, che sono funzionali al posizionamento nei motori di ricerca, estraendo da Semrush una lista di siti web a tema da cui si ricavano segmenti diversi dello stesso scenario di riferimento. Ciascun segmento ha le proprie caratteristiche e i suoi punti di riferimento. Il “piano” è raggiungere il maggior numero possibile di punti di riferimento e stabilirci una relazione dialogica, metterli insieme. Banalmente, alzando il telefono e contattandoli dopo aver capito in che misura e a quale livello coinvolgerli rispetto alla comunicazione di un determinato progetto web.

Le persone funzionano così, apprendono così, si evolvono (o involvono) così.


COME ESSERE SOCIAL “PER LAVORO”

Se utilizzi facebook per svagarti, leggere post divertenti o per provare quel sottile piacere nell’indignarti di una tra le tante “brutture” che scorrono a fiume sulle bacheche di tutti (tipo gli errori di ortografia), sei una persona assolutamente normale. Se invece utilizzi facebook per promuovere te stesso o la tua azienda, l’attività di posting è solo la punta dell’iceberg. Non ho fatto crescere il gruppo “XYZ”semplicemente postandoci articoli dal mio blog.

È ciò che non si vede immediatamente a fare la differenza tra l’essere persone che postano sui social ed essere social.

Quel che non si vede immediatamente è il lavoro alla base per costruire le relazioni giuste. Sono state queste relazioni a produrre i segnali che hanno fatto crescere il gruppo, così come gli stessi segnali hanno consolidato il posizionamento del mio sito/pagina/gruppo su Google.

Non lo vedi subito, ma è tutto collegato.

Occorre essere curioso di sapere cosa “altro”  passa per la testa ai navigatori e devi avere la caparbietà di muoverti per scoprirlo, in virtù di idee “chiare” che riguardano il Tuo obiettivo di comunicazione.


Il CAVALLO è l’animale sociale per eccellenza

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