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Proprio così: un bel dressage che posiziona Jozsef Dibak al 4° posto in classifica con la squadra italiana terza, una maratona più che soddisfacente terminata al 7° posto che lo insedia secondo prima della prova coni subito dietro al neocampione, poi un percorso conclusivo accettabile con 2 sole palline abbattute, non tale tuttavia da permettergli di salire sul podio. Un 9° posto finale che è un mezzo miracolo, considerando che Joska in 2 anni ha saputo portare a questi livelli un terzetto di cavalli acquistati con un grado di addestramento quasi inesistente e presentati in campo internazionale in questa formazione – Eldorus (baio), Ferry Beauty (baio) e Twilight (grigio) una sola volta a Chablis nel 2017! Questo depone sicuramente a favore dell’atleta naturalizzato italiano: un talento innegabile nella preparazione dei cavalli, da buon nativo ungherese con gli attacchi nel DNA!

Per gli altri concorrenti della rappresentativa italiana purtroppo vari intoppi ne hanno impedito risultati significativi. Ma torneremo sull’argomento più avanti.

La cerimonia di apertura

IL DRESSAGE

La vittoria nel dressage era un risultato scontato. L’ungherese Martin Hölle ha però saputo battere ogni precedente record dall’introduzione di questo testo di dressage con i suoi 35,57 punti di penalità. Ci piace comunque rimarcare che i cavalli non erano nuovi a questi exploit: infatti nella precedente edizione dei Mondiali Pariglie avevano vinto questa prova guidati dal nostro Claudio Fumagalli che avrebbe assistito Martin, insieme alla socia Mieke van Tergouw, passo passo fino alla vittoria nella competizione più importante. All’indomani del Mondiale 2015 i cavalli di Claudio erano passati sotto le redini di Martin che, dopo un anno di lontananza dai campi internazionali per trovare il giusto l’affiatamento, nel 2017 ha mietuto un successo dopo l’altro: nei 4 concorsi internazionali a cui ha partecipato ha ottenuto 3 vittorie ed 1 terzo posto in dressage. Va comunque detto che il bellissimo risultato nel dressage di Lipiça, a detta di tutti i presenti, è stato pienamente meritato.

 

Claudio Fumagalli con i due suoi allievi di punta: Martin Hölle (oro individuale e a squadre) e Stan van Eijk (2° in maratona e 8° finale). A questo campionato hanno prso parte in tutto 20 cavalli provenienti dalle scuderie Riant

 

Secondo in classifica nel dressage lo svizzero Beat Schenk, un volto noto agli appassionati di attacchi italiani per aver partecipato al Concorso Internazionale di Caravino di quest’anno. Istruttore di attacchi di professione, pratica l’agonismo da 25 anni ed è alla sua nona partecipazione ai Campionati del Mondo in rappresentanza della Svizzera, vincendo la medaglia d’argento individuale a Kecskemet nel 2009.

In terza posizione nel dressage il 42enne tedesco, Lars Schwitte, un altro atleta di lunga data. Pensate che ha ottenuto il brevetto attacchi a 12 anni, per un paio d’anni ha guidato i pony passando poi ai cavalli e facendo parte della squadra tedesca ai Campionati del Mondo dal 2003 in poi, dove ha vinto la medaglia d’argento individuale sia a Warka nel 2007 che a Topolcianky nel 2013 e collezionando, compresa la presente edizione dei Mondiali, 1 oro, 3 argenti e 3 bronzi con la squadra.

 

I primi 3 classificati della prova di dressage: Martin Hölle (Hun), Beat Schenk (Sui) e Lars Schwitte (Ger)

 

In quanto ai nostri, un bel dressage di Jozsef Dibak, 4° con 43,71, nonostante due voti fortemente penalizzanti in una figura, di ben 3 punti inferiori alla valutazione di un terzo giudice.

Ottimo risultato anche per Francesco Aletti Montano, 15° con 53,21, in linea con le sue sempre brillanti prestazioni in questa prova. Esecuzione pulita e soddisfacente per Luigi Matteja, che concorreva a titolo individuale e riusciva a mettere a segno un puteggio di 60,23, mentre Rocco Cordera incappava in una giornata “no” totalizzando 71,50 penalità.

 

I 4 concorrenti italiani nella prova di dressage: si distinguono le prestazioni di Jozsef Dibak (4°) e Francesco Aletti Montano (15°) mentre Luigi Matteja e Rocco Cordera si piazzano più indietro in classifica

 

Per la cronaca, il pluricampione ungherese Zoltan Lazar, dopo un’eccellente dressage ricompensato con 43,12 penalità che lo avrebbero visto insediarsi al 4° posto, prima del nostro Dibak, veniva eliminato perché la cuffietta paraorecchie dei cavalli era legata alla nasiera, nuova norma severamente sancita dal regolamento FEI perché ritenuta lesiva della libertà dei cavalli di muovere le orecchie. Indispettito perché a sua detta vi erano altri concorrenti nella sua stessa situazione che avevano ricevuto un trattamento molto diverso, Zoltan Lazar rinunciava a proseguire la sua partecipazione, ancorché ormai ininfluente per la squadra. La polemica non si è fermata qui: a seguito dell’operato della giuria il Capo Equipe ungherese, Tamas Toth, all’indomani della ennesima vittoria ungherese con medaglie d’oro sia a titolo individuale che a squadre, ha rassegnato le dimissioni dalla sua funzione per mancata condivisione di parecchie norme dell’attuale regolamento FEI. In quanto alle cuffiette, sembra più plausibile che uno steward così attento abbia fatto la giusta differenza tra chi la cuffietta l’aveva legata alla nasiera e chi l’aveva semplicemente infilata sotto lo stesso finimento, per quanto affibbiato stretto.

Anche per quanto riguarda l’Italia si è dovuto fare i conti con una decisione della Giuria che ha fortemente penalizzato il nostro Luigi Matteja: infatti uno dei suoi cavalli, quello determinante per la prova di maratona, non ha passato la prima ispezione veterinaria con la motivazione che era “troppo magro”.

 

Con la prima ispezione dei cavalli si aprono i giochi

 

LA MARATONA

La caratteristica principale della fase B, quella più spettacolare, era sicuramente la grande analogia nella costruzione di quasi tutti gli ostacoli il che rendeva molto più arduo il compito di memorizzarli. Solo 7 palline in totale erano state posizionate negli 8 ostacoli e questo ha agevolato la velocità a scapito della precisione, con la frequente necessità di ripristinare pali e quant’altro si trovasse all’interno delle zone di penalità. Queste a loro volta non sempre erano segnalate, circostanza non giudicata ideale dai molti spettatori, soprattutto con ostacoli così vicini gli uni agli altri. Quale assistente al costruttore di percorso, l’ungherese Gabor Fintha, era stato chiamato anche il nostro Gabriele Panier Suffat che in generale ha dato un giudizio molto positivo sull’insieme del percorso.

La maratona è stata vinta dallo sloveno Miha Tavcar, che ha già partecipato più volte ai concorsi internazionali organizzati in Italia. La sua vittoria con cavalli Lipizzani in quella che è considerata la patria della razza, è stata molto apprezzata sia dai dirigenti dell’allevamento che dai tanti spettatori sloveni giustamente orgogliosi del fiore all’occhiello della loro realtà allevatoriale. Al secondo posto il guidatore olandese Stan van Eijk, seguito nella preparazione sempre dal team Riant mentre al terzo posto troviamo il giovane Martin Hölle che molto probabilmente ha mancato la vittoria anche in questa prova per un ritardo nell’ultimo ostacolo dove ha inforcato in pieno con il timone un palo nella foga dell’uscita dall’ostacolo, sradicando tutto e quindi senza conseguenze per i cavalli. Poco male per il prosieguo della gara, visto che era l’ultimo a partire!

 

I primi 3 classificati della maratona: nell’ordine Miha Tascar (Slo), Stan van Eijk (Ned) e Martin Hölle (Hun)

 

Buona la prova portata a termine da Dibak, 7° con meno di 4 punti dal vincitore, ottenendo il miglior tempo nell’ultimo ostacolo ed il terzo miglior punteggio nell’ostacolo numero 4. Per l’occasione Joska aveva abbinato al cavallo Ferry Beauty, impiegato in tutte le prove, il grigio Twilight, particolarmente portato a questo tipo di gara, che ha praticamente preso il comando togliendo d’impaccio anche il suo apparigliato, ove necessario.

Purtroppo Aletti commetteva un errore di percorso non corretto nell’ostacolo 6 che ne determinava l’eliminazione e inoltre si ribaltava nell’ultimo ostacolo, quasi da fermo, salendo letteralmente con una ruota su un palo. Cordera  portava a termine la maratona facendo il meglio che poteva con i cavalli a disposizione, arrivando oltre la metà della classifica mentre Matteja doveva accontentarsi di terminare quasi in fondo alla classifica avendo dovuto rinunciare al cavallo specializzato in questo tipo di competizione.

 

I nostri portacolori nella maratona: Dibak (7°) poi Cordera e Matteja mentre Aletti Montano veniva eliminato

 

I CONI

La connotazione principale del percorso coni è stato … il nubifragio che, iniziato poco dopo la partenza della gara, ha persino costretto gli organizzatori a sospenderne lo svolgimento per 45 minuti per poi riprendere senza che la situazione fosse migliorata. Alla fine il campo, appena rifatto ex novo, è risultato una vera e propria piscina, per fortuna non melmoso ma con uno strato di acqua non indifferente. Inutile dire che questo ha reso particolarmente arduo il compito dei cavalli tanto che si è potuto registrare un solo percorso netto nel tempo ad opera del concorrente polacco Sebastian Bogacz, con il connazionale Dariusz Bajer che con 1,07 penalità sul tempo e nessun errore sul percorso si insediava al terzo posto. Tra i due riusciva ad inserirsi, al 2° posto il francese Michel Sellier con sole 0,77 penalità sul tempo.

 

I primi 2 classificati della prova coni: il polacco Sebastian Bogacz e il francese Michel Sellier, il più anziano concorrente del Mondiale (classe 1946), sulle scene internazionali dal 1993 ed attualmente allenato da Boyd Exell

 

Nonostante l’unico percorso senza errori, la gara è stata molto combattuta, con altri 19 percorsi netti, nessuno dei quali tuttavia nel tempo. Per contro 3 concorrenti sono riusciti a non superare il tempo accordato ma a scapito della precisione, incorrendo in errori sul percorso. Al nostro Dibak, partito sotto la pioggia scrosciante, forse la consapevolezza di avere una grossa responsabilità vista la sua posizione al secondo posto in classifica provvisoria prima della gara, ha giocato un brutto scherzo: 2 palline che sommate alle 7,26 penalità sul tempo lo hanno relegato al 50° posto. Grazie tuttavia alle buone prestazioni precedenti riusciva a mettere a segno un onorevolissimo 9° posto in classifica finale su 81 concorrenti in provenienza da 23 nazioni diverse. Anche l’alto numero di partecipanti costituisce un assoluto record di questo Campionato. Per Cordera e Matteja due percorsi coni deludenti che non sono riusciti a migliorare la loro posizione in classifica finale. Infine Aletti decideva di non partire nella prova coni, dato che il suo risultato sarebbe comunque stato ininfluente.

 

Molto eloquente l’immagine del campo di gara! Sotto da sinistra Dibak, Cordera e Matteja

CHI E’ IL NUOVO CAMPIONE DEL MONDO PARIGLIE?

Molto semplicemente il più giovane concorrente di questi Mondiali, con i suoi 20 anni compiuti da appena 3 mesi e alla sua prima partecipazione in una categoria Cavalli!

Martin Hölle però è tutt’altro che un neofita. Infatti la sua folgorante carriera agonistica incomincia nel 2010, a soli 13 anni, con la vittoria nel Junior World Trophy, quello che allora era un trofeo su scala internazionale con il patrocinio della FEI prima che nel 2012 entrasse di diritto nella sfera FEI come Campionato Europeo per Giovani Guidatori, dove vinceva una nuova medaglia d’oro nella categoria Junior.

 

Il ventenne neo-campione del mondo Martin Hölle (Ungheria)

 

L’anno successivo, al compimento dei 14 anni, l’età minima per partecipare alla guida di pony ad un Campionato del Mondo Pony per guidatori Senior, eccolo di nuovo salire sul gradino più alto del podio nella categoria Singoli mentre due anni dopo, nel 2015, deve per così dire accontentarsi della medaglia d’argento. Qui avviene la svolta ed il giovane 18enne si affida alla Riant per fare il salto dai pony ai cavalli. Propostagli la pariglia portata al successo da Claudio Fumagalli nel Mondiale 2015 per i colori dell’Italia, la decisione è presa e con lavoro intenso e costante di crescita, lunghi soggiorni in Olanda, un talento personale innegabile, ecco che ben presto risulta imbattibile, fino alla conquista dell’oro ai Campionati del Mondo Pariglie di Lipiça.

La sua vittoria, oltre che gli ottimi risultati ottenuti da Vilmos Lazar, nonostante la defezione del fratello Zoltan, fruttano alla compagine ungherese anche la medaglia d’oro a squadre, davanti a Germania e Francia. L’Italia, con l’eliminazione di Aletti, terminerà al 12° posto.

 

Il podio individuale con Martin Hölle/Hun (1°), Sebastian Warneck/Ger (2°) e Beat Schenk/Sui (3°). Il podio a squadre con al 1° posto l’Ungheria, seguita al 2° dalla Germania e al 3° dalla Francia

 

CONCLUSIONI

La realtà inequivocabile è l’assoluta eccellenza di quasi tutti i cavalli presenti. Ottima la qualità, ottimo l’addestramento, ottima la preparazione attraverso la partecipazione a concorsi internazionali di primissimo piano.

 

Una parte della nutrita tifoseria italiana

 

Questa volta, data la vicinanza al territorio italiano, la tifoseria italiana si è messa in viaggio massicciamente per sostenere i propri beniamini. Se l’interesse dimostrato è un dato di fatto, la speranza è che si trasformi in un maggiore impegno anche per rimpolpare le schiere ora assai esigue degli agonisti in questa categoria di attacchi. Se la carriera del neocampione può essere di sprone, l’impegno fin dalla giovane età sembra portare i migliori frutti. E’ ovvio che l’obiettivo deve essere un punto fermo e nulla deve essere preso a motivo di disaffezione. Solo chi persevera dimostra di avere la combattività, l’incrollabile determinazione e la fermezza di chi vuole veramente emergere, senza se e senza ma.

 

 

 

classifiche finali individuali

classifiche finali a squadre

Per le foto si ringraziano Krisztina Horvath/Hoefnet, Moreno Benvenuti e chi, presente al grande evento, ha voluto condividere l’atmosfera elettrizzante ed irripetibile di un CAMPIONATO DEL MONDO

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