TEAM TAINO – A Vs. disposizione: Cell. 339. 125 7018

 

 

A CACCIA DI CURIOSITA’ A SORESINA & DINTORNI

All’arrivo dei primi freddi gli appassionati di attacchi sicuramente non stanno con le mani in mano e iniziano a metter mano a tutta una serie di lavori iniziati poi sospesi da mesi o anche da anni. La promessa è sempre la solita: questa è la volta buona! Siamo andati a trovare un appassionato di attacchi che all’interno della sua rimessa sta cercando disperatamente di mettere un po’ di ordine ma … con scarso successo. Motivo?  Il lavoro! Proprio così, Giampaolo Taino è un abile e valente fabbro e a causa di questa sua abilità si è ritrovato in questo finale di 2017 a passare più tempo intorno alle carrozze di altri che alle sue. A Soresina e dintorni è oramai un personaggio noto: chi vede in circolazione una carrozza con due eleganti cavalli “Frisoni” morelli, capisce senza ombra di dubbio che si tratta di lui, Giampaolo Taino alle redini con al fianco l’esperto “artista di cavalli” e amico Eugenio. Capita così che in tanti avvicinino Taino per una consulenza o un semplice consiglio da amico riguardo allo “strano” retroscena della carrozza antica d’epoca.

 

La rimessa delle carrozze

 

Il carro agricolo in miniatura

 

La rimessa delle Carrozze del “Team Taino” a Soresina (CR)

Alle pareti in bell’ordine quattro tipologie di finimenti per i vari tipi di Attacco di cui dispone: una slitta, alcuni Break Wagonette, una Vis-à-Vis e un rarissimo Sjees  Olandese. Ultimi arrivi: un carro agricolo in miniatura perfettamente funzionante e un calesse che presenta una rara particolarità:l fanale sulla sinistra alle spalle del guidatore. Nel sistemare le ruote sono emersi i marchi degli assali che risultano di fattura inglese: è dunque assai probabile che il calesse sia di costruzione anglosassone.

La Carrozza, Sport e Passione … di nicchia!

Qualcuno male informato potrebbe pensare alla carrozza come uno sport da “ricconi”, invece per noi del settore che conosciamo i numeri prontamente tradotti in euro, non siamo sorpresi che un lavoratore con il diritto acquisito di fare lo straordinario pagato denominato “artigiano” possa permettersi nelle sue proprietà un cavallo (3 euro al giorno) e una carrozza (6.000 euro o anche meno). Giampaolo Taino ci accompagna in un piccolo tour di una giornata per farci vedere cosa può capitare ad un artigiano-fabbro con la passione degli attacchi.

 

La bottega del fabbro artigiano

 

Prima tappa la Bottega del Fabbro Artigiano

Oggi negli anni 2000 con le vecchie botteghe ed i loro inquilini spazzati via dal progresso, è più corretto parlare di capannoni posti in zone industriali, ma al nostro arrivo Taino ci fa fare una panoramica e precisa: “Tutti i capannoni che vediamo (6/7) sono tristemente abbandonati, io sono l’unico sopravvissuto, la guerra senza esclusione di colpi di importazioni selvagge e tasse esasperate per noi “indigeni”, ha prodotto danni irreparabili, non ci sono parole …”. Entriamo nella tana dell’artista ed ecco sopra quattro cavalletti un antico Phateon discretamente conservato con una particolarità che ai tempi era riservata a carrozze di un certo prestigio: la scaletta per salire e scendere. E’ noto che le carrozze con le ruote alte offrono una migliore visione della strada e dei cavalli ma è anche vero che un guidatore un po’ corpulento o una dama con vestiti ingombranti avevano problemi nel salire e scendere, problemi brillantemente risolti dai fabbri artigiani del tempo grazie a una comoda scaletta pieghevole in ferro che veniva applicata velocemente al telaio della carrozza ad incastro. Ora la scaletta è nelle mani di Taino che dovrà riportarla alle sue antiche funzionalità togliendo ruggine ed incrostazioni varie senza togliere o aggiungere nulla di nuovo altrimenti … tutto è perduto! L’originalità ed il conseguente valore del legno è legato all’autenticità del manufatto; se interviene la mentalità dell’automobilista a manomettere il mezzo creato per la trazione animale allora tutta la storia delle antiche tradizioni, le radici dei popoli e la cultura del bello finisce in quel posto che solitamente è … in fondo a sinistra o a destra.

 

 

Le sequenze dell’apertura della scaletta mobile

 

Il tour continua con il  Tassametro da Carrozze

 

Il tassametro ancora perfettamente funzionante

 

 

 

Particolari dell’antico “Brum”

 

 

Il rarissimo Brum con tassametro del sig. Cleimar

Eccoci ancora in viaggio per un altro intervento di chirurgia estetica applicata ad un rarissimo Brum che richiede l’opera del “fabbro artista”. Siamo nell’azienda di Cleimar Concari, appassionato di attacchi di origini brasiliane e sotto un porticato intravediamo l’antico legno: ad una prima occhiata pare ci sia da mettersi le mani nei capelli dalla disperazione, ma poi, piano piano, ecco affiorare un po’ di ottimismo che subito si trasforma in grande allegria nel sapere che ci troviamo di fronte ad un legno originale di fine ‘800, molto ben conservato nelle tappezzerie interne e nelle parti lignee e che presenta un rarissimo tassametro ancora perfettamente funzionante. Sentiamo dal sig. Cleimar quel poco che ha appreso al momento dell’acquisto: ”La carrozza in origine era sprovvista di tassametro e venne acquistata da dei Cardinali a Roma; successivamente gli venne montato il tassametro e fu utilizzata come vettura di piazza a Trieste. Per due generazioni venne utilizzata con il buon cavallo, fino a quando con l’avvento del motore a scoppio venne definitivamente abbandonata dentro un magazzino. Nello sportello reca ancora il timbro della Polizia di Frontiera per poter circolare nei periodi di guerra e, come nota di colore, pare che si siano seduti su quei sedili due noti cantanti come Mina e Celentano.”

Il tassametro pare che avesse due modalità di funzionamento: una a tempo ancora perfettamente funzionante e un’altra a chilometraggio che funzionava grazie ad un marchingegno meccanico che tramite un cavetto in acciaio collegava il movimento della ruota posteriore al tassametro. Ora Giampaolo Taino dovrà studiare attentamente i pezzi smontati ed in parte arrugginiti per riuscire a capire il funzionamento dell’antico manufatto. Nella foto sotto vediamo un particolare degli adattamenti che ai tempi furono eseguiti sulla ferramenta della carrozza per renderla idonea al Servizio Pubblico.

 

 

In alto una fase del montaggio del contachilometri e in basso il Bollo oramai logoro dal tempo con la scritta”Polizia Dogana 1938″

 

 

Per quanto riguarda il tassametro che vediamo sistemato su questo Brum, leggiamo le seguenti diciture: ORIGINAL TAXAMETER  BRUHN – Brevetto Italiano – Carlo Borrani – Viale Vittorio Veneto, 20 – Milano.  Abbiamo voluto approfondire un po’ di più sulla storia del tassametro per carrozze ma abbiamo trovato poche notizie e in alcuni casi pure contrastanti. Lanciamo “la palla” a qualche nostro lettore nel caso sia più informato di noi, tanto per aggiungere un tassello culturale in più sul mondo della carrozza.

Il tassametro reca dunque la scritta “Taxameter Bruhn” dal nome del suo inventore, il tedesco Wilhelm Bruhn che per primo nel 1891 mise a punto lo strumento. Un’altra fonte (wikipedia) cita come inventore l’italiano Gaetano Caspani che nel 1877 inventò il tassametro per le Carrozze Pubbliche e 15 anni dopo inventò la prima macchina da cucire a pedali. Per quanto riguarda invece le inaugurazioni di questi innovativi Servizi Pubblici con tassametro si registra un primo esperimento a Torino nel 1906, seguito ad un anno di distanza da Roma dove nel 1907 la ditta Fiori installò i tassametri su tutte le sue vetture pubbliche.

 

Particolari del tassametro

 

 

Anche se a quei tempi non c’era una grande popolazione di matematici e premi Nobel tra i vetturini, nel giro di pochi giorni tutti gli interessati si resero conto che i loro incassi delle “corse” erano controllati e registrati allo scopo ultimo di pagare le tasse comunali dovute. La famosa tariffa del “sarto” che veniva confezionata su misura al cliente in stretta relazione al suo ceto sociale o allo status di facoltoso turista, subiva un tracollo immediato e si prevedevano tempi duri per i “furbetti”.

Reazioni immediate

Sappiamo benissimo che andare intorno ai soldini di certe categorie di commercianti è come togliere velocemente la ciotola del mangiare ad un mastino inferocito e affamato, dunque… Wilhelm Bruhn l’inventore del tassametro abitava a Francoforte sul Meno e appena vennero applicate le macchinette che rendicontavano i soldi incassati (tassametri) sulle carrozze pubbliche, si racconta che venne buttato di peso dentro il fiume Meno da un gruppo di vetturini inferociti in segno di protesta. Più tranquilli, per modo di dire, i vetturini romani che si limitarono ad un grande sciopero generale di tutta la categoria.

 

Il nostro viaggio continua in direzione Soresina nei locali di una particolare collezione privata di biciclette d’epoca che hanno partecipato ad una manifestazione nel corso della quale sono state “elegantemente accompagnate” dalla carrozza di Giampaolo Taino, vuoi per rendere il quadretto d’epoca realistico al massimo o anche per dare l’opportunità a qualche parente dei ciclisti non più giovane di seguire la passeggiata in maniera più comoda e sicuramente … meno faticosa.

 

 

 

 

L’invenzione del “Velocipede”

 

 

Da sin. Giampaolo Taino e Carlo Azzini nei locali della Collezione Privata “Azzini”

 

La Collezione Privata dei Velocipedi e Biciclette antiche Azzini di Soresina (CR)

Impossibile che capolavori di ingegneria meccanica come quelli della Collezione Privata Azzini non abbiano bisogno della “mano magica” ed esperta di Giampaolo Taino. La notizia ci è confermata dal proprietario, Carlo Azzini, che ci conduce personalmente nelle sale di questo incredibile ed affascinante mondo della bicicletta d’epoca. Biciclette, carrozze e automobili hanno convissuto insieme, con i loro piccoli e grandi attriti naturalmente, dalla fine dell’800 alla fine del primo conflitto mondiale, quando nel nome del progresso arrivò il via libera ad automobili e biciclette, relegando a pochi appassionati o agricoltori l’uso del cavallo con carrozza, calesse o biroccio. Una particolarità innovativa e veramente all’avanguardia per i giorni nostri è rappresentata dai Raduni di Bici d’epoca che con cadenze annuali vengono organizzati dal Dott. Alfredo Azzini. Raduni che vedono sfilare non solo biciclette originali datate, ma anche i conducenti ai pedali rigorosamente vestiti con i costumi dell’epoca. Dunque, non il solito museo “ammuffito” sistemato come un vecchio magazzino, ma una raccolta selezionata di pezzi rarissimi che all’occorrenza vengono tolti dai loro piedistalli e messi su strada per essere ammirati dal grande pubblico e per fare anche “cultura”.  Sicuramente in tanti non avranno mai visto da vicino l’evoluzione complessa e travagliata di questa invenzione che ai giorni nostri è divenuta abitudinaria e normale. Per saperne di più e passare un fine settimana diverso dal solito vi consigliamo una visita alle tantissime curiosità che Carlo Azzini pazientemente vi illustrerà, appena troverete il tempo di venire a visitarlo a Soresina (CR).

 

 

Inizialmente la convivenza “Carrozza-Auto-Velocipede” fu travagliata!

 

Un raduno di bici d’epoca organizzato da Alfredo & Carlo Azzini

 

 

museo 5

 

DOVE SI TROVA:  Via Robbiani – Palazzo Vertua    26015 Soresina

INFORMAZIONI DI CONTATTO ( visite solo su prenotazione) :

 

Fax. 0374340489        Tel. 0374.344 250      e-mail. bicisolobici@gmail.com

Pagina facebook: https://www.facebook.com/pages/Velocipedi-e-Biciclette-Antiche-collezione-privata-AC-Azzini/228834340590434

 

 

 

Lo stemma della Ditta “Condor”

 

Carlo Azzini ci illustra in dettaglio una bicicletta del 1904 della Ditta Condor con un movimento a “doppia campana”, impianto a carburo (gas-acetilene), cambio a due rapporti e aggiunge che questo fu uno dei primi esempi di biciclette sportive nel vero senso della parola.

 

Particolari della bicicletta con illuminazione a carburo

 

E’ stata una giornata movimentata e piena di novità tutte molto interessanti; prima dei saluti di commiato non c’è nulla di meglio che qualche fetta di salame, pane fresco e vino fatto come si deve in compagnia di amici. Considerato che l’amico (Eugenio) che ci ha ospitato, di salami ne ha ancora pochi in cantina, preferiamo non dare indirizzi o punti di riferimento: un vecchio agricoltore diceva “Gli storni a branchi non si sono mai ingrassati! “

 

Al centro “il salame che lacrima”