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L’antico Omnibus a cavalli

 

Suggestiva panoramica della cantina Gavioli dall’alto

 

Quante volte purtroppo ci tocca sentire di un Museo che puzza tremendamente di naftalina, un altro che odora di vecchio, un’altro ancora che a causa dei teli bianchi sopra ogni carrozza pare un “Obitorio su ruote” … che tristezza!  Finalmente oggi abbiamo trovato, anzi, scoperto con sorpresa, una collezione di “legni” di tutto rispetto, con pezzi di notevole pregio, che “forse” potrebbero mettere d’accordo tutti i vari contestatori. L’ambiente ove sono conservati è una moderna Cantina vinicola che abbina al percorso museale un calice di buon vino locale. Considerato che dopo l’interessantissimo tour a tanti può venire sete e un calice di frizzantino non fa male a nessuno, eccoci nel posto giusto; un ristoro “Culturale” per il cervello e un’altro, non meno importante, per il “palato”.

 

La cantina

A Nonantola, alle porte di Modena, l’attuale sede sembra abbia voluto mantenersi in contatto con il tempo storico.
Passato e presente si fondono alla perfezione, cantina e museo sono una cosa sola.
Ogni singola azione è compiuta con dedizione e meticolosa cura, senza fretta.
Ogni singolo passaggio della filiera del Lambrusco è svolto internamente, dalla vigna alla bottiglia, un percorso a km zero proprio come facevano gli artigiani di una volta.

 

Antico e moderno, quando si tratta di vino tutti sono d’accordo sul binomio!

 

220 anni di storia

E’ il 1794 e Pietro Gavioli è Mastro Cantiniere dei Marchesi Molza con cantina a Solara di Bomporto. Da allora abbiamo intrapreso un lungo viaggio nel tempo insieme al Lambrusco. Un viaggio che continua ancora oggi, grazie al rispetto per la tradizione e all’amore per le fertili terre Modenesi.
I metodi di lavorazione, patrimonio dei nostri avi, integrati dalle moderne tecnologie di cui disponiamo, ci restituiscono vini dalle caratteristiche inimitabili. Passione e cura per i dettagli sia in vigna che in cantina si esprimono in ogni singola bottiglia.

 

 

Originale e interessante l’allestimento coreografico … a tema

 

I  prodotti

Vini autentici che hanno saputo attraversare immutati i secoli come il Lambrusco di Sorbara e il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro che si bevevano una volta nelle osterie di Modena. Al loro fianco, straordinari Cru di Lambrusco di Sorbara rifermentati in bottiglia, come il Lambrusco a rifermentazione Ancestrale e il Lambrusco Spumante Metodo Classico vinificato in bianco. Frutto di sperimentazione e ricerca, sono la perfetta sintesi tra passato e presente. A completare, c’è poi il nostro fiore all’occhiello: il succo d’uva spumante 100% naturale disponibile anche alla frutta.

 

 

 

GAVIOLI ANTICA CANTINA “Museo & Cantina”

Via Provinciale Ovest, 55  – Nonantola (MO)  Tel. +39 059.54 54 62

 

http://www.gaviolivini.com/       wineshop@gaviolivini.com

 

La visita base con degustazione alla cantina e al museo è di 5 Euro . In caso di gruppi numerosi, previa prenotazione, è possibile organizzare visite guidate con degustazioni e assaggi di specialità gastronomiche Emiliane come Aceto Balsamico tradizionale, Parmiggiano Reggiano e salumi tipici. Prezzo da concordare in base al numero e al trattamento desiderato. Il personale parla Inglese.

 

LUNEDI  Chiusura
MARTEDI 9-13 /15-19
MERCOLEDI 9-13 / 15-19
GIOVEDI 9-13 / 15-19
VENERDI 9-13 / 15-19
SABATO 9-13 / 15-19
DOMENICA 9-13 / 15-19

 

 

 

 

 

Vogliamo iniziare il nostro tour da un CARRO che probabilmente è unico al mondo nel suo genere. Sfogliamo le pagine di un vecchio libro esposto nel Museo a fianco del carro e in poche e chiare parole scopriremo di che si tratta. Tanto per essere chiari il progresso ha modernizzato tutto e ai tempi nostri in tutte le varie “Feste della Birra” troviamo attrezzature moderne che “spinano” la fresca birra alla spina e simpatiche “locandiere” che ce la servono nel bicchiere. Anche 150 anni fa c’erano persone che volevano divertirsi e c’erano persone dotate di “sbuzzo” (estro+ingegno+fantasia) che cercavano di migliorare il servizio offerto per accontentare più persone e chiaramente guadagnare maggiormente. Il famoso estro e creatività all’italiana da sempre ha caratterizzato scoperte, invenzioni e brevetti anche se ultimamente si sta attraversando un momento di “riflessione-etica” con conseguente corrente di pensiero del “siamo tutti uguali”. Giustissimo e ben detto, nel “Regno dei Cieli” dopo il fatidico trapasso forse sarà così, al momento tra il titolare di un’Azienda artigiana e l’ultimo assunto che si guarda in giro un po’ spaesato, notiamo una grandissima disuguaglianza!

 

 

 

 

Il capolavoro di meccanica frutto del “solito” genio Italiano!

 

 

 

Giovanni nostra “Guida” ci spiega il percorso del bicchiere di vino nei suoi vari passaggi che abbiamo segnalato con una freccia gialla

 

Il percorso del bicchiere continua e dove vediamo il punto interrogativo è sistemato il congegno meccanico definito “troppo pieno”. Noi spettatori diciamo: troppo-bello!

 

 

 

La fase finale con il “triangolo” in legno colmo di affettati misti e “piada” con il bicchiere. A dest. le nostre valide “Guide Turistiche” Cristian e Giovanni

 

In questo Museo chiaramente ampio spazio è dato alle infinite attrezzature utilizzate per la produzione del vino. Attrezzature che spaziano dagli oggetti strani e incredibili costruiti su-misura dagli addetti ai lavori, fino ad arrivare ad antichi utensili a pedali utilizzati per tornire botti e mozzi in legno.  

 

Lavori in vigna con cavallo

 

 

Fino ai primi anni del ‘900 tutti i lavori agricoli venivano svolti grazie all’indispensabile ed insostituibile lavoro degli animali. Ogni animale aveva un suo preciso ruolo e tutta una serie di compiti da svolgere nell’ambito della comunità rurale del tempo. Oggi dobbiamo registrare un certo deterioramento nell’ Etica e nel Rispetto dell’animale perchè in tanti, anzi, troppi casi, l’animale rappresenta un lusso, uno sport, un divertimento domenicale e nel caso che il cucciolo di cane non faccia più divertire il bambino o il cavallo ci butti giù dalla sella a gambe levate, l’ex-amico viene subito venduto o rimpiazzato da un’altro simile (pagando sempre la differenza!).

 

Antica macchina per irrorare di “verderame” i vigneti

 

Una “slitta o slittone”

 

Nella vecchia foto: Buoi, asini, muli e cavalli addetti al traino dei carri colmi di ceste e casse di uva appena vendemmiata.

 

Oltre 150 anni fa non c’erano le “strade” concepite da noi oggi come tali, c’erano sentieri, viottoli, sterrati di vario tipo che erano impraticabili con il brutto tempo o solo con pochi giorni di pioggia incessante. Per terminare tanti lavori in campagna, incluso quello della vendemmia, le ruote cerchiate in ferro dei carri si piantavano nel fango sotto il grande peso del carro e delle  casse dell’uva appena raccolta. Ecco l’utilità della Slitta o slittone la quale, grazie alla sua conformazione, risolveva tutti i problemi. Non per nulla due buoi attaccati ad una slitta è dimostrato che furono il primo mezzo a trazione animale apparso sulla terra circa 6000 anni fa.

 

Anno 1890, una “sorridente” coppia di Agricoltori si reca al lavoro nei campi sulla Treggia trainata dalla coppia di buoi.  Oggi 2018 dentro moderne e confortevoli auto si vedono certe facce da “incazzati” andare al lavoro … qualcosa non ha funzionato nella prodigiosa macchina del progresso!

 

 

Procediamo ora con una interessante carrellata di carrozze che fanno bella mostra di se in questi accoglienti locali. Tanti di questi modelli sono di gran pregio e firmati da importanti Carrozzieri del secolo scorso e cosa molto importante è la loro conservazione che è rimasta fedele all’originale senza restauri frettolosi o mal-fatti. Questo almeno è il parere dell’esperto e Giudice di Tradizione Ivo Baldisseri che gentilmente ci ha aiutato a classificare i vari legni.

 

 

L’antico Omnibus a cavalli

 

Particolari dell’Omnibus a cavalli

 

Carrozzeria Angelo Orlandi – Modena

L’azienda venne fondata a Crespellano nel 1859, dal falegname e fabbro Angelo Orlandi, per costruire carri e carrozze. Ben presto, fu necessario trovare migliore sistemazione, rispetto all’originario portico di Villa Aldrovandi, spostandosi nella contigua Bazzano, in locali più spaziosi e adatti.

Nel 1881  Angelo Orlandi si trasferì nella città di Modena, sulla via Emilia Ovest, dove venne subito apprezzato per la qualità ed il grado di finitura delle carrozze e “landau”  prodotti. Nell’anno successivo furono abbattute le mura della città, il che determinò una fiorente stagione di sviluppo per i trasporti pubblici, con nuove linee tranviarie a vapore e a trazione animale. Le commesse aumentarono e l’azienda fu in grado di realizzare un immobile appositamente progettato alle sue esigenze, anche attivando una succursale cittadina per l’arredo degli Omnibus a cavalli.

L’interesse dei figli di Angelo Orlandi, Augusto, Enrico e Giovanni, verso le novità meccaniche e motoristiche, portarono alla costruzione, nel 1899, del primo autobus italiano, su autotelaio “Bonacini”, con motore Bolide da 20 CV.

 

 

 

Interni spaziosi e comodi per 4/6 persone.

 

DUC VITTORIA a “otto molle”

 

Particolari della lampada e della prestigiosa firma impressa sui mozzi: Cesare Sala – Milano

 

 

BREAK WAGONETTE

 

 

DUCHINO

 

Firma di prestigio anche per questo Duchino: G. Comoni – Milano

 

Particolari del Duchino

 

 

PHAETON

 

Altra firma molto importante sui dadi

 

 

CHARRETTE

 

 

Modello interessante con accortezze tecniche molto particolari

 

Particolare e insolito il molleggio delle stanghe

 

COUPE’ – BRUGAM

 

Firmato da una delle più note carrozzerie bolognesi del tempo: Marco Fiorini

 

 

Interni originali e di gran lusso

 

MILORD

 

Interni ancora originali

 

Anche questa Milord reca una grande firma: Eugenio Ferrari – Milano

 

 

Veduta insolita per una Cantina vinicola

 

Calessi di vario tipo e vari modelli

 

Anche i “poveri-calessi” avevano certi modelli firmati, questo dalla Carrozzeria Ruggero Generali di Modena

 

Carretto Siciliano

 

 

Carretto Siciliano con decorazioni riferite ai “Vespri Siciliani”

 

 

 

 

Vecchia foto di un “Corso” per carrozze di fine ‘800

 

 

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Da cosa nasce cosa, ed è iniziata così una saltuaria collaborazione tra un appassionato di Attacchi e la Cantina Gavioli. Tutti gli anni in occasione dell’importante Carnevale di Modena la bellissima “Duc-Vittoria” del Museo viene messa su strada per ospitare le famose maschere della tradizione locale e di rigore, anzi, d’obbligo … i cavalli che la trainano. Nella foto sottostante Cristian Turrini impegnato in una Cerimonia Nuziale. I contatti per gli interessati sono: TURRINI CRISTIAN  Cell. 334.72 60 307  &  Cell. 348.74 15 925

 

Per il Vs. Matrimonio o Anniversario Cristian Turrini con le sue carrozze Vi attende

 

 

 

 

Nelle due foto vediamo la bellissima carrozza firmata da Cesare Sala sfilare per le vie di Modena nel Carnevale 2017. In alto con i figuranti e sotto al suo posto presso la Cantina Gavioli.

E se tra un bicchiere e l’altro di buon vino a qualcuno venisse voglia di sposarsi o di festeggiare l’Anniversario del Matrimonio il Cocchiere Cristian Turrini offrirà a cerimonia conclusa il classico “Bicchiere della Staffa”.

 

Considerato che i buoni affari si concludono con un buon bicchier di vino, non riusciamo a trovare luogo più adatto di questo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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