Stai guardando: Home » Agriturismi e stazioni di posta, In Evidenza » I carri trainati da cavalli del Circo “Bidon” arrivano a Bologna

 

 

 

Francois Rauline

 

I Carri trainati dai cavalli del “Circo Bidon” arrivano a Bologna

Ritorna in Italia il Cirque Bidon con la sua nuova tournée dal titolo Entrez dans la dance!“ Un circo itinerante con carri e cavalli, ideato e portato alla ribalta nel lontano 1974 da François Rauline instancabile capo carovana della lunga fila di carri trainati da cavalli partiti l’11 di giugno 2018 da Pennabilli per arrivare in questo 20 agosto, dopo oltre due mesi di viaggio e 180 chilometri percorsi, nel Parco di Villa Angeletti a Bologna.

 

https://www.tuttimattipercolorno.it/index.php/non-solo-festival/tournee-cirque-bidon-2018 

https://www.bolognatoday.it/eventi/cirque-bidon-bologna-2018-villa-angeletti.html

Ringraziamo Michela Astri dell’Ufficio Stampa per le belle foto che ci ha inviato. 

 

 

 

A sin. François redini alla mano guida il gruppo

 

 

 

 

Bambini, bambini, arriva il Circo!

Con questa frase le nostre nonne ci annunciavano un evento attraente, curioso e di sicuro divertimento, non solo riservato ai piccini, ma a tutta la famiglia. Sono oramai passati più di 50 anni, le nonne non ci sono più e pure i circhi lentamente sono in via di estinzione. I tempi cambiano, il virile e muscoloso domatore che a schiocchi di frusta faceva sedere una dopo l’altra le tigri feroci sopra uno sgabello non cattura più l’attenzione del pubblico, pubblico che non si sa ancora bene cosa stia cercando alla voce “spettacolo”. In secoli passati, teatranti, funamboli, giocolieri e cantastorie popolavano le piazze in occasione di importanti ricorrenze e gironzolavano per tutta l’Europa già dal XV secolo spostandosi di paese in paese a bordo di carri trainati da cavalli o muli, unici e moderni mezzi di trasporto del tempo. Con l’avvento del motore a scoppio in sostituzione del motore-animale negli anni ’50 tutti i circhi si sono motorizzati nei loro spostamenti, tutti tranne uno: le Cirque di François Bidon.

 

 

 

 

Anno 1974, nel pieno del progresso motorizzato, François rompe gli schemi e fonda il “Cirque Bidon”, iniziando a viaggiare per la Francia e per tutta l’Europa controcorrente: artisti e scenografie caricati su grandi carrozzoni trainati da cavalli, senza fretta e con tantissima passione. Da allora sempre più persone hanno affollato la modesta pista dove si esibiscono gli artisti, in un costante crescendo fino ai giorni nostri. Cosa c’è che attrae, diverte e incuriosisce il numeroso pubblico che fa il pieno ad ogni spettacolo? Non vogliamo sbilanciarci più di tanto, il mondo degli artisti è molto soggettivo e guai a “sputar sentenze”; indubbiamente a fare pendere l’ago della bilancia a favore di questo circo è la rappresentazione in diretta con la realtà a portata di mano e l’assoluta mancanza, ahimè, dei manipolatori dell’informazione che è proprio il caso di dire … fanno scena muta!

 

 

 

 

I CARRI A TRAZIONE ANIMALE

L’ultima volta che avevamo visto il passaggio del “Cirque Bidon” fu due anni fa ad Anzola dell’Emilia; solito successo di pubblico a cavalli fermi e, considerata la posizione strategica lungo la trafficata Via Emilia in direzione Modena capitale dei motori, fu anche un successo di suonate di clacson e improperi vari all’indirizzo di quei mezzi che alla velocità di 3-4 km all’ora erano decisamente fuori luogo e fuori dal tempo. Ogni esperienza è positiva e insegna a migliorare. Infatti questa nuova tournèe del 2018 ha decisamente migliorato la logistica e tante strade trafficate sono state tagliate fuori a favore di strade secondarie notoriamente poco trafficate. Non abbiamo visto personalmente i punti tappa precedenti dove il circo ha sostato per i suoi spettacoli, ma la tappa di oggi, qui a Villa Beatrice di Argelato (BO), è sicuramente una delle più adatte per questo tipo di rappresentazione teatrale.

 

http://www.orizzontidipianura.it/interno.php?ID_MENU=2710&ID_PAGE=2713 

 

Villa Beatrice situata ad Argelato – Bologna

 

 

Sono tutti capaci di fare inginocchiare un elefante! Ma solo al Circo “Bidon” vedrete le galline sulla corda!

 

E’ il momento del “governo del cavallo”

 

L’edificio di Villa Beatrice è uno tra gli esempi più interessanti del Bolognese di villa rinascimentale con “giardino campagna” e risale alla seconda metà del ‘500; proprio in virtù di questi bellissimi e ampi spazi, cavalli, carri e artisti hanno potuto godere di un contesto perfettamente in tema con lo spirito del loro spettacolo. I cavalli non potevano desiderare di meglio in questo caldo mese di agosto: il parco alberato, con ciuffi d’erba a volontà, è stato un autentico toccasana per i cavalli, i quali nel contesto coreografico dello spettacolo itinerante ricoprono un ruolo importantissimo da primi attori: devono trainare i carri.

 

 

CARRI FINIMENTI E BENESSERE ANIMALE

Come vedremo dalle fotografie c’è da registrare, rispetto a due anni fa, un grande salto di qualità. Questi cavalli in oltre due mesi di viaggio hanno percorso circa 180 chilometri e li vediamo davanti a noi in ottima forma. Da esperti sappiamo bene che un cavallo che viaggia per due mesi in compagnia di altri cavalli entra in allenamento, si tonifica i muscoli e migliora il ritmo giorno dopo giorno, al contrario del cavallo che con il padrone in ferie resta chiuso in un box di 3x 3 m. per trenta giorni ad ammuffire di noia. Accurata e di grande qualità la scelta dei finimenti per il traino: una moderna “collana” che grazie alla sua forma avvolgente riesce a fare faticare tre volte di meno del finimento a “pettorale”. Finimenti quelli a collana, sicuramente fatti su misura per il collo di ogni cavallo come da manuale.

 

Questo modello di “collana” è indossato da quasi tutti i cavalli adibiti al traino

 

Per fare un esempio che rende l’idea è come per noi un buon paio di scarpe comode: se la misura è giusta e calzano bene si cammina sicuri, in caso contrario … sono dolori! Sappiamo che François Rauline è un valido addestratore “anche” di cavalli e sicuramente questa e altre importanti scelte che vedremo sono opera sua. Un’altra scelta molto azzeccata ma che fa poi parte delle regole inerenti la disciplina delle redini lunghe, è la giusta proporzione tra il cavallo ed il carro da trainare. Nel nostro caso è tutto perfettamente proporzionato. Ai i carri più pesanti vengono attaccati due cavalli (pariglia), mentre a quelli più leggeri un solo cavallo (singolo). Ultima raffinatezza e tocco di bon ton da parte dei giovani e pimpanti artisti/guidatori è rappresentato dal rispetto per la fatica di chi traina, solo il guidatore con le redini in pugno sale sul carro, gli altri a turno, come vediamo nella foto, seguono per lunghi tratti il carro a piedi. Quante persone con cellulite in eccesso, abitanti nelle grandi città, desidererebbero camminare per qualche chilometro gratis invece di ridursi a pedalare a pagamento in una palestra con l’aria rarefatta!

 

A lato del cavallo una persona a piedi e uno alle redini, poi si daranno il cambio, intanto il cavallo ringrazia

 

Il bel pelo si vede dal mattino! Cavalli in splendida forma

 

Per quanto ci riguarda  dobbiamo fare i complimenti ai guidatori e a colui che ha mirabilmente insegnato loro il “governo del cavallo”, e per finire eccoci al parere più importante, quello dei cavalli. Ma parlano?  Si, attraverso il pelo.

Abbiamo visto e fotografato i cavalli ed il loro pelo dopo due mesi di viaggio e 180 chilometri percorsi: splendono sotto il sole con il loro mantello lucido, indicatore di una sana alimentazione e nessun affaticamento. Da nessuna parte e su nessun cavallo abbiamo visto ferite, piaghe o fiaccature di vario tipo dovute ad errate posizioni dei finimenti. In queste condizioni credo che vivere e lavorare non sia fatica ma un semplice passatempo – sono invidioso di tutti questi artisti, lo ammetto.

 

C’è qualcosa di strano e controcorrente in tutti questi artisti – non hanno in mano il cellulare!

 

Sempre allegri e spensierati, felici di stare in compagnia tra persone con gli stessi punti di vista

 

 

Vivere il mondo “vero”, non quello rarefatto dei pixel

 

Al di là del mestiere “circense” la vicenda umana.

Tante sono le descrizioni che si leggono e si sentono su questo antico mestiere artistico da sempre controcorrente e tanti sono stati e saranno i commenti della gente; ne abbiamo scelto uno che ci pare appropriato tanto per “dare voce a tutti” invece che ai soliti noti che (finanziariamente) se lo possono permettere.

Queste le parole del Pontefice GIOVANNI PAOLO II pronunciate il 17 dicembre 1993

Circensi e lunaparkisti, fieranti e artisti della strada come madonnari, cantastorie, suonatori ambulanti, burattinai e tanti altri, sono i veri “artigiani della festa”, gli autentici dispensatori di gioia, di meraviglia e di stupore. Aprono ai loro visitatori uno spazio di festa e amicizia, fanno nascere il sorriso di un bambino e illuminano per un istante lo sguardo disperato di una persona sola; attraverso lo spettacolo e la festa, rendono gli uomini più vicini gli uni agli altri.”

 

Non c’è alternativa: se il sole splende in cielo, i suoi raggi illuminano in gennaio e scaldano in agosto!

 

“Spetteguless” catturati con le orecchie tese

Ci siamo mischiati alla piccola folla di curiosi e appassionati che ha seguito la partenza della coloratissima carovana e abbiamo affinato l’udito per captare qualche impressione e commento dal vivo. Erano le 10 e 30 del mattino, il solito sole del mese di agosto, 25 km da percorrere per la carovana di carri e cavalli. Appena cavalli e guidatori sono a debita distanza ecco arrivare il commento top, quello più alla moda, quello che tiene banco nei salotti “radical-scic” delle sigle sindacali degli animali : “Poveri cavalli, sotto il sole a trainare i carri!“

 

 

 

 

Questo il Link per vedere il nostro articolo sul Circo “Bidon” di due anni fa: 

 

Il Lento Viaggiare degli Artisti del “Cirque Bidon”

 

 

 

 

© Copyright Carrozze&Cavalli · Powered by Purple Lab Design