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Tanti gli Sponsor che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento e li ringraziamo tutti perchè senza il loro aiuto sincero e disinteressato non sarebbe stato possibile accontentare il sempre più numeroso pubblico intervenuto.

 

 

Preziosa la collaborazione delle Guardie Ecozoofile di Rimini presenti durante tutto il corso della manifestazione

 

Rimini 25 Aprile 2018

Ritornano anche quest’anno il 25 aprile 2018, le carrozze al Parco Fellini di Rimini per la seconda edizione di “Carrozze a Rimini”. Rispetto alla prima edizione del 2016 si è registrato un numero minore di partecipanti chiaramente impegnati in altre competizioni sportive, ma d’altro canto si sono volute premiare le carrozze tipiche di queste zone ed anche qualche attacco insolito e particolare.

 

 

Calesse con giovane asino di razza romagnola, un attacco tipico e ben fatto

 

 

 

Matteo Bianchi, il più attivo tra gli organizzatori dell’evento

 

La carrozza della Regina Vittoria “replica”

Matteo Bianchi presentava al pubblico la sua carrozza modello “Vittoria” in versione “Replica”, cioè costruita ai tempi nostri con i nuovi dispositivi di sicurezza e chiaramente più sicure e confortevoli di quelle, oramai molto rare, dei tempi passati. Origine del nome “Vittoria”: il prototipo venne costruito dal carrozziere inglese J.C. Cooper per il Principe di Galles nel 1869 in occasione della sua visita a Parigi. La vettura, intitolata alla Regina Vittoria, ha una linea molto elegante e offre un perfetto confort procurato dal facile accesso, dal sedile avvolgente, dalle sospensioni moderne e dalle ruote cerchiate in gomma; un altro accorgimento inedito (per quei tempi), il parafango continuo, che ingloba la pedana di salita. Tutte le innovazioni tecniche applicate a questo modello di carrozza del 1869 arrivarono per gradi, frutto delle invenzioni che pochi anni prima cambiarono “il mondo”. Verso la metà del ‘700 in Inghilterra si iniziò a produrre su vasta scala l’invenzione del secolo: l’acciaio. Nel 1753 arrivarono i primi modelli di balestre in acciaio fino a quando nel 1804 Obadiah Elliot rivoluzionò la meccanica della carrozza con l’invenzione delle balestre in fogli d’acciaio sovrapposti fissati sugli assali a sostegno della cassa lignea della carrozza. Pochi anni più tardi, nel 1839, negli Stati Uniti d’America il sig. Goodyear inventa il procedimento per la vulcanizzazione della gomma e la conseguente ricopertura in gomma piena di tutte le ruote delle carrozze che fino ad allora erano cerchiate in ferro, rendendole meno rumorose e in grado di ammortizzare meglio i continui sobbalzi.

 

Carrozza “Vittoria” in versione “replica” dei giorni nostri, alle redini Matteo Bianchi

 

 

Il carretto “militare” della 1° Guerra Mondiale

Questo piccolo carro che possiamo definire “multi-uso” è dotato di un “timone” estraibile nella parte centrale per un eventuale attacco a “pariglia”, due stanghe per l’attacco a “singolo” e un robusto gancio in ferro per poter essere trainato da un mezzo motorizzato. A  presentarlo Francesco Togni il quale, spogliatosi velocemente del look da speaker dell’evento, indossava in velocità la sua divisa di quando prestava servizio di leva al Reggimento Artiglieria a Cavallo delle “Voloire”. Per il momento qui a Rimini non siamo in guerra e fortunatamente il pezzo di artiglieria e tiro a sei cavalli è stato brillantemente sostituito da un piccolo carretto trainato da un simpatico asinello.

 

 

https://caricatvoloire.wordpress.com      www.caricatvoloire.it

 

 

Francesco Togni con l’uniforme di quando prestava servizio nel Reggimento Artiglieria a Cavallo “Voloire”

 

 

 

Nella foto in alto Fabio Filippi e in basso Bruno Moretti

 

 

L’antica Wagonette che faceva servizio di piazza dal centro di Rimini agli stabilimenti balneari

 

I musicanti appartengono al Gruppo Musicale Marchigiano

 

 La Wagonette turistica

Sicuro di sé, robusto, vigoroso e con le idee chiare, Benito alle stanghe traina un “legno” che ha scritto un pezzo di storia qui a Rimini. La carrozza di piccole dimensioni è una Wagonette con sedili vis-à-vis e dal 1870 circa fino al 1960 faceva servizio di piazza trasportando i turisti e villeggianti dal centro di Rimini agli stabilimenti balneari. La carrozza si presenta in condizioni perfette ed è impreziosita da una bella filettatura originale dell’epoca interamente dipinta a mano.

 

 

Il Gruppo Musicale Marchigiano al completo ha dato dimostrazione di autentica e rara bravura.

 

 

Il Gruppo Musicale Marchigiano sull’antica Wagonette

 

Attacco davvero insolito e particolare presentato da Davide Bianchi e bravissimi i due cani al timone

 

Il carretto con cani per il trasporto del latte (pace) o delle munizioni (guerra), a piacere

Considerata la data dell’evento, il 25 Aprile 2018 (attualmente in pace) si è giustamente orientati per un trasporto del latte con fascina di legna. Bravissimi i due cani sapientemente addestrati.

25 Aprile 1918 e 25 Aprile 1945  

La Prima Guerra Mondiale 1914/18 chiuse definitivamente le porte all’utilizzo degli animali, vista la preponderante forza distruttiva delle armi sempre più tecnologiche. Il 25 Aprile 1918 le truppe italiane con muli, cani, cavalli e piccioni viaggiatori, stremati dopo due anni di guerra, si preparavano sulla linea del Piave alle ultime battaglie che portarono nel settembre del 1918 alla fine (vittoriosa) della guerra. Sempre nell’aprile ma del 1945, ancora guerra, questa volta la 2° Guerra Mondiale persa dall’Esercito Italiano ma perlomeno festeggiata nel giorno della sua liberazione dalle truppe nemiche che occupavano il territorio.

 

 

Al servizio dell’ambiente

 

Non abbiamo parole, l’organizzazione scrupolosa ed attenta ha ricevuto ordini precisi: i cavalli sporcano e bisogna raccogliere tutte le “fiande” a terra altrimenti scatta il verbale per “imbrattamento del suolo pubblico”. Nessun problema e l’addetto alla ramazza ripete le stesse parole di Garibaldi: Obbedisco!  Nel contenitore per fiande al traino della “eco-bici” la scritta “Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori”.  Saranno poi così pericolosi e nocivi questi cavalli che gironzolano per le strade, le vie e le piazze italiane oggi o c’è qualcosa di più pericoloso?

https://www.ilblogdellestelle.it/2018/04/stop_inquinamento_litalia_soffoca.html

 

 

Le carrozze al rientro dalla passeggiata

 

Augusto, un artista a cavallo

 

Nella foto in alto Augusto, l’Artista che oggi ha presentato al pubblico di Rimini le sue esclusive creazioni forgiate con ferri di cavallo riciclati. Augusto è un valente cavaliere e insieme agli amici Fiorino, Paolo e Gino ha fondato il gruppo dei Cavalieri dei Santuari. Insieme ai loro cavalli e armati di grande passione, ogni tanto partono alla ricerca di un suggestivo percorso che li conduca alla visita di un santuario e per chi gradisse aggregarsi è sufficiente avere un cavallo e contattare Augusto al 338.91 777 12

 

 

 

 

In questi mercati, dietro ad ogni oggetto c’è una storia e dietro ad ogni storia c’è un grande uomo di cavalli.

 

Musica, donne e allegria, il DNA della Romagna!

 

 

Bicicletta, auto elettrica e cavallo

Abbiamo detto più volte che la fine dell ‘800 segnò l’inesorabile declino della carrozza e di tutti i veicoli a trazione animale. Il finire dell ‘800 vide la carrozza evolversi sia nella sua innata bellezza che nei suoi accessori tecnologici, come ruote gommate e balestre in acciaio, mentre il progresso studiava nuovi mezzi per migliorare la qualità della vita dell’essere umano. Potremmo fare i campanilisti tirando ai nostri interessi e dicendo che non è vero, ma non è questo il modo, bisogna obbiettivamente affermare che il miglioramento c’è stato. Nel leggere chi erano i clienti delle prime automobili o biciclette appare chiaro (a noi del settore) la differenza di base tra i tre mezzi; auto e bici sono fatti in serie con materiali inerti;  appoggiati al muro o parcheggiati sul ciglio di una strada restano immobili … il cavallo no! Una piccola corsa in auto a 70 km all’ora era alla portata di una gracile e paurosa gentildonna con sottana lunga e camicia in pizzo o dell’uomo d’affari attempato e un po’ corpulento, improponibili le stesse persone con i quattro cavalli alle redini, seduti sul “Postale” lanciato a 30 km orari  tra i boschi con il freddo o la pioggia, per consegnare la posta. E per concludere diremmo anche che alla mattina per essere presenti sul posto di lavoro alle 9.15 bisognava alzarsi alle 6 per “governare il cavallo”, a digestione ultimata del cavallo (7,30) “brusca e striglia” con relativo attacco del cavallo alle stanghe e via in strada (ore 8) con 6 km da percorrere al trotto (12 km/h).  Dopo circa trenta minuti eccoci arrivati allo “stallazzo” o rimessa (oggi garage) per sistemare il cavallo (8,30). Si stacca il cavallo dal calesse, un’asciugata al sudore, si mette in parte il calesse, si appoggiano i finimenti in bell’ordine e finalmente ci si reca al lavoro. Sono le ore 9. Dalle sei del mattino ad ora ci siamo meritati un caffè con una pasterella che consumeremo nei restanti 15 minuti prima di iniziare la dura e faticosa giornata lavorativa! … in ufficio )

 

 

Due invenzioni che ci cambiarono la vita

 

L’inesorabile progresso!

Ripercorriamo velocemente le tappe principali del cambiamento. Anno 1817:  il barone tedesco Karl von Drais inventa la prima bicicletta con pedali e l’invenzione venne da lui chiamata “Laufmachine” letteralmente “Macchina da corsa”. Anno 1832: l’imprenditore scozzese Robert Anderson collauda su strada il primo prototipo di auto elettrica. Anno 1886: arrivano sulle strade le prime “locomobili” con motori a combustione interna ad opera di Karl Benz e Gottlieb Daimler. Anno 1894:  Enrico Bernardi realizza il suo veicolo con motore a benzina e inaugura la prima fabbrica italiana di automobili: la Miari & Giusti.

Oggi qui a Rimini a ricordare da dove partì l’evoluzione dell’automobile era presente Luigi Papini con una delle primissime auto elettriche del 1905 di sua proprietà, accuratamente restaurata e funzionante, che ha permesso a tutti di capire come avvenne oltre 120 anni fa il passaggio dal cavallo al cavallo-motore HP.

 

 

Luigi Papini al volante della sua antica auto elettrica di famiglia, in compagnia dell’amico Franco Veneri

 

Abbiamo chiesto a Luigi Papini qualche curiosità in più su questa macchina elettrica che ben si adatta al contesto delle carrozze d’epoca presenti oggi qui a Rimini.

 

Luigi Papini ” La Famiglia dei “carrozzai” Papini inizia nel 1850/1855, il mio bisnonno Luigi Papini di cui io porto il nome, era al servizio del conte Collacchioni in Val Tiberina, ricco possidente e allevatore di bestiame con grandi possedimenti in Maremma. Il mio bisnonno era buttero e oltre ai tipici lavori inerenti il bestiame era anche cocchiere di fiducia del Conte che però non sempre prendeva la carrozza a cavalli, ogni tanto lo si vedeva viaggiare in Val Tiberina con una “carrozza elettrica” (era il 1905). Il Conte per il ripristino delle sue carrozze si serviva a Bologna, ma a causa delle strade molto mal ridotte, piene di sassi e buche, spesso e volentieri usufruiva dell’abilità del mio bisnonno per tutte le riparazioni del caso. Maturò così l’idea di acquistare un’auto elettrica, più facile da guidare, più pratica e con le ruote pneumatiche, meno soggette a rotture e vibrazioni di vario tipo. Purtroppo non ricordo la ditta costruttrice di quella carrozza elettrica, né dove fu acquistata. Passarono 110 anni e nel 2010, mentre ero impegnato in un Concorso di Eleganza presso “La Lodovica” a Oreno di Vimercate, parlai con Dino Crippa il quale mi comunicò i riferimenti di una piccola vettura elettrica detenuta presso la sua collezione privata. Contattai l’Azienda e acquistai però solo il telaio perché l’insieme della carrozzeria, a dire il vero, proprio non mi piaceva, era troppo moderna. Piano piano, forse assistito dall’alto dei cieli dal bisnonno, mi sono impegnato in una ricostruzione in stile 1905, probabilmente e inconsciamente per emulare le gesta del conte Collacchioni! 

 

La collezione privata di Norma e Luigi Papini a Sansepolcro (Arezzo)

 

 

Luigi Papini davanti all’ingresso del Grand Hotel di Rimini

 

Le vetture elettriche di fine ‘800

A molti potrà sembrare strano che le vetture elettriche che noi tutti vediamo circolare nelle grandi città, nelle Fiere, sui campi da golf ecc. fossero di uso comune verso la fine del 1800 quando le carrozze avevano raggiunto il loro culmine massimo di eleganza e praticità. Siamo Italiani e volendo anche un po’ campanilisti, ma bisogna ammettere che per tutto il XVIII Secolo, mentre da noi si lavorava la terra con pochi sussulti tecnologici, la Gran Bretagna era senza ombra di dubbio la più grande potenza mondiale nel campo delle nuove tecnologie. Nel 1832 l’imprenditore scozzese Robert Anderson mise a punto il primo modello di carrozza elettrica. Dal 1850 al 1900 Francia e Gran Bretagna furono le nazioni ad avere il maggior numero di auto elettriche in circolazione. Negli Stati Uniti d’America nel 1897 l’intera flotta dei taxi di New York era composta da veicoli elettrici. In Italia nel 1905 la marca francese KRIEGER, specializzata nella costruzione di autoveicoli elettrici e benzo-elettrici, impiantò a Torino una succursale che due anni più tardi assunse il nome di Società Torinese Automobili Elettriche (STAE). Con il miglioramento del motore a scoppio ed i relativi vantaggi, le auto elettriche per oltre 100 anni vennero chiuse in un cassetto, e solo agli inizi del nostro XXI Secolo, per problematiche inerenti l’ambiente (e la nostra salute), sono state nuovamente rispolverate!

 

La parte posteriore ha le stesse caratteristiche costruttive di una “Wagonette”

 

Luigi Papini assistito in 2° guida dall’amico Franco Veneri durante la passeggiata sul Lungomare riminese

 

 

Matematicamente impossibile organizzare l’evento senza la presenza di Roberto Vagnoni in arte … “Buba”

 

 

Cavalli “svestiti”e tutti prendono posto a tavola, alcuni insistono ad “attaccare” in pariglia!

 

Tutti a tavola!

 

 

Dimostrazione di ferratura “a caldo” ad opera dei due maniscalchi intervenuti: Alfio Neri e Massimo Sarti

 

 

 

 

Un saluto dalla Romagna e da Rimini da BENITO, sono passati gli anni e si è IMBIANCATO, pazienza.

 

 

Il Comitato Organizzatore e tutti i partecipanti Vi ringraziano e vi attendono il prossimo 25 Aprile 2019 sempre qui a Rimini in Piazzale Fellini. 

 

 

 

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