Un sabato full immersion, quello del 24 febbraio 2018 al Museo delle Carrozze presso i Musei Civici di Piacenza

 

L’emblema del Museo delle Carrozze di Piacenza: il cavallo con un antico sediolo da corsa

 

Una inattesa e calda giornata di sole ha fatto da cornice all’austero complesso architettonico dei Musei Civici di Piacenza, sede di gran pregio del 2° Convegno per aspiranti Giudici di Tradizione organizzato dalla Federazione Italiana Sport Equestri (FISE). Le tematiche della giornata erano due: “Le razze dei cavalli carrozzieri” e “Il restauro delle carrozze”. Per quanto concerne il restauro delle carrozze possiamo affermare con assoluta certezza che, sia le carrozze esposte nella vasta raccolta del Museo, che il relatore Ivo Baldisseri, rappresentano il meglio di quanto gli allievi e futuri giudici di tradizione potessero sperare. Il grande pregio della collezione di Piacenza risiede nell’originalità dei pezzi, con pochissimi interventi di tipo conservativo per il ripristino di una condizione originaria ben preservata.

 

Da sinistra Fabrizio Canali, che agli attacchi di tradizione dedica tutto il suo impegno di ricercatore, Lorenzo Gatti, il relatore, la dott.ssa Antonella Gigli, Direttrice del Museo, Carlo Misasi, responsabile del Dipartimento Attacchi FISE e Michele Santoro, organizzatore del più bel concorso di Tradizione nel sud Italia

 

Dopo un primo momento di sbandamento dovuto ad una perdonabile scarsa conoscenza di aggeggi elettronici come PC e proiettori da parte di chi è più avvezzo alle redini che ai maxi schermi, Michele Santoro alle tastiere e Carlo Misasi alle percussioni in veste di moderatore davano il via al concerto sulle redini lunghe! Apriva la conferenza con il saluto di benvenuto la padrona di casa e Direttrice del Museo, dott.ssa Antonella Gigli. Interessante la sua informativa sulle ultime acquisizioni provenienti dal Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, su alcuni prestiti da parte del Museo del Quirinale e sulla necessità di trovare spazi più confacenti ad una collezione che va allargandosi, con l’individuazione di locali adiacenti, più capienti ma soprattutto a livello stradale e quindi al riparo da eventuali allagamenti.

 

La dott.ssa Antonella Gigli e Cesare Martignoni

 

Dopo aver valutato le schede tecniche relative ad un concorso di tradizione, curate con la consueta professionalità da Lorenzo Gatti in un’aula riservata a percorsi didattici con le scolaresche – dato che la prestigiosa sala riservata ad incontri e conferenze viene utilizzata secondo le tendenze attuali per i matrimoni – tutto il gruppo dei partecipanti si è trasferito nel Padiglione delle Carrozze, per poche ore trasformato nell’ aula magna della cultura a redini lunghe.

 

In un clima rilassato e conviviale i partecipanti alla tavola rotonda ascoltano il prezioso contributo di C. Martignoni

 

Ad aumentare il già alto livello di conoscenza di Ivo Baldisseri era presente oggi Cesare Martignoni il quale, come attivissimo socio del “Road Club Inglese” ha rivelato all’attenta platea curiosità e caratteristiche tecniche del tutto inedite. Illuminante la sua esposizione sulle connotazioni dei concorsi che si svolgono all’estero, soprattutto in Gran Bretagna ed Olanda, al di fuori del circuito dell’AIAT (Association Internationale Attelages de Tradition) e che riescono a coinvolgere una moltitudine di attacchi su un palcoscenico che sprizza vitalità, passione e voglia di preservare quella che era la vera tradizione degli attacchi oggi spesso interpretata in chiave moderna, talvolta in maniera discutibile.

 

Cesare Martignoni, un’esperienza maturata ai massimi livelli: con il tiro a quattro in Grand Bretagna (e le redini sono tante!), ma anche con il singolo e la pariglia, sempre con cavalli tipicamente carrozzieri, e mentre viene insignito di un ambito premio britannico, unico italiano membro del “Road Club”

 

Il museo delle carrozze di Piacenza, ultimamente rinnovato e arricchito con pannelli didattici e oggettistica in bella evidenza, rappresenta ai giorni nostri un mirabile esempio di cultura sui mezzi di trasporto ippotrainati che nel bene e nel male hanno contribuito al progresso dell’umanità. Ricordiamo, per chi si fosse sintonizzato da poco o avesse perso le puntate precedenti, che dal “Bos Primigenius” del 6.500 a.C. fino ai primi anni del ‘900, l’essere umano si è mosso sul terreno con l’aiuto dell’animale e solo recentemente, da circa 120 anni, ha iniziato a servirsi del mezzo a motore.

 

La sala delle berline, uno dei modelli di coach esposti e … tante, tante discussioni, proprio perché la tradizione è un argomento infinito

 

Carrozze particolari, ma anche dettagli e accessori

 

La sala dei coach, una carrozza tipicamente estiva in midollino e l’esemplare più antico dell’intera collezione museale, di recente acquisizione dal Museo della Scienza e della Tecnica di Milano

 

Per un fine settimana diverso dal solito all’insegna della cultura, se non potete andarvi di persona, ecco un prezioso link che vi permetterà di gustare un tour virtuale del museo.

La seconda parte del Convegno, decisamente più accesa e animata della prima, è stata incentrata sulle “Razze dei cavalli carrozzieri” ed sul perché questi cavalli siano considerati tali. Orecchie puntate in avanti come i cavalli e con grande attenzione gli allievi Giudici hanno ascoltato le parole di Lorenzo Gatti affiancato per l’occasione da un ospite e relatore d’eccezione, Cesare Martignoni, il quale gentilmente si è prestato ad illustrare e commentare movenze ed andature di una razza di cavalli carrozzieri per eccellenza, i Gelderland, che ad oggi potremmo definire di Serie A. Tutti i commenti tecnici sono stati accompagnati dalle Schede Tecniche illustrate dai relatori e accompagnate da un video esclusivo portato da Cesare Martignoni. Nulla da eccepire se non il commento unanime della platea che constatava quanto visto come il punto di arrivo, il top! Dato che in Italia il 97% dei praticanti possiede cavalli di tutt’altro lignaggio – Trottatori, Pony, Murgesi, Haflinger, Frisoni e qualche cavallo di dubbia origine -, si è proseguito il dibattito cercando di impastare la torta tenendo conto degli ingredienti a disposizione.

 

Lorenzo Gatti e Cesare Martignoni: due approcci diversi ma nemmeno tanto lontani

 

Ingredienti per una buona torta.  Per un punto sulla situazione, poi condiviso pienamente da tutti, è intervento Cesare Martignoni che in poche battute ha ripercorso la storia dei Concorsi di Tradizione dalla fine dell’800 ai giorni nostri. Graficamente si è trattato di una parabola che da zero è ritornata ad oggi nuovamente a zero.  Aggiunge C. Martignoni “Ad oggi siamo al livello più basso mai toccato, c’è da ricominciare da zero e approfittare senza perdere tempo degli ultimi “Maestri” ancora in circolazione che sono disposti a passare il testimone alle nuove generazioni. Lodevole iniziativa FISE per questi Convegni.”

 

Foto degli inizi del ‘900, quando nelle città come Berlino, Parigi, Aquisgrana i concorsi di attacchi erano in auge molto più di quelli di salto ostacoli

 

A questo punto è intervenuto il Responsabile del Dipartimento Attacchi FISE Carlo Misasi il quale per contribuire ad un futuro migliore, ha illustrato nel dettaglio alcuni passi importanti del nuovo Regolamento Attacchi di Tradizione FISE, primo tra tutti  La Prova di Andatura. A detta di tutti questo nuovo criterio di valutazione è utilissimo ai fini di una corretta valutazione dell’attacco perché tante volte “da fermo”, un bellissimo cavallo “trottatore” dal lucido mantello e da poco dismesso dalle corse, può offrire al primo colpo d’occhio un aspetto migliore di un tranquillo Murgese dal pelo scuro ma dall’andatura molto più brillante e consona al lavoro da svolgere (Cavallo carrozziere).

 

Stesso concorso, stesso guidatore (Martignoni), stessi cavalli, presentati in singolo, tandem, pariglia e tiro a quattro

 

Molto Interessanti le schede tecniche a colori illustrate da Gatti sulle toelettature delle criniere, quelle da prediligere, quelle da non fare, quelle da circo e quelle consigliate. Sempre per stare in argomento sulla valutazione del cavallo sono state sollevate alcune criticità sulle valutazioni riguardo alla ferratura del cavallo. Ferri sì o ferri no? Il giudice penalizza, espelle o fa finta di nulla? Si è poi proseguito con altre puntualizzazioni come il cilindro nero o grigio? Che differenza c’è tra una Vittoria e una Milord? E’ da prediligere la carrozza lucida od opaca?  Su queste e altre criticità, sempre in presenza dei futuri giudici, si è aperto un costruttivo dibattito che dovrà inevitabilmente portare nel corso dei prossimi mesi (o anni) alla risoluzione di un annoso problema legato alla omogeneità dei giudizi.

 

Le linee guida dei principali elementi che costituiscono il giudizio sui cavalli in un concorso di tradizione

 

IL GIUDICE DI TRADIZIONE non è un “parchimetro” dove, infilando nella fessura una moneta d’oro, esce lo scontrino con la valutazione 10 e lode! E’ un essere umano con tutti i suoi pregi e difetti e come tale è soggetto tante volte a manipolazioni visive create ad arte per trarre in inganno colui che in quel preciso momento deve essere imparziale, onesto e corretto nei confronti di tutti i concorrenti. Indispensabili dunque in campo vecchie volpi del mestiere i quali possono essere a loro volta tratti in inganno, ma al momento … non è ancora successo!

 

LA FISE HA PORTATO IL SOLE!

Si chiude così questa raggiante giornata di sole, fuori e dentro i Musei Civici di Piacenza, tutti i convenuti sono rimasti contenti e sorridenti per il proficuo lavoro svolto e si sono dati appuntamento il 24 marzo al Museo Pignatelli di Napoli per la 3^ Conferenza dal tema “Modelli e tipologie di carrozze – “Finimenti e imboccature”. Soddisfatto anche il Responsabile del Dipartimento Attacchi FISE, Carlo Misasi che così sintetizza:

“Assai piacevole l’incontro arricchito dalla presenza di Cesare Martignoni che grazie al suo intervento ha offerto ai presenti una diversa chiave di lettura rispetto all’interpretazione di questo segmento. Un modello di approccio alla riproposizione della tradizione che è in linea con quanto abbiamo offerto attraverso il regolamento 2018: l’originalità delle carrozze e la tipologia del cavallo con le sue andature, al centro dell’attenzione. Prove di presentazione, andature ed eleganza che, personalmente, sento di condividere. Sono veramente orgoglioso di aver avviato questo percorso e destato così tanto interesse e apprezzamenti.”

 

Gli artefici del successo della seconda tavola rotonda sulla tradizione: a prepararla (oltre al relatore Lorenzo Gatti) Carlo Misasi, Cesare Martignoni e Ivo Baldisseri

 

Questa conferenza era stata preceduta da un’altrettanto interessante incontro in gennaio presso la collezione di Ivo Baldisseri a Carmignano di Brenta (PD). In quell’occasione l’argomento trattato si era dipanato intorno all’etica del giudice per poi affrontare una panoramica generale degli elementi che caratterizzano il giudizio di un concorso di attacchi di tradizione, per poi verificare il tutto con l’attenta osservazione delle sue carrozze e slitte, dei fanali di vario tipo, delle fruste e di svariati accessori di pregio.

 

Amarcord: l’insuperabile collezione di slitte di Ivo Baldisseri che tutti hanno potuto ammirare in occasione della prima tavola rotonda a fine gennaio 2018

 

Prossimo appuntamento a Napoli il 24 marzo 2018. Al Museo di Villa Pignatelli si discuterà di “Modelli e tipologia di carrozze – Finimenti e Imboccature“ con l’opportunità di ascoltare i relatori illustrare in aula e dal vivo tutte le peculiarità sull’argomento del giorno grazie alla pregevole collezione di carrozze presente, oltre alle imboccature e accessori nonché alla più grande raccolta di fruste in Europa.

 

Il Museo delle Carrozze di Piacenza aspetta tutti gli appassionati per un’appagante visita!