Romano Segurini Direttore del Museo Etnografico a Savarna (Ravenna) Traduzione del testo in Italiano corrente “Pane di un giorno, formaggio di un mese, vino di un anno e donna di 20 anni”

 

 

 

Apre i battenti anche quest’anno l’interessante “Rassegna del Presepe ” visitabile dal 4 dicembre 2017 fino al 22 Gennaio 2018. Questa iniziativa di successo coniata alcuni anni fa dal Direttore del Museo, Romano Segurini, si pone come chiaro obbiettivo quello di valorizzare e tenere vive le antichissime tradizioni legate al mondo della Civiltà Contadina e naturalmente anche al mondo più grande delle “Radici Cristiane”. All’interno del Museo che su prenotazione è visitabile tutto l’anno, una infinità di oggetti di uso corrente 100/150 anni fa e che oggi a vederli mettono tanta tristezza nei più anziani e tantissima curiosità nei più giovani che assolutamente non possono immaginare a che uso fossero adibiti! Per il discorso che ci riguarda da vicino, è possibile vedere una delle più assortite collezioni di Calessi Romagnoli e altri modelli provenienti da Regioni limitrofe, inoltre Carri “Bolognesi”, Birocci e Carri “Romagnoli”, imboccature per cavalli carrozzieri e tutta una serie di oggettistica legata al mondo della trazione animale. All’approssimarsi delle festività Natalizie una visita a questo Museo è quasi d’obbligo e dopo la prima visita siamo sicuri che ritornerete ancora più numerosi. Per ogni Vs. informazione telefonare al: 0544.533 609   mail: r.segurini@email.it   Sito Web: www.museoetnosguri.it   L’indirizzo è in Via degli Orsini, 4 a Savarna (Ravenna).

 

I modello in scala di un carro tipico Romagnolo

 

Il modellino di carro in miniatura che vediamo nella foto in alto veniva utilizzato dai più importanti costruttori di carri quando si recavano a delle Fiere per dare modo ai futuri acquirenti di vedere subito e dal vivo come sarebbe stato realizzato il carro nel caso fossero stati interessati all’acquisto. Non esistevano ai tempi le foto e internet, pertanto quello era il sistema infallibile per fare subito una buona impressione.

 

 

 

 

A sin. un Presepe in legno del 1936 a destra un Tabernacolo con la Natività

 

 

 

Uno dei Presepi più costosi esposti nella Mostra Nel posteriore del cammello la firma dell’artista

 

Il Presepe più costoso 

Pare che questo Presepe in origine fosse rinchiuso in una sfera di vetro, mentre l’artista era una donna palermitana che aveva apposto la sua firma nel posteriore del cammello. I bellissimi e caratteristici abiti delle statue sono tutti “inamidati”. Tanti anni fa questo Presepe fu acquistato dall’attuale proprietario per sei milioni di lire.

 

 

 

 

 

 

Le “Letterine” di Natale originali degli anni ’20

 

 

Tanti presepi sono degli autentici capolavori

 

Sopra il pezzo più antico, una terracotta con la raffigurazione della Natività

 

 

 

 

In alto un modellino di carrozza dei primi del ‘900 di autore sconosciuto, pensavamo fosse di una persona ancora attiva sul mercato perchè abbiamo ricevuto tante richieste di acquisto per modelli del genere, invece siamo rimasti delusi, al momento gli appassionati di questo settore del collezionismo dovranno ancora attendere.