Proprio ALL’ATTACCO E’ ANDATA LA NOSTRA MAGNIFICA SQUADRA al Campionato Europeo per Giovani Guidatori di Kisber-Aszar in Ungheria dal 15 al 19 agosto, guadagnandosi, oltre a non poche soddisfazioni personali, i complimenti di tutti grazie ad alcune performance the hanno lasciato allibito lo strapotere dei concorrenti stranieri.

 

(in senso orario da sin.) Virginia Sategna, Gabriele Grasso, Andrea Pili, Sara Bombelli, Alessandro Bonetti, Francesca Consolini

 

I risultati più significativi sono ormai rimbalzati ai quattro angoli dei media. In sintesi: una vittoria in maratona per Gabriele Grasso negli Young Driver, una “vittoria sfiorata” per soli 20 centesimi sempre in maratona ma negli Junior per Andrea Pili, una vittoria nei coni per la Junior Sara Bombelli, un’ottimo 6° posto in dressage cat. Children per Francesca Consolini e un esordio promettente in un Campionato, sempre nei Children, per Alessandro Bonetti, che ha contribuito con il suo bel percorso coni a determinare il punteggio finale per la squadra. Peccato per la piemontese Virginia Sategna che alla prima ispezione dei cavalli non ha ricevuto da giudici e veterinari l’ok a competere per un problema a un tendine anteriore del suo Wotherspoon.

 

Per la piemontese Virginia Sategna, sorridente in mezzo al suo team, il consulto degli Ufficiali di Gara ha stroncato sul nascere ogni speranza

 

 

Detto questo, entriamo nel merito delle categorie che hanno visto concorrenti italiani ai nastri di partenza.

 

C H I L D R E N   (12-14 anni – Pony Singoli)

 

FRANCESCA CONSOLINI

 

Per Francesca Consolini un ottimo 6° posto nel dressage

 

Quando si dice che il diavolo ci mette lo zampino…! Solo una quindicina di giorni prima dell’importate incontro il suo pony di punta, quello con cui aveva disputato la precedente edizione degli Europei e con il quale in due anni aveva fatto progressi da gigante (l’Appaloosa di 13 anni Berani van de Wittehoeve), ha deciso di prendersi una pausa … di convalescenza. La seconda pony (Mirthe van’t Gildeland, olandese di 10 anni), acquistata poco più di 1 anno fa, seppure si fosse già messa in luce in vari concorsi per le buone qualità naturali e per la costante crescita in ambito addestrativo, non era ancora riuscita a stabilire con la sua guidatrice quel feeling particolare per cui ci si butta a capofitto nella gara, sicuri l’una dell’altra. La carta da giocare era quindi il dressage e Francesca ce l’ha fatta a conquistare un magnifico punteggio: 6° posto in classifica, con figure sempre precise, senza errori di andatura, con la pony ben impostata nelle flessioni e forse solo una piccola titubanza nel richiedere il massimo negli allunghi a causa delle precedenti esperienze. Le prime tre posizioni sono andate alla Germania che in questa prova è quasi invincibile – e non solo negli attacchi! Solo il vincitore della categoria è riuscito a scendere sotto i 50 punti di penalità: poi i successivi 5, Francesca compresa, si sono attestati tra i 50 ed i 55, il che dimostra come anche l’Italia possa essere competitiva!

Dopo questa performance, ecco le prove più critiche per il binomio. L’ordine di scuderia per la maratona è stato quello di condurre una gara regolare, pulita, senza voler strafare, evitando ad ogni costo un’eliminazione che avrebbe vanificato a livello di squadra il bel risultato del dressage. E così è stato. La gara, equilibrata e tranquilla, senza sbavature, è servita così, anche grazie alla sicurezza infusale dal suo trainer Johann Weitlaner qui nelle vesti di groom, a fugare le ultime titubanze di Francesca sulle risorse della cavallina e sulle sue potenzialità future.

 

In basso a destra Francesca Consolini nel momento della premiazione della prova di dressage

 

In quanto alla gara coni, quella dei Children è stata l’unica categoria nella quale sono stati realizzati dei percorsi netti che hanno fruttato ai driver i primi 3 posti nella classifica della prova.  Dopo di loro nessuno è riuscito nell’impresa, segno che il percorso era veramente difficilissimo e non solo per dei ragazzi! Nonostante il percorso più corto con quindici porte, nulla è stato risparmiato ai Children in termini di difficoltà, quali zig-zag, oxer e ostacoli a larghezza ridotta.

Insomma, alla fine Francesca si è classificata 12^  che, date le premesse, è un ottimo risultato, marcando gli strepitosi progressi rispetto all’ultima edizione degli Europei in cui si era classificata 21^ con il suo pony di punta.

Queste, al suo rientro, le parole espresse da Francesca in merito alle sue impressioni sull’esperienza ungherese. Anche se in maniera molto concisa è evidente come il ricordo che l’accompagnerà per i due anni a venire sono tali da farle attendere con gioia la prossima edizione del Campionato, assegnato alla città francese di Lamotte-Beuvron nell’alta Valle della Loira, 170 km a sud di Parigi, lavorando sodo per farne nuovamente parte perché si tratta di un evento sportivo che non ha eguali.

“Secondo il mio parere il posto era bellissimo: campo da dressage ottimo, ostacoli meravigliosi e concorso molto ben organizzato”.

Cosa volere di più?

 

ALESSANDO BONETTI

 

Alessandro Bonetti porta a termine il miglior risultato degli Italiani nella prova coni

 

Di questo esordiente, alla guida di un pony, Loietto, che sicuramente non presenta le qualità di molti suoi simili iscritti al campionato, un ragazzino entrato abbastanza recentemente nel mondo dell’agonismo con entusiasmo, dedizione e un pizzico di caparbietà, si è detto troppo poco. Ha portato a termine delle prove assolutamente decorose e non è poco per chi viene a contatto per la prima volta con un ambiente di questo livello e per di più in un’Ungheria che è la patria degli attacchi (sport nazionale al posto del calcio!).

Nella maratona è stato di aiuto per Loietto l’esecuzione della fase A in campo recintato, in modo che l’alternanza di poco trotto e tanto passo non lo ha per nulla affaticato e gli ha permesso di presentarsi alla partenza per la fase B degli ostacoli senza stress e in piena forma.

 

La grinta e l’impegno di Alessandro Bonetti ci sono tutti e il trainer vigila…

 

Anche Alessandro ha avuto la sua soddisfazione risultando il migliore degli italiani nella prova coni, con la caduta di una sola pallina all’ultimo ostacolo, il 15°, uno di quelli a carreggiata ridotta, dove all’uscita ha solo sfiorato il cono con la ruota posteriore nella fretta di dirigersi verso la linea del traguardo. Nonostante qualche penalità per il superamento del tempo accordato, come d’altronde è capitato a quasi tutti i concorrenti, ha comunque fornito il risultato di riferimento per la classifica della nostra squadra. Come si suol dire: “Uno per tutti e tutti per uno!”. Alla fine Alessandro si è piazzato 16°, con una splendida carriera davanti a sè!

 

Anche il giudizio del debuttante Alessandro ha un tono decisamente positivo.

“Ho trovato la mia esperienza agli Europei molto positiva ed adrenalinica: il raffrontarsi con giovani driver di altre nazioni mi ha aperto visuali nuove.

Adrenalinica è stata soprattutto la maratona: il partire come 1° concorrente mi ha emozionato un po’.

Devo ringraziare il mio istruttore Alberto Tosi che mi ha seguito nella preparazione.”

 

 

 

 

J U N I O R   (14-18 anni – Pony Singoli)

 

ANDREA PILI

 

Per Andrea Pili la vittoria nella maratona era veramente a portata di mano, segno che l’Italia sa essere competitiva

 

Eccolo il nostro campione di simpatia, a giudicare dalla quantità di sue foto che hanno invaso il web, tutte contraddistinte da un bel sorriso fiducioso nella vita e nel domani – che come impostazione psicologica di un agonista non guasta!

Andrea è alla sua seconda partecipazione al Campionato Europeo e il suo obiettivo era, ovviamente, di migliorare la sua precedente performance, dove aveva partecipato nella categoria Children. Impresa riuscita, visto che dal 24° posto di Schildau, qui in Ungheria è risalito fino all’ottava posizione finale! E’ vero, in Germania aveva vinto la prova coni, ma qui ha mancato per un soffio la vittoria nella maratona. In effetti, per un errato input sulla gestione della fase di trasferimento, ha dovuto incassare 3 punti di penalità che gli hanno fatto perdere l’ambito riconoscimento per una gara svolta tutta all’attacco nel vero senso della parola, sapendo che all’altro capo delle redini c’era un “motore” inarrestabile. Provvidenziale in questo frangente per dirimere le controverse penalità l’intervento di Bram Chardon, qui per assistere la sorella Edith in gara col suo tiro a quattro: essendo uno “che conta” e sapendo come muoversi, è riuscito a ridurre il danno al minimo. Peccato solo che nel resto della gara Bram non si sia mai fatto vedere a bordo campo: dato che conosceva i ragazzi dai due stage che ha tenuto recentemente in Italia, un suo cenno di approvazione avrebbe sicuramente dato quella sicurezza in più che fa la differenza.

 

In alto a destra Andrea Pili riceve dal giudice il premio per il secondo classificato in maratona

 

Andrea è comunque risultato 1° in 4 ostacoli fissi della maratona su 6 e negli altri, 2° per 93 centesimi di secondo e 3° per 17 centesimi di secondo dal 1° classificato. Peccato che qualche penalità di troppo nei coni, dove solitamente ottiene dei buoni risultati, non abbiano ulteriormente consolidato la conferma della sua 5^ posizione nella classifica parziale dopo le prime 2 prove. Si tratta comunque di uno splendido risultato. La pony Blakt’s Darwina ha dimostrato quanto effettivamente vale e con un po’ di lavoro sulla precisione il futuro dovrebbe essere assicurato.

 

Di Andrea sappiamo che conosce bene come godere di ogni istante in simili occasioni. Sentiamo cosa ha da dire sulla trasferta ungherese.

“Questa avventura è stata molto emozionante, piena di momenti allegri ma anche con qualche momento triste, fin dal nostro arrivo l’accoglienza è stata molto cordiale e in linea con la tradizione del posto. Dopo poco tempo mi ero già ambientato anche grazie al fatto che conoscevo già alcuni ragazzi che avrebbero gareggiato con me.

Una cosa che mi è piaciuta particolarmente, come sempre d’altronde, è stata la festa delle nazioni, dove ho assaggiato molti piatti tipici da tutta Europa, compresi i nostri cibi italiani che … restano sempre i più buoni.
Dopo molti momenti di spensieratezza era arrivato il momento di gareggiare, ma sicuramente eravamo avvantaggiati avendo condizioni ottimali sia per quando riguarda il clima sia per quando riguarda i campi d’allenamento e da gara molto belli.

Se di giorno regnava la preoccupazione e l’ansia, di sera non era affatto così: gli spettacoli, i diversi modi di animare la gente e il grande spirito ungherese ci tenevano molto allegri e avevamo modo di scambiare due parole con i nostri avversari. Devo dire che questa trasferta mi è piaciuta molto, l’organizzazione locale era ottima e la difficoltà delle prove all’altezza di un campionato europeo; devo ringraziare davvero tutti quelli che mi hanno aiutato e tutte le persone che si sono impegnate per rendere questa esperienza indimenticabile.”

 

SARA BOMBELLI

 

Magnifica vittoria di Sara Bombelli nella prova coni

 

Anche per Sara è stata la seconda partecipazione ai Campionati Europei e tra l’altro è stata l’unica a portare in gara lo stesso pony. In Germania era terminata 7^ nella classifica finale, con tre ottime prove mentre qui ha avuto qualche piccola difficoltà sia nel dressage che nella maratona. Può darsi che il passaggio alla categoria superiore, con un testo di dressage più tecnico e una maratona su 6 ostacoli anziché 4, abbiano messo a nudo le difficoltà del suo pony, The Bandit, ad adeguarsi al salto di qualità richiesto per competere con i migliori soggetti provenienti da nazioni dove il grande numero di giovani praticanti permette selezioni ai massimi livelli e dove la qualità dei pony non ha nulla da invidiare a quella dei campioni del mondo seniores. Se da una parte la stessa guidatrice ha forse avuto un attimo di sbandamento con qualche piccola imprecisione nella prova di addestramento – ma parliamo proprio di “errori venali” – nella maratona è la cavallina che, nonostante l’ottima impostazione dell’allenamento, ha accusato la fatica. D’altronde i 39°C di temperatura nel giorno della prova di fondo non erano certo un fattore vantaggioso, soprattutto per chi la deve affrontare sul far del mezzogiorno.

 

In alto a sinistra Sara Bombelli mostra con orgoglio il premio vinto nell’ultima prova del campionato

 

Ma ecco che la Sara di sempre, stanca di doversi leccare le ferite, tira fuori il classico coniglio dal cilindro (pardon, dal casco) e vince la prova coni! Una bella soddisfazione ed una conclusione in bellezza che le frutta anche la risalita di ben 7 posizioni in classifica finale, terminando 9^ subito alla spalle di Pili.

 

Sara, sempre schiva e parca di sorrisi, ci ha rilasciato questo contributo personale, una specie di diario minuto per minuto.

“Appena arrivati dopo il lungo viaggio ci siamo ritrovati in una bellissima location molto grande e dispersiva. Subito al lunedì sera hanno organizzato una partita di calcio per noi ragazzi dove la squadra vincente aveva diritto a gelato gratis per tutta la serata!

Al martedì sera dalle ore 7 abbiamo preparato i tavoli e i piatti tipici della nazione per la “Cena delle Nazioni” che è stata inaugurata con una presentazione di tutti i driver partecipanti al campionato. A seguire uno spettacolo tipico ungherese, poi una grande festa con musica, giochi e balli.

Al mercoledì sono state effettuate le visite veterinarie e nel pomeriggio tutte le squadre hanno potuto provare i  cavalli nei vari campi a loro assegnati. Alla sera la cerimonia d’apertura, molto lunga ma interessante, in cui tutti gli atleti erano schierati ad ascoltare le parole dei vari presidenti.

Al giovedì la prima giornata di dressage: grazie alle nuove tecnologie tutti hanno potuto vedere il risultato in diretta grazie a un grande tabellone luminoso.

Venerdì il secondo giorno di dressage e alla sera le premiazioni delle due giornate e i giochi delle nazioni con tanto divertimento da parte di tutti. Per esempio in un gioco ogni nazione schierava 4 persone: il primo faceva da groom a un ragazzo del posto che eseguiva un percorso coni, poi veniva caricato in una carriola e portato dal secondo attraverso lo stesso percorso, quindi il secondo saliva su una carrozza trainata a mano dal terzo partecipante sempre lungo il percorso coni e infine il quarto faceva il percorso guidando una golfcar. Tutto questo è stato molto divertente.

Al sabato la maratona. Anche lì era presente un tabellone per ogni ostacolo per vedere la classifica in quell’ostacolo e quella totale. Alla sera la premiazione e una festa a tema musicale dove si poteva ballare.

Alla domenica i coni con un percorso difficile che ha ribaltato quasi tutte le classifiche e al pomeriggio le premiazioni di giornata e quelle finali attaccati e con il giro d’onore finale. Tutta questa gara è stata ricca di emozioni, negative e positive, e tutti hanno portato a casa nuove conoscenze!”

 

 

Y O U N G   D R I V E R   (16-21 anni – Cavalli Singoli)

 

GABRIELE GRASSO

 

Imbattibile in maratona il nostro Gabriele Grasso, una vittoria ben meritata per una gara veloce, pulita, strategicamente ben architettata a misura della sua giovanissima cavalla

 

Questa era l’ultima categoria che vedeva impegnati atleti italiani, nella fattispecie un Gabriele Grasso alla sua seconda esperienza, anche se con una cavalla nuova e soprattutto giovane, l’Andalusa Troika AA di 6 anni. Eppure nel breve lasso di tempo avuto a disposizione per “mettersi insieme” (nella disciplina degli Attacchi i cavalli possono competere solo a partire dai 6 anni) Gabriele ha saputo conquistarne la fiducia fino a ottenere il miglior piazzamento italiano a questi Campionati: un magnifico 5° posto!

 

Per il momento Gabriele Grasso si “accontenta” del gradino più alto del podio in maratona, in attesa di risultati finali altrettanto eclatanti

 

Ma questo non è stato l’unico bersaglio centrato: Gabriele ha anche vinto la prova di maratona superando nell’ordine ben 5 concorrenti tedeschi oltre al figlio del direttore dell’allevamento austriaco di Lipizzani di Piber. Basilare nella conduzione della gara anche l’apporto nelle vesti di groom di Jasmine Lunardon, sicuramente la nostra giovane con maggiore esperienza, avendo alle spalle la partecipazione a due campionati europei per giovani guidatori, dove ha riportato un 4° posto, e ad un campionato del mondo seniores pony nel 2015. Gabriele, un ragazzo solare ma mai sopra le righe, ha ammesso con molta semplicità di non esserselo certo aspettato. Ha fatto unicamente del suo meglio e tanto è bastato per lasciare al palo i mostri sacri. In fondo tutto è possibile, basta crederci! Una bella soddisfazione essere rimontati dal penultimo posto di Schildau all’attuale posizione di assoluto rispetto!

 

Gabriele, lombardo di adozione ma siciliano doc, porta con sé tutto il sole della sua terra natale e con questa sua positività riesce a cogliere gli aspetti migliori di ogni importante esperienza.

“All’inizio l’aria era un po’ tesa a causa della forte concorrenza tra i giovani, ma dopo la festa delle nazioni tutto è stato superato: ci siamo conosciuti e gli animi si sono rilassati portando ad una super tranquillità. Questo anche grazie all’organizzazione di Vilmos Jambor adatta a noi giovani, comprensi i tanti cambiamenti e le continue sorprese.

Rispetto allo scorso europeo ho notato poca affluenza di giovani soprattutto young driver.

Il percorso coni era molto tecnico, con girate strette, quindi secondo me poco adatto per chi come me ha portato un giovane cavallo o per chi fosse alla sua prima esperienza europea.”

 

I   C A M P I O N I   2 0 1 8

 

 

CHILDREN (22 Singoli Pony)

Chi è il nuovo campione europeo di questa categoria? Semplice: Tom Bücker, figlio di quel Tobias che dal 2003 al 2013 è salito sul podio dei Mondiali Pony per ben 5 volte a titolo individuale (2 volte oro, 2 volte argento, 1 volta bronzo) e ha vinto 7 medaglie con la squadra tedesca. Quello stesso padre che lo accompagna sempre nelle vesti di groom e dal quale ha per così dire avuto in prestito uno dei soggetti del suo tiro a quattro, lo stallone sauro di 17 anni Joldis Giuseppe. Già rappresentante della Germania a Schildau, Tom si era classificato 8° a titolo individuale e aveva vinto la medaglia d’oro a squadre.

Sul breve passato della 2^ classificata, la tedesca Lea Voskort, si sa ben poco, vista anche l’età minima per partecipare (12 anni compiuti nel giorno dell’assegnazione della medaglia d’argento), tranne che presentava un castone tedesco di 15 anni.

Medaglia di bronzo individuale al tredicenne francese Kilian Lenormand, grazie al percorso netto nei coni che lo hanno catapultato dal 7° posto provvisorio fino in zona medaglie. Figlio di genitori proprietari e gestori di una scuola di attacchi, con la mamma ad assisterlo come groom e il papà che fin dalle 6 di mattina provvedeva al primo blando riscaldamento, è da parecchi anni ai vertici delle classifiche nei campionati francesi di categoria e attacca un pony di 19 anni, sulla cui esperienza non possono esistere dubbi.

 

I nuovi campioni della categoria Children P1: 1° Tom Bücker/Ger, 2° Lea Vorkort/Ger, 3° Kilian Lenormand/Fra

 

JUNIOR   (24 Singoli Pony, 3 Pariglie Pony)

Nella categoria Singoli Pony, che agli ultimi Europei aveva visto Jasmine Lunardon e Chiara Usuelli rappresentare l’Italia, entrambe impegnate quest’anno per l’esame di maturità, la Gran Bretagna con Colette Holdsworth e Pepper, riesce a conquistare la medaglia d’oro. Il binomio aveva già vinto la medaglia di bronzo nei Children due anni fa e dopo 3 anni di gare insieme si sono visti i brillanti risultati di un serio percorso di crescita agonistica sotto la guida della campionessa inglese Pippa Bassett. Pepper è una pony pezzata di 10 anni di derivazione KWPN con Welsh.

Secondo e terzo posto per la Germania, rispettivamente con Nea-Renee Bonness, 16 anni, alla guida del castrone tedesco di 12 anni Diavolo Z, e con Lisa Maria Tischer, 17 anni, figlia del concorrente internazionale di pariglie pony Thomas Tischer, alla guida del castrone di 10 anni Kansas 23. Lisa Maria è alla sua 4^ partecipazione ai Campionati per Giovani Guidatori, vincitrice della medaglia d’argento a squadre a Szilvasvarad nel 2013 (quando il concorso era solo un Trofeo patrocinato dalla FEI), la medaglia d’oro individuale e a squadre in Polonia nel 2014 e d’oro a squadre nel 2016 a Schildau.

 

Le campionesse 2018 della categoria Junior P1: 1° Colette Holdsworth/GBR, 2° Nea-Renee Bonness/Ger, 3° Lisa Maria Tischer/Ger

 

Una categoria a cui sarebbe stato vantaggioso essere presenti è quella rappresentata dalle Pariglie Pony, visto che erano iscritti solo 3 attacchi: una mossa strategica da valutare per il futuro. Germania ai primi 2 posti con Lea Schröder e Penny + Pünktchen, e con Amelie Müller con Doolittle + Nemo. Al terzo posto l’ungherese Richard Aszodi con Darido + Peti.

 

Categoria Junior Pariglie Pony: oro per Lea Schröder/Ger, argento per Amelie Müller/Ger, bronzo per Richard Aszodi/Hun

 

YOUNG DRIVER   (11 Singoli Cavalli, 17 Singoli Pony)

Nei cavalli en plein della Germania. Oro per Fokko Strassner con Stradivari 30, argento per Marie Tischer, già medaglia d’argento individuale a Schildau nel 2016 e qui in gara con Fortino, lo stesso cavallo con cui lei stessa ha vinto la medaglia d’oro l’anno scorso ai Campionati del Mondo per Giovani Cavalli di Mezohegyes/Hun nella categoria 6 anni. Infine bronzo per Esther Maria Rietzler con il soggetto Haflinger Amoroso 31.

 

I vincitori delle medaglie nella categoria Young Driver Cavalli: Fokko Strassner/Ger (oro), Marie Tischer/Ger (argento), Esther Maria Rietzler/Ger (bronzo)

 

Nella categoria pony … nessun tedesco sul podio, anche se al 4° posto ritroviamo quella Ann-Christin Leeser che abbiamo visto più volte ai nastri di partenza nei concorsi internazionali in Italia. Qui l’oro è andato alla svedese Linnea Kristiansen alla guida del castrone Plassens Lucky Luke di 17 anni, con il quale non solo ha gareggiato negli ultimi due Europei per giovani guidatori riportando nel 2016 il bronzo sia a titolo individuale che a squadre, ma si è anche classificata 6^ ai Mondiali Pony Seniores l’anno scorso, e con cui partecipa fin dal 2014 a numerosi concorsi internazionali, avendo raccolto, sempre con lo stesso pony, lo scettro dalla madre, concorrente internazionale e in quest’occasione anche groom. Argento per l’austriaco Severin Baldauf con il castrone di origine tedesca Varius di 13 anni, assente dal 2012 agli appuntamenti di campionato ma sempre in gara nei maggiori concorsi internazionali, spesso con la pariglia con cui è stato vice-campione nazionale nel 2016 e 2017.  Palmares di tutto rispetto per il vincitore della medaglia di bronzo, l’ungherese David Palkovics con Caramelo, stallone di origine tedesca di 13 anni. Dal 2010 in poi ha partecipato a tutte le edizioni del Junior World Trophy prima e del Campionato per Giovani Guidatori poi, vincendo a Schildau la medaglia d’argento. Inoltre ha fatto parte della rappresentativa ungherese agli ultimi 3 campionati del mondo pony seniores, vincendo nel 2013 a Pau il bronzo a squadre. A Fabiansebestyen nel 2013 ha persino partecipato al CAI-A alla guida di un tiro a quattro di pony.

 

Si sono laureati campioni 2018 nella categoria Young Driver Pony Singoli: Linnea Kristiansen/Swe (oro), Severin Baldauf/Aut (argento), David Palkovics/Hun (bronzo)

 

CLASSIFICA A SQUADRE

 

Chi ha vinto l’oro? La Germania, naturalmente (allenata da Dieter Lauterbach, campione mondiale di attacchi singoli in carica). Alle sue spalle il paese ospitante, l’Ungheria, e terza la Francia. L’Italia si è classificata 7^ su un totale di 10 squadre. Non è un risultato eclatante, ma ci sono tutte le premesse per miglioramenti in futuro, sperando che molti nuovi ragazzi vengano ad ingrossare le fila dei nostri portacolori, seguendone l’esempio.

 

Gradino più alto del podio nella classifica a squadre per la Germania, seguita dall’Ungheria e dalla Francia

 

I SUPPORTER

 

Gli atleti, i loro pony e/o cavalli, un armamentario da far rizzare i capelli – ma sapete quanto altro ruota intorno ad un giochino come un campionato di attacchi, che poi a voler vedere sarebbero mancati solo gli Stati Uniti e, forse, la lontanissima Australia per elevarlo da europeo a mondiale? Sì perché le nazioni in cui la pratica degli attacchi è diffusa ad alto livello sono tutte in Europa.

Innanzitutto i tecnici. Purtroppo dalla precedente edizione del 2016, che ha visto un gruppo coeso di 9 concorrenti, tutti sotto la guida di un unico tecnico federale di riferimento, individuato in Johann Weitlaner, che è riuscito in poco tempo a farli progredire praticamente dal nulla a delle prestazioni decorose (ricordiamo un 4° posto in classifica finale ed un 7°), il “gruppo” è andato via via disgregandosi. Abbandonati all’iniziativa personale, ognuno si è cercato un tecnico di fiducia che ha fatto sicuramente un lavoro egregio, visti anche i risultati confortanti, ma lo spirito di squadra si è dissolto nel nulla, dando spesso anche adito ad inutili attriti. Senza un direttore d’orchestra purtroppo spesso si cade in protagonismi che generano comportamenti non sempre consoni con un’attività che deve vedere sempre e comunque al primo posto lo sport ed il senso di appartenenza. Tutto il resto è meglio che non esista, e soprattutto che non abbia il sopravvento. Anche in questo abbiamo tantissimo da imparare dalla vittoriosa Germania.

 

Alla nostra intervista il Tecnico Alberto Tosi ha così espresso le sue impressioni su questo campionato.

“Innanzitutto va detto che noi tecnici siamo stati tutti contenti dei nostri allievi ed è valsa sicuramente la pena esserci stati. C’è da rimarcare che in due anni la qualità dei pony/cavalli in campo è aumentata in maniera esponenziale e anche il parco carrozze è uscito da un approccio in parte improntato sul fai-da-te per dotarsi di veicoli di ultima generazione. I concorrenti stranieri sono molto preparati, ma in quanto a questo i nostri non sfigurano. Quello che manca a noi è l’impostazione della squadra: occorrono più coesione, più adattamento a quelle che sono le direttive, meno litigiosità – e non mi riferisco ai concorrenti che sono stati splendidi -.

I nostri avversari sono quasi tutti figli d’arte quindi si vedono gli attacchi superlavorati dai genitori fino quasi al momento di entrare in campo. Rispetto a Schildau la maratona presentava ostacoli più lunghi ma più larghi quindi più scorrevoli e nella categoria Children è stato tolto l’ostacolo dell’acqua. Misurato molto stretto il tempo del percorso coni, tanto che pochissimi sono stati quelli che l’hanno portato a termine senza penalità.

Ottimo il fondo dei campi sia di gara che di prova e di training ed eccellente anche la logistica van, ben segnalata, con ampi spazi a disposizione e ad una distanza ragionevole dal centro della scena. Purtroppo le tribune sotto il sole cocente sono state poco frequentate perché tutti cercavano refrigerio sotto gli alberi. Come biasimarli?

Piacevole infine l’organizzazione del tempo libero, con tante occasioni di far festa dove l’allegria la faceva da padrone e dove i nostri mattatori Gabriele e Andrea … si sono dati da fare, coinvolgendo piacevolmente anche la new entry Alessandro.”

 

Ai tecnici preparatori va un doveroso ringraziamento per l’ottimo lavoro svolto con i rispettivi allievi: Cristiano Cividini, Emilio Gamba, Alberto Tosi, Johann Weitlaner sono stati bravissimi, soprattutto visto che, oltre alla preparazione tecnica, sono riusciti in parte anche ad agire positivamente sulla preparazione psicologica, trovando l’equilibrio ideale tra spirito competitivo e serenità nei riguardi dei risultati ottenuti. Dato poi che tutti e cinque i concorrenti sono lombardi, un buon trait-d’union lo ha fatto il referente attacchi regionale, Maurizio Morbis coadiuvato dalla moglie nonché segretaria speciale Désirée, costantemente in contatto con l’Ungheria per assistere i nostri in tutto quanto possibile, coinvolgendoli nel tentativo di ricostruire un clima di complicità comune.

 

I tecnici designati per accompagnare il TEAM ITALIA (in senso orario): Weitlaner, Tosi con Gamba, Cividini

 

A ricreare lo spirito di gruppo e riunire per una volta tutti intorno ad un tavolo ci ha pensato un’occasione provvidenziale: i festeggiamenti per il compleanno di Alessandro Bonetti e di Valeria Nicolis, quest’ultima impegnata nel campionato in qualità di steward FEI e già assidua sostenitrice del settore giovanile.

 

Valeria Nicolis: un nome, una garanzia – evidentemente anche per il team di steward del Campionato!

 

Tutti concorrenti under 21: cosa significa? Che se non ci fossero genitori, parenti, amici, appassionati … rimarrebbero tutti a casa! Salto ostacoli? Cosa ci vuole: un piccolo van e una sella. Ci pensa la mamma, senza bisogno di tanti altri aiutanti. Gli attacchi? Oltre al pony/cavallo, che è il meno, ci sono in genere 2 carrozze (camion, carrello rimorchio?), spesso 2 finimenti, e tutto l’armamentario necessario per la trasferta di 1 settimana, in questo caso con almeno una tappa intermedia di trasferimento da organizzare in proprio (ricordate? ognuno si arrangia per suo conto). Almeno un GRAZIE se lo merita ogni CLAN FAMILIARE!

 

In alto i genitori Consolini, al centro la mamma di Alessandro e le due ex portacolori italiane di Schildau Chiara Usuelli e Pernilla Hoekdahl, in basso il clan Sategna/Formia e nonno Tameni, sempre intento ad aggiustare qualcosa

 

I groom? Sempre negletti (quando si decideranno a dare una medaglietta anche ai groom, almeno a quelli della maratona?). E pensare che sono parte integrante del team, con forse più doveri che piaceri. Perché non tutti sanno che per attaccare si dovrebbe essere sempre in due: fino a quando il guidatore è salito a bordo con le redini in mano la carrozza attaccata al cavallo è difficile da tenere sotto controllo e può costituire un grosso rischio. E il ruolo del groom nella maratona? Se per una girata riuscita male si rende necessario modificare il tragitto in un ostacolo fisso, dove ogni secondo in più fa lievitare le penalità, chi deve mantenere la mente chiara sulle possibili alternative? Il guidatore ha già il problema di gestire il cavallo e la carrozza, evitando che stanghe o ruote si incastrino in un palo, e non ha molto margine per inventarsi lì per lì una nuova strada. Il groom ha la possibilità di consultare il disegno dell’ostacolo e di reagire con immediatezza. Ecco perché questa figura spesso considerata di secondo piano è invece importantissima e dovrebbe essere sempre la stessa negli anni. Un’intesa perfetta non si crea dall’oggi al domani perché il navigatore deve essere cosciente di quali manovre sono più agevoli per il “suo” guidatore e quali eventuali rigidità del pony/cavallo consigliano una diversa rimodulazione del percorso.

 

In alto Angelika Irschara e Johann Weitlaner (Consolini), Alberto Tosi (Bonetti); al centro Pernilla Hoekdahl, Paolo Stecca e Valeria Nicolotti (Pili): in basso Emilio Gamba (Bombelli), Antonio Grasso e Jasmine Lunardon (Grasso)

 

MANIFESTAZIONI DI CONTORNO

 

Prima di entrare nel vivo della competizione, si è svolta nella serata di martedì la tradizionale “Serata delle Nazioni” in cui ogni squadra allestisce un proprio tavolo dove vengono offerte ai presenti le proprie specialità culinarie. Gli squisiti affettati di papà Consolini l’hanno fatta da padrone, ma anche formaggi tipici ed appetitose varianti di pasta asciutta con verdure e tante altre leccornie. In questo campo ovviamente ce la battiamo sempre bene!

 

Da parte della squadra italiana leccornie per tutti i gusti ma anche convivialità e spettacolo

 

Il clima concitato e pieno di aspettative per le intense giornate di impegno a venire risultava così mitigato dall’atmosfera allegra della festa; un famoso DJ ungherese ha quindi provveduto a dare il via alle danze così i ragazzi hanno avuto modo di scatenarsi e di socializzare: sono giovani e l’esuberanza è meglio che la esprimano quando non hanno in mano le redini!

Si può quasi considerare come manifestazione di contorno anche il CAI 3* organizzato dal padrone di casa Vilmor Jambor per i tiri a quattro pony seniores istituito come test event per i campionati del mondo pony (singoli, pariglie e tiri a quattro) che si svolgeranno qui a Kisber-Aszar l’anno prossimo. Solo 5 i partenti, con una Edith Chardon assolutamente irraggiungibile sia in dressage (l’unica con un punteggio sotto i 50 punti) che nella prova coni, con un percorso netto e solo qualche penalità sul tempo.

 

Edith Chardon, in gara con l’ex tiro a quattro di pony del fratello Bram, attorniata dalla famiglia

 

 

COSI’ ERA INIZIATA LA PARTE UFFICIALE DEL CAMPIONATO

 

La cerimonia d’apertura dei Campionati, con la bandiera FEI che sventola nelle mani del Direttore della Commissione FEI Attacchi, Karoly Fugli

 

Mercoledì, terminata la prima ispezione dei cavalli e la dichiarazione dei partenti ecco che prende il via la cerimonia di apertura, con grandi sventolii di bandiere da parte delle compagini nazionali. Ad aprire la sfilata a piedi dei nostri portacolori, accompagnati da un attacco locale con la bandiera che andrà ad aggiungersi a tutte le altre in un ideale “mazzo di fiori”, il capo equipe designato, Paolo Stecca, con il veterinario dott. Stefano Rissone, entrambi nuovi al ruolo loro assegnato. Un po’ lunghi i molti discorsi, soprattutto visto il sole sferzante, ma l’ufficialità purtroppo ha i suoi canoni. Ottima la decisione della FISE di ritornare per le divise di squadra all’azzurro, colore che da sempre ci contraddistingue a livello internazionale, visto che l’inflazionato blu ci faceva sempre confondere con francesi e britannici e forse anche con qualche altro. In serata ricevimento di benvenuto per tutti.

 

Il capo equipe Paolo Stecca e il veterinario di squadra, dott. Stefano Rissone

 

Da giovedì si fa sul serio. Due giornate intere di dressage per gli 82 concorrenti e, nella serata di venerdì, le premiazioni della prima prova seguite da giochi divertenti e coinvolgenti.

 

Giochi per tutti – e il nostro Andrea è sempre in prima fila quando c’è da divertirsi!

 

Lo stesso cliché si è ripetuto sabato sera, con la premiazione a piedi, nel tendone, della prova di maratona a cui ha fatto seguito un altro party.

La consegna dei premi per la prova coni invece è stata effettuata con gli attacchi schierati (dal 1° al 6° classificato) ed ha preceduto l’assegnazione delle medaglie ai nuovi campioni 2018.

 

Che emozione potersi presentare attaccati per le premiazioni (Bombelli e Grasso)!

 

A condire il tutto le solite incombenze di scuderia, i cavalli da accudire, da attaccare, i tanti finimenti da pulire dal sudore dopo ogni uso, viste le alte temperature, e innumerevoli ricognizioni degli ostacoli di maratona, perché quelli che possono sembrare dei labirinti svelino tutti i loro segreti, poi le consuete riunioni dei capi equipe, i controlli del veterinario di squadra e i briefing per essere al corrente del programma.

Tempo per rilassarsi? Rimandato a dopo il rientro a casa!

 

 

CONCLUSIONI

 

Tutto sommato un bel campionato che sicuramente rappresenta un buon punto di partenza per costruire e magari ripensare alcune cose. Quello di cui necessitano i nostri atleti e tutto l’entourage è una programmazione tempestiva e trasparente, precisa e senza successivi tentennamenti, che tenga conto anche delle loro esigenze. Il dialogo in fase di progettazione non deve mancare con un numero ancora così ristretto di utenti e l’auspicio è che si possano evitare in toto gli attriti che scoraggiano dall’assunzione di impegni non di poco conto. Anche a livello organizzativo sono necessarie azioni più puntuali e consapevoli per non lasciare gli ultimi fruitori a doversi arrangiare perché a monte le cose non hanno funzionato a dovere. Tutti praticano questo sport per puro piacere e tale deve essere, seppur con un impegno serio, ma che sia così per entrambe le parti in causa. La certezza è quella di avere un bel gruppo di ragazzi, uno solo dei quali tra due anni avrà superato l’età consentita, anche se potrebbe passare con profitto, impegni di lavoro permettendo, ad un coinvolgimento nella categoria seniores.

La stagione non è finita. Ancora ci sono 4 campionati internazionali alle porte (Europeo Haflinger, Mondiale Singoli, Mondiale Para-driver, Mondiale Giovani Cavalli), oltre a quelli nazionali che concludono la stagione agonistica, e speriamo di poter tirare un bilancio altrettanto positivo nel prosieguo.

Per il momento diciamo: BRAVI RAGAZZI!

 

 

 

Un ringraziamento particolare alla nostra giovane inviata speciale, Jasmine Lunardon, che ha scattato per “Carrozze & Cavalli” molte immagini della nostra squadra in Ungheria e che, a sua volta, ha fatto colpo sul fotografo ufficiale ungherese, viste le tante istantanee che la ritraggono, lei unica tra i professionisti della fotocamera!

 

“Miss Foto-genica”, parola di Vida-Szücs Istvan, fotografo ufficiale del Campionato

 

Queste le conclusioni di Jasmine. “A Kisber la nostra squadra ha portato a casa diversi risultati importanti che possono e devono essere lo spunto per un continuo miglioramento, in vista della prossima stagione e dei prossimi eventi internazionali. Da Schildau 2016 a quest’anno ci sono stati diversi cambiamenti, sia per quanto riguarda la squadra che per quanto riguarda i singoli binomi e, per questo motivo, spero che ci diano la possibilità di unire ancora di più il nostro “giovane” gruppo in vista degli Europei del 2020. E’ stata una bellissima esperienza, sfruttata al meglio dai ragazzi per migliorarsi e confrontarsi con le altre squadre e per mettersi in gioco, accostando il duro lavoro al divertimento!”

 

 

 

 

Per alcune foto a corredo dell’articolo, a completamento del servizio fotografico di Jasmine, si ringraziano Vida-Szücs Istvan e il nostro partner Krisztina Horvath/Hoefnet

 

 

link al filmato di Grasso in un ostacolo

classifiche finali