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L’Avv. Carlo Misasi, responsabile del Dipartimento Attacchi FISE, davanti alla berlina detta “Il Telemaco”

 

26 Maggio 2018

L’ultima giornata di questo percorso di formazione per i futuri giudici di tradizione FISE si è svolto a Roma ed è stata la classica ciliegina sulla torta sistemata ad arte dall’Avv. Carlo Misasi, responsabile del Dipartimento Attacchi della FISE, con la visita alla prestigiosa collezione di carrozze del Quirinale. “Le tavole rotonde sono occasioni di arricchimento culturale, ricerca del dettaglio, curiosità, volte a generare specialisti, o meglio «cultori della materia» – queste le parole dell’Avv. Misasi.

 

Foto di gruppo con … corazziere!

 

Il progetto era iniziato nello scorso mese di agosto a Montecatini Terme in occasione della manifestazione “Incanto Liberty” con un primo avvicinamento aperto a tutti gli appassionati e volto a risvegliare l’interesse per un approfondimento specifico in vista dell’acquisizione delle competenze necessarie per poter formulare dei giudizi. Individuato il gruppo di appassionati intenzionato a mettersi in gioco, si sono succedute cinque tavole rotonde presso collezionisti privati o musei di carrozze dove sono state affrontate  le varie tematiche di riferimento, con proiezioni, spiegazioni e discussioni analitiche e documentate. Con grande entusiasmo hanno partecipato alle varie tappe Matteo Bianco con il padre dal Piemonte, Fabrizio Canali dalla Lombardia, Bruno Cotic e Chiara Donati dal Friuli V.G., Angela Toschi e Oberdan Valli dalla Toscana, Michele Santoro dalla Puglia, Lucio Formisano e Pasquale Orza, accompagnato dal padre Donato, dalla Campania e Giuseppe Carcò dalla Sicilia. Il docente, Lorenzo Gatti, è stato sempre affiancato, oltre che dal responsabile del Dipartimento, anche dal referente per il settore tradizione Ivo Baldisseri, collezionista e giudice. Una gradita presenza ad alcuni incontri è stata rappresentata dai collezionisti Giuseppe Del Grande, anch’egli giudice di lunga data e Cesare Martignoni, il nostro più autorevole guidatore di tiri a quattro e concorrente nelle categorie di coaching, unico membro italiano del Coaching Club inglese.

 

Un percorso formativo in un prologo e cinque tappe di approfondimento culturale, prima dei successivi impegni “sul campo” nell’affiancamento a giudici di tradizione già affermati

 

Seguiremo ora brevemente le fasi dell’ultimo appuntamento, invitando i lettori a documentarsi sulle caratteristiche specifiche di quanto esposto visitando la collezione di persona o, alla peggio, consultando il magnifico sito dedicato specificatamente alla collezione al seguente link. Questa interessante giornata di studio ha visto i partecipanti al corso ammirare autentici capolavori  artistici su ruote che se fossero in concorso meriterebbero solo ed esclusivamente un 10! (parola di un famoso giudice di tradizione presente oggi).

 

 

LE CARROZZE RACCONTANO …

 

Le nuove Scuderie Reali: il Fabbricato Cipolla

Presso il Quirinale si conservano quindici fra le opere di maggior pregio della collezione che comprende 105 carrozze dislocate in diverse sedi espositive.

 

Il Quirinale, già dimora papale fino al 1870, poi dimora dei reali d’Italia e successivamente del Presidente della Repubblica

 

Con l’unità d’Italia e l’annessione di Roma nel 1870, la famiglia reale trasferì la propria residenza nella nuova capitale del Regno d’Italia. Il colle che per molto tempo aveva ospitato i pontefici, i cui nomi sono impressi su una grande targa di marmo, doveva, quindi, adattarsi a nuovi cambiamenti. Le vecchie scuderie papali, oltre ad essere decentrate, avevano dovuto sacrificare gran parte della loro capienza ed accessibilità alle esigenze urbanistiche; si rese necessario pertanto provvedere alla costruzione di nuove scuderie. Nel 1874 venne dunque incaricato del progetto di ampliamento del già immenso palazzo del Quirinale l’architetto Antonio Cipolla, dal quale prende nome appunto il “Fabbricato Cipolla“, con la costruzione delle “nuove scuderie sabaude” destinate ad ospitare le carrozze, gli animali da traino e tutti gli arredi di scuderia.

In più riprese gruppi di carrozze furono accolti anche nei padiglioni del museo della Motorizzazione Militare della Cecchignola, fino a raggiungere l’odierno ragguardevole numero di 65 veicoli – circa il 60% della collezione presidenziale – dei quali 20 raccolti in locali regolarmente aperti al pubblico, mentre nella ex falegnameria della tenuta di caccia di Castelporziano trovano posto dieci veicoli d’uso prevalentemente campagnolo, o comunque adibiti agli spostamenti “fuori porta”.

 

Il lato lungo del Fabbricato Cipolla e la magnifica visuale sul panorama capitolino

 

Affascinanti dettagli costruttivi, ma … “prego, da questa parte”, annuncia il dott. Marco Lattanzi

 

Ad accogliere il gruppo di aspiranti giudici il dott. Marco Lattanzi, conservatore della collezione delle carrozze del Quirinale e funzionario storico dell’arte presso l’Area Tutela e Valorizzazione del Patrimonio Artistico del Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica. Sempre affabile e prodigo di spiegazioni, il dott. Lattanzi, storico dell’arte, rivelava la sua profonda conoscenza di ogni particolare della collezione per aver curato personalmente il progetto di restauro complessivo sia di quella del Quirinale che di Castelporziano.

 

La Rotonda

Le quattro berline di gran gala più antiche e prestigiose fanno bella mostra di sé nell’ampio e luminoso spazio della Rotonda, dove un tempo le vetture sfilavano sotto lo sguardo attento del re e luogo dal quale i sovrani salivano in carrozza prima di uscire dal palazzo. Ancora oggi gli ambienti conservano l’aspetto e il fascino del periodo nel quale sono stati realizzati.

 

La Sala della Rotonda accoglie le quattro berline sabaude di gran gala storiche, provenienti dalle scuderie di Torino

 

Il Berlingotto di Gran Gala (1789), l’esemplare più antico, fu fatto costruire per le nozze di Vittorio Emanuele, duca d’Aosta e di Maria Teresa, arciduchessa d’Austria

 

La Berlina di gran gala detta “degli Sposi” o “di Maria Teresa” (1817) deve il suo appellativo all’utilizzo in occasione delle nozze di Carlo Alberto con Maria Teresa d’Asburgo Lorena e più tardi per quelle di Vittorio Emanuele II con Maria Adelaide Asburgo Lorena, celebrate nel 1842 a Stupinigi

 

La Berlina di gran gala detta “Il Telemaco” prende il nome dalle storie dipinte sui fianchi della cassa che raffigurano il viaggio dell’eroe greco alla ricerca del padre Ulisse. Il “Telemaco” fu commissionato da Vittorio Emanuele I per celebrare degnamente la ripresa del trono e la restaurazione dell’antico stato sabaudo

 

Alcuni particolari del “Telemaco”, carrozza adoperata altresì nel corteo nuziale del 1868 per l’ingresso in Firenze degli sposi Umberto e Margherita di Savoia. In basso, il Responsabile del Dipartimento Attacchi FISE, Avv. Carlo Misasi, e il Referente per gli Attacchi della regione Puglia, Avv. Michele Santoro

 

Berlina di gran gala detta “L’Egiziana”, la carrozza con una storia particolare

 

Curiosità sulla carrozza detta “L’Egiziana”

Ci spiega il dott. Lattanzi che questa carrozza rappresenta un caso unico al mondo di una carrozza reale che cambiò destinazione d’uso in corso d’opera. Costruita per il carnevale torinese del 1819 su commissione di Carlo Felice di Savoia, duca del Genevese, per sua moglie Maria Cristina di Borbone, nacque con il fondo di color avorio. Per la decorazione fu il duca personalmente a sceglierne lo stile, evidentemente per l’amore e l’interesse verso la cultura dell’antico Egitto. L’uso della simbologia egiziana, se in un primo tempo rimandava al desiderio del duca e della duchessa di poter avere un figlio che garantisse la successione dinastica, si prestò successivamente a meraviglia ad essere associata al tema della morte, come anche la ripitturazione in nero dell’intera carrozza. Così il 14 ottobre del 1849 la carrozza venne scelta quale carro funebre per il trasporto delle spoglie di Carlo Alberto alla basilica di Superga. Da allora la carrozza adempì al triste ufficio dell’ultimo viaggio di molti componenti della famiglia Savoia, tra i quali spicca per notorietà il re Vittorio Emanuele II che, dopo il trasferimento della carrozza da Torino a Roma, fu trasportato dal Quirinale al Pantheon dove il primo re d’Italia venne sepolto. La carrozza trasformata in carro funebre uscì dal palazzo addobbata con ampi veli neri che coprivano il catafalco posto all’interno della vettura, condotta da un imponente tiro a otto cavalli bardati con i finimenti da parata del 1819. In quell’occasione la decorazione originale della sommità venne sostituita con intagli dorati di chiaro riferimento alla simbologia regale dei Savoia. L’Egiziana fu utilizzata per l’ultima volta nel 1924 per i funerali di Isabella Maria Elisabetta di Baviera, duchessa di Genova.

Come ogni fatto curioso, anche questo ha subito dato adito alle scommesse tra gli astanti su come avessero potuto alloggiare il feretro all’interno della berlina senza rovinarla. Esito della scommessa tuttora incerto!

 

Le altre carrozze esposte nella Galleria

Attraversando un piccolo ambiente formato da un’anticamera e da una stanza in cui sono sistemati gli arredi dell’ufficio del Grande Scudiere, personalità di grande rilievo dell’amministrazione sabauda, cui competeva la direzione delle scuderie e dei cavalli, nonché l’acquisto di questi ultimi, delle vetture e dei materiali, si accede dalla Rotonda alla Galleria.

Qui sono ospitate le uniche berline di gran gala non direttamente commissionate dai Savoia: si tratta di tre esemplari di un lotto di sei voluti da Ferdinando III di Lorena per il Granducato di Toscana e costruiti a Firenze fra il 1821 e il 1850. Le rimanenti tre berline della serie, quelle di maggior pregio, sono ospitate a Palazzo Pitti a Firenze. Queste tre berline, insieme alle quattro esposte nella Rotonda, sono le sole vetture di epoca antecedente all’unità d’Italia conservate al Quirinale.

 

Le “altre” berline: quelle provenienti dal Granducato di Toscana e quelle costruite da Cesare Sala dopo l’unità d’Italia

 

Nell’ambiente centrale della Galleria sono esposte le due berline reali dorate di gran gala e di gala realizzate dalla ditta Cesare Sala di Milano nel 1877, collocate a fianco della berlina argentata di gran gala, sempre dello stesso costruttore, vettura quest’ultima usata dalla regina d’Italia per le uscite di rappresentanza istituzionale.

Fa parte della collezione anche un landau a barca realizzato da Cesare Sala intorno al 1880. Ancora oggi il numero di landau presenti nel complesso della patrimonio presidenziale è assai notevole. Vi sono 12 landau a barca come l’esemplare esposto nella Galleria e dieci landau carré, di dimensioni più ridotte e di linea meno sofisticata.

A fianco del landau trova posto un brougham carré, realizzato da Cesare Sala dopo il 1888, che costituisce il modello più cospicuo nella collezione presidenziale, a testimoniare la funzionalità di questa vettura per i servizi di città.

 

Brougham, landau, piccola berlina da bambini, carrozzina a mano per bambini e “Dos-à-dos o Troika” completano la collazione esposta al Quirinale

 

Fanno parte delle vetture specificatamente destinate ai giovani rampolli, la piccola berlina in stile Luigi XV di Cesare Sala, da questi donata al principe di Napoli, futuro re Vittorio Emanuele III, e la carrozzina a tre ruote per bambini, da spingere a mano, appartenuta a Vittorio Emanuele e donatagli dal costruttore Cesare Sala (1878 circa).

Tra le vetture della collezione presidenziale una rara carrozza russa risalente agli inizi del XX secolo, donata al re Vittorio Emanuele III dallo zar Nicola II. Legno realizzato a San Pietroburgo, viene menzionato negli antichi inventari sabaudi impropriamente come “Dos-à-dos o Troika“, quando in effetti il termine Troika si riferisce ad un particolare modo di attaccare in Russia tre cavalli affiancati e non già un tipo di carrozza. Impreciso anche il vocabolo Dos-à-dos che tradizionalmente riguarda la posizione “schiena a schiena” del cocchiere o guidatore rispetto ai passeggeri con cui divide lo stesso schienale. In questo caso la carrozza presenta invece i due sedili dei passeggeri con tale configurazione, in modo da favorire la visuale degli occupanti verso i lati esterni durante le brevi passeggiate in campagna.

 

Tanti preziosi oggetti legati al mondo equestre, spesso doni fatti ai reali d’Italia da parte di altri regnanti o personaggi di spicco

 

Il Gabinetto Storico

La bellezza della raccolta è accresciuta dal complesso di finimenti e apparati di corredo alle carrozze ancora presenti nelle collezioni presidenziali. Questa presenza di oggetti rari e di pregio è resa ancora più significativa dai numerosi regali donati ai re e conservati insieme ad opere particolari e preziose giunte in Quirinale in seguito all’unità d’Italia. L’ambiente delle “Nuove Scuderie” dedicato alla conservazione di tali oggetti è un luogo estremamente suggestivo, definito nei più antichi inventari come “Selleria di lusso” e quindi “Gabinetto di lusso”.

 

Una vetrina più interessante e sorprendente della precedente: un patrimonio inestimabile!

 

Nel Gabinetto Storico è custodita un’incredibile varietà di oggetti di gran pregio. Intorno alla metà del 1875 viene eseguita la prima grande vetrina di legno di noce a dodici grandi sportelli a un solo cristallo. A questo ne seguiranno molti altri, fino a giungere all’odierno numero complessivo di trenta fra armadi e vetrine che ricalcano tutti lo stile degli arredi originari e che mostrano ai visitatori i finimenti da parata e di gala più belli e importanti della collezione presidenziale; tra questi i raffinati finimenti impiegati con le quattro berline di gran gala sabaude, compresi gli apparati per il tiro a otto cavalli. Da notare anche il magnifico finimento funebre proveniente dalle Scuderie fiorentine, eseguito tra il 1820 e il 1830, utilizzato come finimento di gala per i servizi funebri eseguiti con “L’Egiziana”, nonché il corredo della carrozza usata da Napoleone in occasione dell’incoronazione a re d’Italia il 26 maggio del 1805. Non manca neppure una raccolta completa dei morsi dei finimenti per i landau, un numero impressionante che dà un’indicazione molto realistica su cosa dovessero essere gli spostamenti del tempo per gli impegni ufficiali.

 

Livree di gala e gran gala: una piccola scelta rispetto al centinaio di capi presenti nei depositi del Fabbricato Cipolla

 

Preziose fruste: l’accessorio indispensabile per il cocchiere, non per punire, ma per comunicare con i cavalli attaccati

 

Sempre dense di fascino le livree storiche di gala che rappresentano un piccolo nucleo delle centinaia di livree storiche conservate nei depositi del Fabbricato Cipolla, databili tutte alla seconda metà del XIX secolo. In una vetrinetta una raccolta di bottoni per livrea.

Molto interessanti i filmati d’epoca conservati dall’Istituto Luce con i quali il dott. Lattanzi ha inteso dare testimonianza tangibile dell’uso di queste pregevoli carrozze per gli impegni ufficiali della corte sabauda.

 

Testimonianze di un tempo passato ma non poi così lontano!

 

Per alcune riprese rimandiamo ai seguenti filmati presenti in rete:

I sovrani escono dal Quirinale per recarsi a Montecitorio

Apertura della XXVIII e della XXX Legislatura del Regno d’Italia

Re Vittorio Emanuele III nella apertura della 30° legislatura

A bordo di carrozze e berline le commissioni del Senato e della Camera entrano al Quirinale

 

Noi c’eravamo: e ora?

 

E non è finita qui: tutti a Villa Borghese!

Dopo che il gruppo ha preso commiato dalle Scuderie del Quirinale, dove si è alimentato di sublimi visioni, si fa sentire improvvisamente la necessità di un altro tipo di alimento. Niente paura: a Roma è in pieno svolgimento il Concorso Internazionale di Salto Ostacoli di Piazza di Siena e la FISE ha organizzato ed offerto un ottimo spuntino a bordo campo, necessario presupposto per continuare con piena efficienza il programma di studi secondo la tabella prevista. Tema dell’ultima tavola rotonda, ovviamente, le Carrozze di Casa Savoia ma occasione anche per ricapitolare quanto ancora non pienamente assimilato dagli aspiranti giudici. Sono presenti a questo incontro presso la Casa del Cinema di Villa Borghese anche Alessandro Cagnazzi, neo-eletto referente per le discipline non olimpiche e Sonia Negri, assistente dei dipartimenti discipline non olimpiche.

 

In alto l’attento uditorio, al centro il docente Lorenzo Gatti rispettivamente con Carlo Misasi e Michele Santoro, in basso Alessandro Cagnazzi con Misasi a sinistra e Sonia Negri a destra

 

Terminato per così dire l’indottrinamento, ha ora inizio la fase operativa in cui mettere a profitto e verificare sul campo mediante l’affiancamento a giudici di provata esperienza le conoscenze acquisite. Il calendario predisposto dal Dipartimento Attacchi F.I.S.E. prevede 4 appuntamenti nel corso dei mesi estivi, ai quali potranno aggiungersene altri, ove ritenuto necessario. Si inizia già dal 9-10 giugno al CIAT di Villa Manin, per proseguire il 7 luglio a Ivrea per la sfilata di San Savino. In agosto appuntamento a Montecatini Terme, dal 12 al 15 e infine a settembre rendez-vous in Puglia in occasione del Concorso di Eleganza di Fasano. La normale conclusione del grande impegno profuso da una parte e dall’altra sarà la verifica finale con un esame che andrà a laureare i nuovi giudici di tradizione FISE.

Un ringraziamento particolare alla Presidenza della Repubblica per aver dato corso alla richiesta di visita guidata e mirata del gruppo di studiosi alla collezione del Quirinale e l’espressione di riconoscenza nei riguardi di tutti quanti hanno partecipato attivamente al progetto complessivo con qualsivoglia funzione.

 

 

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