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Ferri con gomma detti “Napoletane” adattissimi per lastricati scivolosi come il porfido

 

 

INTRODUZIONE ALLE FERRATURE  con visita ai Vetturini di Firenze

Premessa indispensabile è che non basta solo una super-ferratura per viaggiare sicuri in carrozza, altrimenti crolla il mito (ben meritato) dei professionisti e tutti quanti dopo aver letto un blog per dieci minuti si trasformano in campioni del mondo dell’equitazione – o appunto della ferratura!

Le nostre consultazioni hanno interessato maniscalchi e vetturini inclusi i veterinari del settore. Per settore intendiamo i Dottori Veterinari che si occupano prevalentemente di cavalli e non i tantissimi altri (pure bravissimi), che si occupano di gatti, piccoli animali o cocorite dalle penne multicolori. Tutti gli interpellati sono stati concordi nell’affermare che il benessere del cavallo nel suo insieme, ferratura inclusa, è legato a filo doppio al suo stato generale di salute. Un esempio: il più robusto e sano dei cavalli, se fatto lavorare anche solo un’ora  con finimenti mal regolati, ferratura non idonea, carrozza troppo pesante e in pessime condizioni fisiche, crollerà di fatica dopo poche settimane.

 

Ferratura completa con gomma tra ferro e suola denominata “napoletana”

 

 

IL FERRO GIUSTO NEL POSTO GIUSTO

Considerato che ci troviamo in presenza di lastricati ben levigati ed in pietra, notoriamente molto scivolosi, la ferratura più comune è la classica gomma “napoletana” posizionata tra ferro e zoccolo che, oltre ad avere una buona “grip” (aderenza), aiuta anche ad ammortizzare l’impatto dello zoccolo sul terreno offrendo più sollievo ai tendini del cavallo. Con l’odierna visita ai Vetturini di Firenze, abbiamo visionato diversi tipi di ferrature professionali eseguite da persone che lavorano con il cavallo tutti i giorni e che lo considerano un compagno di lavoro e non un pezzo di motore sporco d’olio lubrificante.

 

(Foto 2) In alto a sin. ferro anteriore in alluminio e a destra ferro posteriore con gomma

 

Mantenendo sostanzialmente invariato il ferro con la gomma, possiamo annotare alcune varianti che vengono usate perchè ogni cavallo ha un suo modo di camminare ed una sua andatura. Come per gli “umani” esistono scarpe ortopediche, anche per i cavalli esistono ferrature correttive.  Nella foto in alto (foto 2) un cavallo ha due ferri anteriori in alluminio e due ferri con “napoletane” ai posteriori.  Ci spiega il proprietario che i due ferri anteriori in alluminio offrono una buona aderenza (grip) al suolo, mentre le “napoletane” sui posteriori, danno l’aderenza giusta al cavallo nelle “ripartenze” da fermo.  Da tenere presente che questi cavalli su esplicite e insistenti raccomandazioni della quasi totalità dei turisti, vanno al passo! A giusta ragione un turista che arriva dalla Cina o dall’America non accetterebbe di sfrecciare al trotto davanti a dei capolavori architettonici come quelli di Firenze che forse solo una volta nella vita potrà vedere dal vivo.  Nel complesso, anche se non esiste nessun tipo di legge dello stato a regolamentare le andature del cavallo, è consigliabile il passo anche per la grande quantità di persone costantemente in circolazione.

 

Vedute di Firenze da visitare … in carrozza naturalmente!

 

 

Gomme “napoletane”

 

Come abbiamo visto in precedenza dai vetturini di Firenze, la ferratura con gomma “napoletana” è la più consigliata per lavorare costantemente in presenza di lastricati scivolosi in pietra o marmo. Segnaliamo per correttezza che ultimamente, tanti centri storici vengono riqualificati e si possono trovare a terra lastricati innovativi, appariscenti, oltre che esteticamente belli, ma che possono essere delle trappole per il cavallo da carrozza. Oltre al fattore visivo ben conosciuto (il cavallo si spaventa di tutto ciò che vede per la prima volta), bisogna considerare anche la possibilità, abbastanza frequente, che la carrozza turistica percorra qualche chilometro su strada asfaltata, passi in un agriturismo con sentiero sterrato per l’aperitivo e concluda il tour sulla pavimentazione “innovativa” o scivolosa di un centro storico: in questo modo sono stati percorsi tre tipi di terreno dal nostro cavallo. E’ scontato che non possiamo saltare giù dalla carrozza e cambiare tre volte il tipo di ferratura, è quindi opportuno trovarne una che accontenti il cavallo almeno al 90%.

 

L’ESPERTO RISPONDE

Siamo riusciti a trovare la persona giusta con un grande bagaglio di esperienza ed un curriculum di tutto rispetto nonostante la giovane età, SAMUELE BOARETTI. Nella sua scuderia privata oggi alloggiano quattro cavalli Lipizzani e da circa 20 anni ferra personalmente i propri cavalli che utilizza prevalentemente per scopi turistici, non disdegnando Concorsi di Eleganza, matrimoni e cerimonie in genere.  Ha partecipato per due volte alla famosa “Trottata della Fratellanza” conosciuta ai più come la “1.000 km in Carrozza” (1.000 chilometri percorsi in 45 giorni con quattro cavalli che si alternavano mattino e pomeriggio alla maniera degli antichi “postiglioni”). Attualmente in veste di vetturino di piazza lo possiamo trovare a Padova in Piazza del Santo, mentre nei mesi estivi si sposta a Bibione (VE).

 

 

(foto 1) Ferro con i fori predisposti per l’inserimento delle due punte al widiam

 

I PERCORSI MISTI: QUALI FERRI?

Samuele Boaretti, forte della sua lunga esperienza, ci spiega i vantaggi di questa ferratura.  “Io prediligo il classico ferro, non troppo “acciaioso” (+ grip)  e un po’ più spesso del solito. Si applicheranno poi nel ferro (vedi foto 1) due punte al widiam, sia negli anteriori che nei posteriori, in modo da offrire al ferro un’ottima presa sul terreno (grip) pur permettendo la classica scivolata che ogni cavallo, per sua conformazione e abitudine, effettua durante l’andatura. Per tragitti superiori ai 100 chilometri è assolutamente consigliata.

 

Ulteriori dettagli:  www.carrozzecavalli.com 

 

 

Ferratura con gomma “napoletana” validissima su lastricati scivolosi ma su asfalto e ghiaia tende a logorarsi velocemente. Assolutamente sconsigliata su terreni erbosi.

 

Si ripetono le ferrature (da cavalli carrozzieri) con punte al widiam e nel caso di Mario Girotto titolare del Centro Ippico IL CRIOLLO –  www.ilcriollo.it    troviamo un particolare in più: un piccolo strato protettivo in cuoio o gomma tra il ferro e la suola che ha la funzione di ammortizzare i colpi.

Mario Girotto cinque anni fa partecipò alla Trottata della Fratellanza che portò cinque equipaggi con le loro carrozze e relativi cavalli dall’Italia a Santiago de Compostela per un totale di quasi 2.000 chilometri. La ferratura che ha retto benissimo l’urto la vediamo nelle foto sottostanti. Le punte al widiam applicate sapientemente nella misura di due o tre a ferro, consentono di effettuare lunghe percorrenze su asfalto evitando l’esagerato consumo dei ferri. Da scartare l’alluminio.

 

Mario Girotto con il suo tiro a quattro di cavalli di razza Lipizzana

 

 

 

Vedute di Lucca con il vetturino Pietro Osenga

 

 

Continuiamo il discorso tecnico della ferratura e da Firenze ci trasferiamo a Lucca dove ci concediamo un rilassante giro turistico per la città valutando passo-passo le andature del cavallo di Pietro Osenga che utilizza dei ferri brevettati anti-scivolo, pratici da montare e smontare.

Da quello che abbiamo potuto constatare in base al bagaglio tecnico di ognuno di noi, non possiamo fare altro che promuovere a pieni voti la ferratura in gomma. Abbiamo visto il cavallo sicuro nelle discese e nelle ri-partenze ed in particolare non ha neppure accennato ad un minimo slittamento lungo tutto il percorso cittadino lastricato con scivolosi lastroni di porfido. La problematica del caldo eccessivo sotto il fettone dello zoccolo è stata brillantemente risolta con una piccola chiave a brugola che a fine lavoro permette di smontare con praticità la scarpetta gommata e mettere a nudo la normale ferratura sottostante. Lo spessore della gomma, che risulta abbastanza alta, è ideale per meglio ammortizzare i colpi su terreni particolarmente duri.

 

 

 

 

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Negli ultimi anni è stato messo a punto un ferro con particolari accortezze tecnologiche. Questo ferro, pratico e veloce da montare è particolarmente indicato per terreni scivolosi. Non per nulla il 2 giugno 2015 in occasione della Parata Militare è stato montato dal Corpo dei Corazzieri a Cavallo.

Per saperne di più:  www.footall.eu/it/ferro-da-carrozz.html   

 

 

 

Concludiamo la passerella delle ferrature con quella degli asini che, per la loro particolare conformazione del fettone, hanno bisogno di ferri fatti in un certo modo. Uno degli specialisti del settore che come i grandi chirurghi lavorano solo se uno riempie un contenitore con mezzo litro di lacrime è GIANNI NERI, unico che negli ultimi dieci anni ha messo in strada un tiro a quattro di Asini Romagnoli. A seguire alcune foto mentre forgia su misura alcuni ferri.

 

C’è ancora qualcuno che forgia e batte il ferro come una volta, quanto durerà ancora?

 

Il libro di Gianni Neri a destra e Marta Nicoli con i suoi disegni al carboncino (Per prenotare il libro a tiratura limitata Cell. 339.6822201 )

 

Arrivati a questo punto termina la nostra carrellata sulle ferrature di oggi che hanno dovuto necessariamente adattarsi all’avvento del onnipresente manto d’asfalto. Grazie all’aiuto e alla collaborazione dei ” QUADERNI FRIULANI DI ARCHEOLOGIA” abbiamo fatto un salto a ritroso nel tempo per sapere da dove nasce l’uso di ferrare i cavalli, e ALFIO NAZZI nel suo articolo ce lo spiega in maniera dettagliata, buona lettura.

http://www.quaderni.archeofriuli.net/quaderni-friulani-di-archeologia/    (ANNO  IV – Dicembre 1994 )

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Noi ci fermiamo qui con la nostra sintesi ma per gli esperti consigliamo di proseguire la lettura seguendo il link sottostante. Per gli appassionati di archeologia poi, c’è solo l’imbarazzo della scelta, ogni “Quaderno” ha un contenuto molto interessante. 

 

http://www.quaderni.archeofriuli.net/quaderni-friulani-di-archeologia/  (ANNO IV – Dicembre 1994 )

 

 

 

 

 

 

 

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