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Interessante il libro guida e catalogo sul Museo Etnografico di Romano Segurini (in alto) scritto da Osiride Guerrini (in basso)

 

“Una ne pensa e cento ne fa!”

Eccoci nuovamente a “Cà Sgurì”, uno dei Musei Etnografici della civiltà contadina tra i più intraprendenti e forieri di iniziative degli ultimi tempi sul territorio italiano. Il vulcanico e sempre attivo Direttore Romano Segurini è l’incarnazione umana del motto: “Una ne pensa e 100 ne fa”.  Ultima dimostrazione di capacità cultural-creativa ci arriva da una interessante mostra messa in essere ai primi di Marzo 2018 e che è ancora fruibile al pubblico fino ai primi giorni di aprile.  Abbiamo più volte citato la preziosa raccolta di calessi “Romagnoli” e carri da lavoro tipici di queste zone, oggi Romano ci propone una carrellata di oggetti che nel vero senso della parola sono avvolti nel mistero. Ne abbiamo citati e fotografati solo alcuni perché inerenti il nostro mondo della trazione animale ma chiaramente a disposizione dei visitatori ne troveremo tanti altri che simboleggiano altrettanti mestieri scomparsi. Tutti questi oggetti racchiudono in se una lunga storia che Romano Segurini e Osiride Guerrini hanno mirabilmente concentrato in un libro-catalogo che troverete in vendita presso il Museo. Vediamo insieme la presentazione:

 

 

Museo Etnografico Sgurì – Via degli Orsini 4 – Savarna (RA)  Tel. 0544.533 609

www.museoetnosguri.it        r.segurini@email.it     

 

Balza subito agli occhi che il perno sul quale ruota tutta l’attività del Museo etnografico è rappresentato dalle tradizioni di un mondo scomparso, anzi quasi quasi potremmo dire letteralmente inghiottito dal “Mostro Progresso”. Ultimamente però si notano interessanti segnali di un lento ma graduale avvicinamento alle cose di una volta.

Quarto libro edito dal Museo Sgurì presentato oggi al pubblico: “Le Fiocine”.

Mettiamoci in testa che, esclusion fatta per un deterioramento qualitativo negli ultimi anni, un libro rappresenta sempre un tassello culturale in più per tutti, in particolare se tratta di argomenti non più all’ordine del giorno. Crediamo che libri che trattino l’argomento delle Fiocine per la pesca non se ne trovino tanti in libreria e potrebbe questo essere uno spunto di riflessione per capire il lungo e tortuoso percorso che ha portato un veloce e robusto tonno a spalmarsi a pezzetti insieme a insalata e fagioli nel bel mezzo del nostro piatto. Quasi tutti i libri editi in loco recano illustrazioni di manufatti perduti e dimenticati che sono stati oggetto di interessanti mostre a tema in questi locali. In ordine di uscita: La Caveja , La Cavaleta, La Ròba d’una Volta … e Le Fiocine.

 

 

Senza la “Guida museale” solo chi ha 124 anni circa ed ha lavorato in campagna riesce a capirci qualcosa!

 

In alto a sin. un “Fermacoperta” per buoi, a destra il libro-catalogo dei “Fermacoperta” per buoi, sotto un “Apri bocca” per buoi e cavalli.

 

A sin. attrezzo per sostenere lo zoccolo del cavallo o bue, in alto un “sottogola” dall’uso imprecisato, sotto due “balze”

 

Dato nessuno lo indovinerebbe mai ecco a cosa serviva questo attrezzo datato 1876: serviva a separare la castagna dal suo riccio. Dentro un apposito contenitore si spingeva su e giù l’attrezzo che potremmo definire un “Separatore”

 

 

(? ? ?) O lo indovinate Voi o vi recate personalmente in visita al Museo Sgurì

 

 

 

Regolo la quantità di luce dell’otturatore sulla macchina fotografica, inquadro un paio di zoccoli di legno, nel grand’angolo dell’obbiettivo un’infinità di oggetti, la mente mi corre indietro nel tempo all’interno di case buie e fredde con tante persone, fantasmi del passato intenti ai lavori della quotidianità, e fisso ancora i due zoccoli che non erano di proprietà di una persona sola, ma di chi ne aveva bisogno, intagliati in un legno che teneva fresco il piede in estate e lo conservava caldo in inverno quando era avvolto dal calzettone di lana confezionato dalla nonna davanti al camino acceso. Zoccoli sempre in movimento durante il giorno a fare spoletta dalla stalla per il latte fresco al pollaio per uova e polli ruspanti, mentre il profumo del pane dentro il forno in cortile presagiva l’ora del desinare. Le ombre del passato svaniscono nel nulla e penso ad un probabile utilizzo oggi, anno 2017, dei due zoccoli di legno. Appesi a una parete nella tavernetta.

 

 

Basta zoccoli è arrivato il progresso, scarpe alte e basse con o senza tacco, con rotelle o illuminate come a Natale dai 5 ai 15 euro a disfacimento controllato: dopo sei mesi le butti e ne ordini altrettante a 7000 chilometri di distanza. Case buie, stop! Con abbondanti colate di cemento e riscaldamenti centralizzati stop al camino che sporca e non serve più neppure alla nonna perché è stata trasferita in una casa protetta oppure nella camera al piano di sopra con la badante. Animali da cortile e stalla … fine, nel cortile qualche tettoia in lamiera per l’automobile e per i più svelti una piccola piscina in muratura che ad occhio nudo non si nota ma dalle documentazioni certificate nelle apposite sedi, risulta finanziata con soldi pubblici. Per il contesto alimentare del tempo che fù con pane caldo, pollo ruspante, uova fresche e via dicendo discorso archiviato, la Regina della Casa ha una occupazione stabile in ufficio e verso sera con una mano al carrello e un’altra al cellulare preleva polli già cotti, insalate già masticate, pane pre-confezionato, tagliato, incellofanato e ben conservato, uova freschissime arrivate il giorno prima dal Circolo Polare Artico e nessun problema neppure per i soldi, con un marito posizionato sulla poltrona giusta la carta di credito è sempre attiva. Ma era meglio prima o adesso? CENSURA – In base alle norme vigenti non è possibile fare Pubblicità “Comparativa” pertanto l’esperto consiglia: arrangiatevi!!

 

 

 

 

 

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