Stai guardando: Home » Tradizione e Cultura, In Evidenza, AFAC » 10 Giugno 2018 “C.I.A.T. Villa Manin” Un sogno che diventa realtà

 

 

 

 

 

 

 

 

L’elegante cena di gala del sabato sera a Villa Manin. 

Un piacevole momento per ritrovarsi dopo un lungo anno, scambiare commenti e impressioni con equipaggi di altre nazioni europee e anche per stemperare le normali tensioni che accompagnano i guidatori alla vigilia di un appuntamento così importante. Molto interessante il filmato accompagnato da belle immagini proiettato su un grande schermo curato dall’esperto speaker Mario Fenocchio. 

 

 

Aspiranti Giudici di Tradizione FISE in forma smagliante!  Da sin. Donato Orza, Lucio Formisano e Pasquale Orza

 

Battista Battiston, delegato AIAT, illustra ai concorrenti durante la cena di gala il programma delle prove del giorno successivo

 

 

Domenica 10 giugno 2018, ore 8,30 a Villa Manin di Passariano di Codroipo (UD) la giornata di gare inizia con l’alzabandiera del picchetto Regg. Lancieri di Novara (5°) comandato dal C.le Magg. Ca. Alaimo Calogero. Presente il Capitano Giulia Macor.   

 

L’Assessore Graziano Ganzit in rappresentanza del Comune di Codroipo durante l’alzabandiera con a fianco il Capitano Giulia Macor

 

SETTE NAZIONI AL VIA PER IL CIAT di VILLA MANIN

Sette nazioni al via sul tappeto verde di Villa Manin. Italia, Svizzera, Germania, Francia, Slovenia, Polonia e Spagna, nazioni diverse ma con gli equipaggi accomunati da un’unica passione: il cavallo attaccato ad una carrozza, in gergo tecnico, Attacchi. Il pubblico in questa edizione 2018 è stato più numeroso del solito: l’attività costante di promozione svolta da mesi da Graziano Ganzit nella sua doppia veste di Assessore comunale e Socio AFAC, ha dato buoni risultati. Non staremo a ripetere il ruolo dei Soci AFAC e del loro Presidente Giuliano Maule che da mesi insieme al coordinatore AIAT Battista Battiston si sono impegnati a testa bassa nell’organizzazione. Manca ancora la parte più difficile, il coordinamento degli eventi collaterali per fare sì che il pubblico presente non si debba soffermare a vedere “solo” un evento di nicchia come la parata degli attacchi, ma possa disporre di un più ampio ventaglio di eventi come mostre a tema, mercatini antiquari e artigianali e stand gastronomici con vendita dei pregiati vini del territorio. E’ mancata la presenza sul campo di un’adeguata promozione pubblicitaria del vicino Museo delle Carrozze di San Martino, il quale con un’apposita esposizione di libri e manufatti a tema avrebbe senz’altro aiutato la promozione della cultura degli attacchi italiana nei confronti delle sei nazioni presenti oggi.

Siamo sulla buona strada anche se le operazioni sopra descritte sono tutt’altro che facili, considerato lo scontro di due mentalità quasi opposte: lo spirito dell’Ufficiale di Cavalleria sul suo destriero al galoppo che ordina la carica con la sciabola sguainata e per contro i regolamenti “ragnatelosi”, calmi e ben ponderati delle istituzioni preposte a coordinare l’iter burocratico più consono ed idoneo per lo snellimento delle pratiche annesse e connesse per l’esatta tipologia di questo tipo di eventi che … ecc. ecc.

Sia quel sia, tra tutti gli organizzatori ed i partecipanti si è levata una sola voce: andare avanti senza paura perché questa è la strada giusta e se alla fine ci sarà da vincere, ebbene noi vinceremo!

Partiamo subito con le prime fasi del Concorso di Tradizione che vede impegnate le solite tre categorie di attacchi: Singoli, Pariglie e Tiri a quattro con due categorie che per la loro unicità e particolarità gareggiavano fini a se stesse: un tiro a tre cavalli “Winchester” (tre cavalli affiancati) e un tiro a quattro di cavalli attaccati in “Poste allemande”.

 

CATEGORIA CAVALLI SINGOLI

 

 

1° Class. Cat. Singoli: Albert Sporrädli

 

 

2° Class. Cat. Singoli: Bruno Cotic

 

3° Class. Cat. Singoli: Carlo Battiston

 

 

Da sin. in senso orario:  Renato Bolzon, Heiner Staub, Renzo Pezzutto e Gianluigi Orsenigo

 

Da sin. in senso orario: Hans-Günter Huber, Davide Maggi, Alessandro Cattarin e Simone Gabrieli

 

 

INTERVALLO “TECNICO”

Quasi tutte le carrozze presenti sono “legni” originali d’epoca con un centinaio di anni sulle “balestre” e alcuni modelli presentano piccoli dettagli o particolarità poco note; stessa cosa dicasi per i finimenti. Inoltre abbiamo voluto entrare nel dettaglio dell’abbigliamento con alcune raffinatezze che, seppur non scritte in nessun manuale, rappresentano l’ABC del bon-ton. Iniziamo con carrozza e finimento del vincitore della Categoria Singoli: ALBERT SPORRÄDLI (Svizzera)

 

1° nella Classifica Assoluta, Albert Sporrädli

 

Questa carrozza fa parte delle tradizioni tipiche della terra di origine che in questo caso è la Svizzera, e che variano, seppur di poco da un Cantone all’altro, inoltre sappiamo tutti che tantissimi modelli antecedenti il 1920 erano costruiti su misura in pochissimi esemplari, uno diverso dall’altro. La cosa che ci ha mosso la curiosità-giornalistica è stato il finimento che indossava il cavallo. Abbiamo interpellato alcuni esperti di settore e uno di loro ci ha detto che in questi casi ci si deve fermare nel giudizio alla pulizia e regolazione, perchè tutto l’insieme non fa parte delle regole codificate della tradizione europea classica ma rappresenta Attacchi di Tradizione-Locale legati a usi e costumi di una piccola area geografica circoscritta. Sentito questo parere sembrerebbe che questo finimento sia utilizzato in una precisa zona della Svizzera, e invece no, l’abbiamo visto pochi mesi fa addirittura in Slovenja ed ecco i dettagli.

 

Finimento tipico svizzero a Villa Manin del giugno 2018 condotto da Albert Sporrädli

 

 

Dalle foto  in alto e in basso possiamo notare che i due finimenti sono identici e trainano la carrozza allo stesso modo. Le frecce gialle ci fanno notare che le tirelle e stanghe o timone partono da anelli fissati alla robusta intelaiatura in legno del collare o collana e terminano fissate al bilancino della carrozza. Tutti e due i finimenti hanno la parte terminale delle tirelle in corda naturale. Entrambi i finimenti non hanno il sellino perchè le stanghe sono sorrette e fissate al collare, mentre nella foto n. 3 in basso vediamo le stanghe sorrette nel modo classico cioè tramite il reggistanghe fissato al sellino. Unica considerazione tecnica che può venire alla mente nel tentativo curioso di fare paragoni tra i due sistemi di traino, potrebbe essere che nel finimento classico (foto 3) le stanghe sono solo sorrette e non fanno nessuno sforzo, mentre con le stanghe fissate come le tirelle al collare, se bene in tiro,  forse la carrozza viene aiutata nel traino non solo dalle tirelle ma anche dalle stanghe. Naturalmente è poi da provare sul campo se corrisponde al vero perchè attacchi del genere al momento in Italia ne abbiamo visti uno o due tanto tempo fa.

 

Finimento classico da “Briska” detta anche “Goriziana”

 

La classica Briska utilizzata in Slovenja da centinaia di anni, solitamente attaccata con un solo cavallo al timone, qui la vediamo durante una manifestazione il 1° Maggio 2018 in Slovenja

 

(FOTO n. 3) Sempre con una collana vediamo il classico ed elegante finimento da singolo all’inglese in cui le stanghe tramite il reggistanghe sono fissate al sellino, mentre le tirelle restano sempre fissate alla collana

 

 

AFFIANCAMENTO DEI FUTURI GIUDICI DI TRADIZIONE F.I.S.E.

 

Ivo Baldisseri, Giudice FISE Attacchi di Tradizione e Giudice Internazionale AIAT (primo a destra), coordina l’affiancamento degli aspiranti Giudici di Tradizione FISE

 

Oltre alla teoria, obbligatori e utilissimi questi affiancamenti per vedere dal vivo e rendersi conto meglio delle problematiche che investono il delicatissimo ruolo del Giudice di Attacchi di Tradizione; sentiamo il parere dell’Avv. Carlo Misasi Responsabile del Dipartimento Attacchi della FISE:

 

“Dopo la fase dedicata agli approfondimenti in aula e alle visite presso le collezioni pubbliche e private, il progetto del Dipartimento attacchi prosegue nella fase più operativa e offre ai candidati giudici l’opportunità di affiancare le giurie nei concorsi e nelle manifestazioni di attacchi di tradizione ritenute di interesse. In tale direzione, il magnifico concorso di Villa Manin, quest’anno arricchitosi con la presenza di numerosi equipaggi stranieri, ha costituito la prima occasione: il gruppo di appassionati ha avuto modo di affiancare il giudice Ivo Baldisseri che, ancora una volta, con grande professionalità, ha messo tutti a proprio agio con soddisfazione di quanti hanno inteso approfittare delle sue conoscenze.

Il programma del Dipartimento offrirà ulteriori occasioni di conoscenza presso la sfilata di San Savino (TO) prevista per venerdì 6 luglio, il concorso di eleganza di Montecatini di metà agosto, il concorso di tradizione di Fasano (BR) di fine settembre ed altri eventi che nel frattempo saranno definiti. Tali appuntamenti saranno intervallati da una serie di incontri tra i partecipanti al progetto, finalizzati ad un confronto sui temi trattati anche in sede di affiancamento e alla definizione di condivise linee di giudizio.
Ringrazio gli amici friulani dell’associazione AFAC, oltre a Lorenzo Gatti e Fabrizio Canali per il prezioso supporto che hanno inteso offrire; ringrazio, ancora una volta, il referente FISE per le attività destinate agli attacchi di tradizione ed eleganza Ivo Baldisseri per la disponibilità e competenza offerte al Dipartimento.”

 

Tutti al completo con Fabrizio Canali ultimo a destra nella doppia veste di reporter e aspirante Giudice, Ivo Baldisseri primo a sin. poi Matteo e Aurelio Bianco, Giuseppe Carcò, Pasquale Orza e Lucio Formisano

 

 

 

 

 

1° Class. Cat. Pariglie: Matthias Pfeifer

 

2° Class. Cat. Pariglie: Christian Mettler

 

3° Class. Cat. Pariglie: Pierre-Louis Sola

 

 

Da sin. Paola Pedrazzini, 4° Classificata, a seguire in senso orario: Angelo Colussi, Samuel Muccin, Bozidar Mrsic e Hubert Kohler

 

 

I PARTICOLARI CHE CONTANO

 

 

Due particolari interessanti dell’attacco a pariglia di Pierre-Louis Sola

 

Due particolari interessanti che però hanno una certa importanza ed un loro preciso scopo. Il primo riguarda le imboccature dei due cavalli che hanno una barra in acciaio che unisce le due parti finali del “Liverpool”. Con questo accorgimento si impedisce che le redini dei cavalli si vadano a impigliare facendo così venir meno il controllo dell’attacco. La seconda curiosità riguarda la parte posteriore della carrozza che vede applicata una striscia di piccole punte in ferro con la quale si evitava ad eventuali passeggeri abusivi di accomodarvisi.

 

 

Frusta in spino impugnata in posizione di riposo da Christian Mettler

 

A detta del suo proprietario e guidatore Christian Mettler, questo modello offre una eccezionale bilanciatura, e anche dopo ore di guida pare di non avere avuto nulla in mano. Altra curiosità che potremmo definire d’altri tempi è la piegatura a “zampa di cane” che in caso di pioggerellina insistente da pianura inglese permetteva di fare scorrere l’acqua che gocciolava dall’incurvatura senza bagnare la mano del guidatore che stringeva la frusta per il manico. Curiosità del passato; oggi se piove, piano o forte che sia, con legni del genere i guidatori se ne stanno a casa.

 

 

Christian Mettler durante la prova di “Maniabilitè”

 

Matthias Pfeifer 1° Classificato Cat. Pariglie

 

Abiti eleganti ed idonei per lui e per lei sono di rigore, volendo però dare quel tocco di raffinatezza in più è molto indicato e offre un piacevole colpo d’occhio che l’abito della Signora riprenda il colore del fiore all’occhiello del guidatore e contemporaneamente il colore delle ruote, in questo caso il giallo. Nella valutazione complessiva che daranno i Giudici c’è la voce “insieme dell’attacco” e, come si vede dalle foto, abbiamo solo due colori preminenti: il nero e il giallo, inclusa la ferramenta della carrozza ed i finimenti dei cavalli. Non ci si qualifica primi per caso o per fortuna, ci vuole dell’altro!

 

Insieme dell’attacco del 1° Class. Cat. Pariglie Matthias Pfeifer

 

 

 

 

CATEGORIA  TIRI A QUATTRO

 

1° Class. Cat. Tiri a quattro: Bernd Schnur

 

 

1° posto in classifica meritato! Autentici cavalli carrozzieri e mani d’oro per Bernd Schnur che transitava con maestria ed eleganza attraverso i coni nonostante il voluminoso Break da Caccia.

 

 

2° Class. Cat. Tiri a quattro: Matteo Pellizzer

 

Matteo Pellizzer, uno tra più abili guidatori di tiri a quattro in Italia e più volte vincitore a Villa Manin: oggi nulla ha potuto contro l’indiscussa supremazia del tedesco Bernd Schnur

 

 

3° Class. Cat. Tiri a quattro: Roberto Marasco

 

Grande disinvoltura nel passaggio tra i coni

 

Roberto Marasco da anni professionista del settore:  www.realfriuli.it

 

PARTICOLARI DI ABBIGLIAMENTO

 

L’abbigliamento di Matteo Pelizzer e Katya

 

Torniamo sul tema dell’abbigliamento osservando Matteo e Katya. Il colore predominante dei groom, della carrozza e dei finimenti è il nero, ragion per cui è particolarmente indicata una tonalità di colore che stacchi ma che non sia troppo forte come il colore “cremisi/amaranto” del vestito di lei, del grembiule e della cravatta di lui. Stesso colore anche per il cappello e per l’ombrellino parasole della dama riposto nell’apposita cesta porta-bastoni. Un colore che bene si intona anche al mantello dei quattro cavalli.

 

UNICO PER LA SUA CATEGORIA IL TIRO A TRE CAVALLI “WINCHESTER” 

Ci viene presentato da Janton Jacek (Polonia)

 

Janton Jacek durante la prova coni detta “Maniabilité”

 

Jacek durante la prova di campagna denominata “Routier”

 

 

Janton Jacek e consorte vengono dalla Polonia e sono da qualche anno assidui frequentatori del CIAT di Villa Manin

 

PARTICOLARI DI ABBIGLIAMENTO

 

 

 

Su di un colore sono tutti d’accordo: il blu è il massimo dell’eleganza e lo si vede bene in questa immagine. Blu e beige i colori che si rincorrono nel vestito di lei e di lui con i fiori color salmone presenti sulla giacca del guidatore e sul cappello a tesa larga della dama. Anche se il fanale della carrozza è spento, il sorriso della moglie di Janton Jacek è sufficiente ad illuminare il percorso anche in caso di nebbia!

 

UNICO PER LA SUA CATEGORIA IL TIRO A QUATTRO  “Poste Allemande”

Ci viene presentato da Antonio Repullo Anaya  (Spagna)

 

 

Antonio Repullo Anaya (noto ai follower dei social come Antonio Dentista) e consorte

 

Attacco spettacolare che ha destato un notevole interesse da parte del pubblico intervenuto

 

Grandissima l’abilità del postiglione nell’avere sempre e comunque il controllo di tutti e quattro i cavalli

 

Il Postiglione. Da notare le belle decorazioni dei finimenti in peli di tasso

 

L’attacco “Poste Allemande” durante la “Routier”

 

 

Graziano Ganzit premia l’attacco di Antonio Repullo Anaya 1° Classificato nel “Best in Show” Doveroso citare e ringraziare per l’esibizione il “Postiglione” che risponde al nome di Marco Antonio Ruiz Huertas … Grazie e complimenti!

 

Arrivo a  Villa Manin per Hubert Kohler: ad attenderlo il bicchiere della staffa

 

Simone Gabrieli e consorte con il bicchiere della staffa al termine della “Routier”

 

Velocissimo il più giovane guidatore di oggi: Carlo Battiston

 

 

La bravissima Giulia Arreghini, dopo aver trionfato nella sua categoria al CAI di Palmanova del 3 Giugno 2018 (vedi le tre foto in alto) oggi dopo solo sette giorni è nuovamente al lavoro in veste di Segretaria di Concorso insieme alla mamma e al papà Adelio, quest’ultimo come Direttore di campo

 

Immancabile il collezionista e antiquario Ero Mantovani con un assortimento di fanali da carrozza che non teme confronti! Per info: 0386.915158

 

FERVONO I PREPARATIVI PER LE PREMIAZIONI

 

Giuliano Maule, Presidente AFAC, onnipresente in ogni angolo della Villa

 

L’organizzazione AFAC non teme confronti, ogni cosa e ogni persona al posto giusto nel momento giusto

 

LA CLASSIFICA “ASSOLUTA” 

 

Classifica Assoluta 1° Class. Albert Sporradli

 

 

 

 

 

Giro d’Onore per i Giudici di questo Concorso Internazionale

 

Sul particolarissimo attacco “Poste Allemande” dello spagnolo Antonio Repullo Anaya vincitore del BEST IN SHOW 2018 a Villa Manin, giro d’Onore per i Giudici di questa edizione: per l’Italia Battista Battiston, per la Francia Eric Macrez, per il Belgio Koen Depaepe e per la Germania Huber Hartmuth.

 

 

Giro d’Onore per i Giudici, alle spalle la grande folla che in questo giugno 2018 ha seguito l’evento

 

Con l’ammainabandiera del Picchetto del Regg. Lancieri di Novara (5) si chiude anche questa sesta edizione del CIAT di Villa Manin, a tutti i presenti e a tutti i nostri lettori un arrivederci all’edizione 2019!

 

 

 

 

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Sono stati due giorni molto faticosi per tutto la Staff della Redazione di “Carrozze & Cavalli” ma fortunatamente a pochi chilometri da Villa Manin ci siamo rilassati nei momenti liberi in un Agriturismo a misura d’uomo, immerso nel verde e con persone amanti degli animali, proprio come noi. Ve lo proponiamo per i prossimi vostri appuntamenti in caso si arrivi da lontano.

 

 AZ. AGR. AL CASALE e FATTORIA DIDATTICA

Casali Loreto, 3 – Codroipo (UD)  Tel. 0432.909.600

www.alcasale.eu   

 

 

Come la storia ci racconta, nell’area a ponente del comprensorio codroipese c’è un vero borgo storico rurale da riscoprire, si tratta di uno dei luoghi più carichi di storia che l’antico quadruvium possa vantare assieme alla nota Villa Manin. Le prime notizie riguardo alla vasta area costruita risalgono infatti ai primi del ‘500.

In pieno Rinascimento viene costruita la cappella votiva dedicata alla Madonna di Loreto che i frati pellegrini trasformeranno in chiesetta, iniziando anche lo sviluppo del casale, presumibilmente adibito a monastero. Con l’andare del tempo il borgo passa di mano in mano e diviene la principale stazione di posta della zona dove viaggiatori e portalettere a cavallo trovavano riparo e ristoro.

 

 

 

 

 

 

I SECOLI SCORSI

 I cenni storici fanno riferimento anche al passaggio di Napoleone che trova riparo nel Casale ormai quasi ultimato come lo conosciamo oggi. Si giunge così ai primi del ‘900, periodo in cui un conte dà il via ai lavori di trasformazione, creando una vasta azienda agricola e vitivinicola. Ancora oggi il Casale costituisce il classico esempio di architettura rurale della pianura friulana, con pianta a elle, corte interna e pozzo al centro.

I GIORNI NOSTRI

Grazie alla volontà della famiglia Parussini e all’impegno profuso con i lavori di restauro, oggi il Casale rappresenta un vero spaccato di storia, immerso nelle terre di mezzo. Da non perdere la visita alla chiesetta, dove sono stati recuperati importanti dipinti e affreschi che raccontano un pezzo di storia friulana che alcuni fanno risalire alla scuola del Tiepolo. La chiesetta è una costruzione con aula rettangolare e volte a botte, coro quadrato con angoli smussati e soffitto centinato a vele. Inoltre nella facciata a sud del Casale è stata recuperata una meridiana fatta risalire al ‘700 in quanto il tempo veniva calcolato con l’ora di Roma.

 

 

 

 

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