Il Santo patrono di uomini ed animali, Sant’Antonio Abate, è una figura storica che incarna valori tutt’ora attuali, e merita quindi ancor oggi di essere ricordato.

Il Santo taumaturgo ritenuto il fondatore del Monachesimo, nato in Egitto nell’anno 251 dopo Cristo, raffigurato nell’iconografia classica con a fianco un maialino e con in mano il bastone a forma di “Tau ” ben rappresenta infatti un esempio di vita dedicata alla riflessione, al sacrificio, all’impegno nel rifuggire dalle tentazioni materiali per orientarsi a virtù quali la Fede, la tolleranza, la solidarietà verso i sofferenti.

Per questo, i festeggiamenti al centro dell’XI edizione della “Giornata dell’Allevatore” che si svolgono a Roma ed in Vaticano nella mattinata di mercoledì 17 gennaio 2018, data che coincide nel calendario liturgico con la ricorrenza dedicata al Santo, da oltre un decennio consecutivo richiamano nel centro della Cristianità non solo migliaia di allevatori con le loro famiglie da ogni provincia d’Italia ma anche numerosi cittadini, romani e turisti in visita nella Capitale, ad unirsi a una manifestazione che travalica il significato religioso e la devozione popolare.

Grande la partecipazione registrata anche quest’anno, infatti, all’apertura della visita alla “stalla sotto il cielo” allestita in Piazza Pio XII, con in mostra una seppur piccola rappresentanza della zootecnia e della biodiversità nazionale: presenti capi bovini, equini, suini, ovicaprini, avicunicoli di varie razze e specie, che hanno scatenato interesse e curiosità del pubblico, in una gioiosa gara alla ripresa o fotografia più caratteristica, vista la suggestione del luogo, di fronte al celebre Colonnato del Bernini.

Gli allevatori e le delegazioni ufficiali, anche di ambasciate estere di Paesi con cui A.I.A. collabora in progetti a favore della zootecnia, dopo aver assistito alla Santa Messa celebrata all’interno della Basilica Papale dal Cardinal Angelo Comastri, vicario generale di Sua Santità Papa Francesco per lo Stato della Città del Vaticano e Arciprete di San Pietro, hanno poi partecipato alla benedizione solenne impartita a uomini ed animali, cui hanno presenziato, tra gli altri, il presidente nazionale della Coldiretti Roberto Moncalvo – l’organizzazione professionale agricola ha collaborato con l’Associazione Italiana Allevatori alla realizzazione dell’evento – cavalli e cavalieri giunti in piazza allo scoccare del mezzogiorno al termine della sfilata lungo Via della Conciliazione.

Oltre agli appartenenti a Corpi Militari a cavallo – presente il Generale di Corpo d’Armata, Comandante del C.U.T.F.A.A. (Comando Unità per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare) Antonio Ricciardi – e delle Forze dell’Ordine e di Polizia, tra le novità, la partecipazione della Pia Unione di S. Antonio di Monterotondo (Rm) e una delegazione del Comune di Cascia (Perugia), guidata dall’assessore al Territorio Daniela Benedetti, giovane allevatrice locale. La cittadina del cratere del terremoto che ha colpito il Centro–Italia – i cui rappresentanti hanno simbolicamente portato un cesto con prodotti locali nel corso dell’offertorio nella funzione religiosa del mattino – è famosa per aver dato i natali ad un’altra figura di religiosa che richiama devoti in tutto il Mondo, Santa Rita (conosciuta come “la Santa dell’impossibile”) ed è anche uno dei moltissimi comuni italiani nel quale in questo periodo si festeggia Sant’Antonio Abate, associato a riti contadini quali i falò. Ricordiamo che il fuoco è un altro elemento associato alla devozione verso il Santo Patrono del mondo rurale, che si invoca anche per la guarigione dall’ ”Herpes zoster “ (il cosiddetto, appunto, “Fuoco di Sant’Antonio”).

La delegazione umbra ha partecipato in rappresentanza dei Comuni del cratere del sisma che ha interessato quattro regioni dell’Italia centrale. Da registrare, in particolare, quest’anno, anche la partecipazione del Reggimento Corazzieri a cavallo – la celebre Guardia d’Onore del Presidente della Repubblica italiana appartenente all’Arma dei Carabinieri – che è coincisa con il 150° anniversario della sua fondazione, avvenuta il 7 febbraio 1868. Il presidente dell’Associazione Italiana Allevatori Roberto Nocentini, affiancato dai componenti del Comitato direttivo A.I.A., dal direttore generale Roberto Maddée dai rappresentanti del Sistema Allevatori nazionale, nell’esprimere gratitudine al Cardinal Comastri per le sempre profonde e bellissime parole di stima ed incoraggiamento rivolte agli allevatori italiani, e soddisfazione per la consueta larga partecipazione dei cittadini che hanno dimostrato simpatia e calore nei confronti dell’iniziativa, ha colto l’occasione per rimarcare ancora una volta il ruolo della categoria allevatoriale quale prima garante della sicurezza alimentare e della salubrità dei cibi di origine agro-zootecnica che ogni giorno vengono portati sulle tavole dei consumatori.

“La nostra festa – sottolinea Nocentini – ha assunto in questa undicesima edizione un particolare significato essendo stato proclamato il 2018 ‘Anno del cibo italiano ’: siamo perciò a maggior ragione orgogliosi di mostrare in piazza i frutti del nostro lavoro e del nostro impegno.

Una professione impegnativa, difficile, ma che non vuole rinunciare ad esser ispirata al maggior benessere dei nostri animali, alla sostenibilità e correttezza delle scelte operate nelle stalle italiane, ben integrate nel territorio e nell’ambiente e che ci consentono di salvaguardare la ricca biodiversità animale dell’Italia e portare sulle tavole dei cittadini-consumatori prodotti sicuri e tracciati nell’origine”.


COMUNICATO A CURA DELL’UFFICIO STAMPA AIA