Stai guardando: Home » Turismo e Tempo libero, In Evidenza » La 39° “Festa del Cavallo” di Cherubine – Semplicemente … entusiasmante!

 

 

 

 

 

 

 

Non dimentichiamo gli “Amici” chiamati anche “sponsor” che danno una mano alla riuscita di qualsiasi tipo di evento.

 

Grazie a tutti! Se ognuno fa la sua parte, insieme si fanno tante cose belle e interessanti.

 

 

 

 

Cherubine di Cerea (VR)   3 Settembre 2017    Festa del Cavallo

Quest’anno gli organizzatori sono stati letteralmente presi d’assalto da tante testate giornalistiche che evidentemente volevano carpire il segreto di questo successo, sia come presenze di pubblico che di professionisti e appassionati del mondo equestre, che si sono dati appuntamento a Cherubine accompagnati dai loro fedeli e inseparabili amici Cavalli. Nella foto sottostante lo “zoccolo-duro” degli organizzatori della Festa del Cavallo che anche in questa edizione 2017 sono riusciti a portare nel piccola frazione di Cerea migliaia di persone provenienti non solo dai dintorni ma anche dalle più distanti regioni italiane. Resta poi inteso che un successo di queste proporzioni è anche merito delle centinaia di volontari che negli stand gastronomici hanno servito di tutto punto, con puntualità e qualità le oltre 1.200 persone che domenica 3 settembre a pranzo erano sedute ai tavoli. La sfilata si è poi conclusa con l’applauditissimo passaggio sotto il palco delle Autorità dove il vice Sindaco Lara Fadini a nome di tutta l’Amministrazione Comunale ringraziava il pubblico per la festosa e numerosa partecipazione.

Nella foto sottostante da sinistra; Gilberto Faben, Clara Dell’Atti, Giampaolo Brasioli, Maurizio Cagali e Albertino Casaro, a loro un Grazie e una promessa da tutti gli intervenuti … ritorneremo! 

 

 

Il gruppo che qualcuno ha già definito degli … INOSSIDABILI !

 

Nei grandi stand gastronomici della “FESTA DEL CAVALLO” siamo andati “dentro il piatto” di un risotto veramente preparato a regola d’arte, e per non perdere il filo conduttore dell’evento abbiamo continuato il nostro lavoro andando “dentro la notizia”  con una intervista al Dott.  Giampaolo Brasioli che 39 anni fa diede il via, insieme ad altri amici, a questa FESTA. 

 

I trentanove anni della festa del cavallo di Cherubine. 2017    (di Paolo Brasioli)

 

Negli anni ’70, i moderni trattori avevano invaso le nostre campagne e i cavalli erano scomparsi. Solo qualche romantico contadino cercava di non abbandonare il cavallo fedele amico di sempre. Di tanto in tanto appariva sulla strada un cavallo trainando la “baracchina”, sulla quale teneva in bella vista il bidone del latte appena munto: bastava questa comparsa  sulla via per animare la curiosità di anziani e bambini.

Nei pomeriggi di tranquille domeniche estive, alcuni innamorati si incontravano  a Cherubine  con i loro cavalli. Trainavano qualche vecchio biroccio recuperato nel fondo di fienili. Faceva da pista uno sterrato pieno di buche realizzato con materiale di riporto scaricato per caso. Gli stessi calessi erano  tenuti insieme con fil di ferro in sostituzione di viti e bulloni ormai introvabili e con lo spago per rattoppare i vecchi finimenti. Le ruote già traballanti, quando centravano qualche buca correvano il rischio di diventare quadrate. Di per sé questo era già uno spettacolo. Nella polverosa e insicura pista di Cherubine per anni si esibivano pony e cavalli. Con il tempo questi incontri si trasformarono in una vero e proprio spettacolo e nell’estate del 1978 nacque così la prima “Festa del Cavallo” di Cherubine. Dopo la prima edizione, ne seguirono altre e il  passa parola contribuì negli anni ad aumentare curiosità e interesse. Qualche anno dopo fece anche  l ’apparizione qualche cavallo “trotter” con al traino un “sulky”.  I pony, numerosissimi e spesso scatenati, destavano tra i bambini e gli adulti un entusiasmo indescrivibile che eravamo abituati a vedere nelle partite di calcio. Ai pony e ai biroccini cominciò ad aggiungersi anche  qualche cavallo da sella. Nomi  come Paolo Cagali con il suo cavallo “Bimbo” e Gino Cecco, detto “Cecchino”, per il suo fisico da fantino non si possono dimenticare.

 Nel 1985 la Festa del Cavallo cominciò ad assumere la fisionomia di una vera festa e, abbandonata l’improvvisazione dei primi anni, cominciò ad assumere sempre più l’aspetto  di un incontro organizzato anche con l’aiuto dei compianti Pietro Soliani, presidente della FieraCavalli di Verona e di Renato Adami di Sommacampagna. Le gare diventarono sempre più “ di abilità”  per  cavalli da sella in una pista attorno al campo sportivo trasformato in gimcana ad ostacoli. La partecipazione crebbe sempre più numerosa di cavalieri  con cavalli anche di pregio tra i quali si distinguevano quelli della scuderia “Mirandola”. Nella specialità “trotter” per anni si confrontarono con passione e bravura i fratelli Evaristo e Luigi Sterzi di Verona e Bossadori di Bagnacavallo, il tutto dava alla festa un tono quasi da gran premio. Negli anni ’80 le gare in campo erano precedute da una sfilata per le vie di Cerea e per la gente quello era divenuto un appuntamento da non perdere.

 

 

Per qualche informazione in più sulle Batterie a Cavallo “Voloire” ed un bellissimo video ecco il Link:  www.voloire.org/le-voloire/   

 

Nella prima domenica di settembre, il Sindaco con fascia tricolore e con varie autorità attendeva sul palco d’onore  l’arrivo della sfilata preceduto dei militari a cavallo in divisa e sciabola d’ordinanza. La sfilata aperta dai Corpi  militari dello Stato rappresentati dai Carabinieri a cavallo, poi dalle Guardie forestali, Polizia di Stato e  lo storico Reggimento di Artiglieria a Cavallo – Le Voloire – in divisa storica,  i Ranger d’Italia e i cavalieri di Napoleone. Una ventina di carrozze tirate a lucido seguivano la sfilata con i vari modelli d’epoca : landeau, wagonette, vittoria,  mylord, ecc. Pariglie di murgesi , bianchi lipizzani e attacchi manovrati da  cocchieri in divisa.  Solitamente quattro “murgesi  ingentiliti” dal nero mantello morello del fedelissimo Dr Giusti da Modena apriva la sfilata delle carrozze  lasciando tutti a bocca aperta. Decine di cavalieri in sella con esemplari eccezionali come  arabi e qualche superbo andaluso dal passo figurato o possenti frisoni olandesi completavano la sfilata che si concludeva con il simbolico  “bicchiere della staffa” al parco del Municipio. Sono ormai trascorsi 39 anni e la festa del cavallo di Cherubine attende con impazienza di compiere i prossimi quarant’anni…

(Paolo Brasioli)

 

 

In senso orario ad aprire la sfilata: Arma dei Carabinieri a Cavallo, Artiglieria a Cavallo Battaglione delle Voloire, la Redaz. mobile di Tele Radio Veneta e la Guardia d’Onore ENGEA

 

 

Apre la sfilata la Carrozza “Vittoria” di Olivieri Gianni e Bascherotto Elio con un tiro a tre di cavalli “Ungheresi”

 

 

Il corteo transita al fianco della chiesa della Beata Vergine dello spasimo detta anche “Chiesolina”

 

Salvatore Cona con il velocissimo Pony “Fulmine”

 

 

Anche il mondo del West si è dato appuntamento alla Festa del Cavallo

 

La Wagonette in stile “Vecchio West” di Matteo Pavani che vediamo alle redini

 

 

 

Gaiardoni Luciano su di un “Gig” con cavallo di razza “Ungherese”

 

Sergio Mozzo sempre impeccabile con i suoi due “Lipizzani” Maestoso e Napolitano.

 

Beata Vergine dello spasimo o dai locali conosciuta come “La chiesolina”.

Il primo e originario capitello, dovrebbe risalire alla prima metà del Seicento, quando la popolazione volle costruire un oratorio intitolato alla Madonna, per la conclusione della peste. Dell’oratorio, si hanno precise informazioni dal 20 ottobre 1826, da una relazione dell’allora parroco di Cerea.                                                             Altri studi, indicano che un luogo di culto era presente già da un paio di secoli.                                                                 Nel 1713, fu presa la decisione di costruire una nuova chiesa e con essa un nuovo altare al posto di quello vecchio e quindi di ricorrere all’elemosine dei devoti e supplicare il Serenissimo Principe per ottenere l’autorizzazione. L’autorizzazione fu concessa dalla diocesi il 7 giugno 1714. Il precedente capitello, venne inglobato nella nuova chiesa che risulto più grande ed accogliente.

Sotto l’aspetto architettonico, l’originale impostazione della facciata, è caratterizzata da un doppio ordine di paraste di cui quello superiore è singolarmente contratto e rastremato verso il basso. Allo stesso modello delle facciata si rifanno altre facciate di chiesette e oratori poco distanti. Da ricordare è anche la decorazione esterna della parte absidale, caratterizzata da un’elaborata partitura architettonica, tanto da immaginare l’esistenza di un secondo accesso, in seguito chiuso.

 

In senso orario: Bruschi Carlo, Rigatelli Giovanni, Tiberio Signorini e Matteo Pavani

 

 

Gentildonne con ombrellino di pizzo sulla elegante “Vis a Vis” di Barbuiani Ultimo

 

Strazzi Giulio, a lui il “Premio Fedeltà” di quest’anno, oltre 25 anni di partecipazione a questa Festa

 

 

Ospite sui sedili della “Dottorina” di Strazzi Giulio, il Cav. Bonaldo con accanto la figlia Maria Grazia

 

In senso orario: Fraccarolo Claudio, Cordioli Fortunato, Luigi Persico e la Famiglia De Rosa con Gennaro, Addolorata e la figlia Lucia.

 

La Famiglia De Rosa con Gennaro alle redini e dietro la moglie Murra Addolorata con la figlia Lucia.

 

 

In senso orario: Camilla Gaiardoni, il corteo delle carrozze, Rigatelli Giovanni e William Lanaro

 

Olivieri Gianni alle redini con Clara Dell’Atti

 

In senso orario la Wagonette del “Lanny Ranch” con Grace alle redini carica di ospiti, Camilla Gaiardoni, Cona Salvatore e Luciano Gaiardoni

 

Mascheretti Mario con la pariglia di cavalli “Ungheresi” arrivato per l’occasione da Bergamo

 

In senso orario una giovane guidatrice della Wagonette di Bruschi Carlo, il Pony Hakney di Roberto Scalzotto, Peroni Luciano, la figlia di Tiberio Signorini Sig.ra Rosanna e l’equipaggio di Bruschi Carlo

 

Il cavallo “Hakney” di Roberto Scalzotto

 

 

All’ingresso della “Festa del Cavallo” non poteva mancare il Banco di Antiquariato Equestre di Ero Mantovani, primo a sinistra in compagnia di amici: il Cav. Bonaldo e la figlia Maria Grazia

 

 

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