Stai guardando: Home » Sport, In Evidenza » In Francia un 1° maggio 2017 strepitoso

Grazie Marco Perinotto! Grazie di aver riportato l’Italia sul gradino più alto del podio!

Si sa che nella disciplina degli attacchi la concorrenza mondiale è difficilmente scalzabile dalle posizioni dominanti, anche – ma non solo – per il grande gap nel numero di praticanti votati all’agonismo di vertice tra l’Italia e le nazioni spesso tanto più piccole: quella di Pau, nel sud della Francia, è stata tuttavia la dimostrazione che con l’impegno serio e costante, con una preparazione mirata, con il supporto di chi ha deciso già qualche anno fa di costituire un sodalizio per la proprietà dei pony (grazie Paola Pissardo!) e con la voglia di farcela dell’intera squadra, tutto è possibile.

Ecco la squadra vincente: Marco Perinotto, Paola Pissardo, Gianluca Addondi, Fabrizio Consolandi, Irene Gobber con Elmo, Rex, Robby, Sido e Coelenhage’s Saled

Dopo quasi un anno di lontananza dai campi di gara con il tiro a quattro di pony, dovuto principalmente alla necessità di rimpiazzare due/tre soggetti del team, Marco aveva già avuto un primo approccio positivo nel Concorso Internazionale di Caravino all’inizio di aprile, dove si era classificato terzo, guadagnandosi la prima delle due qualificazioni necessarie per l’accesso ai Campionati del Mondo Pony 2017. In quell’occasione era stato preceduto dal concorrente francese Nicolas Clair che avrebbe poi ritrovato in gara nella sua madrepatria alla fine di aprile.

A Pau la prova di dressage vedeva Marco soccombere a Clair per sole 0,19 penalità, con due giudici su tre che avevano valutato la sua performance sul campo in sabbia silicea, perfetto nonostante il tempo avverso, come la migliore.

Con i giochi assolutamente aperti, la maratona rappresentava l’opportunità di un bel risultato a portata di mano: e così è stato! Primo in 5 ostacoli su 6, con un percorso pulito nonostante le molte difficoltà tecniche adatte a quello che è stato il teatro dei mondiali 2013, Marco otteneva la prima posizione nella prova di fondo e si attestava al primo posto anche nella classifica provvisoria.

Nella gara conclusiva dei coni, si trattava di mantenere il vantaggio di quasi 7 punti sul diretto inseguitore. Partiva prima il francese: percorso netto con poco più di 5 penalità sul tempo. Il tracciato era piuttosto difficile ma senza cattiverie, tecnico al punto giusto, con girate ampie anche se gli ostacoli erano spesso molto vicini a bordo campo e malgrado la presenza di alberi che imponeva oculate scelte di traiettoria, quindi la parola d’ordine era cautela, perché qualche pallina di troppo avrebbe potuto ribaltare la classifica provvisoria. Ed ecco il capolavoro: percorso netto con … poco più di 4 punti di penalità sul tempo. Una splendida vittoria!

Un plauso va certamente al trainer che segue Marco ormai da un anno: nientemeno che quel Bram Chardon con al collo 3 medaglie d’oro ai Campionati del Mondo di tiri a quattro pony, nato e cresciuto in una dinastia di cultori degli attacchi, dal nonno Abraham al padre Ijsbrand, tuttora il suo più agguerrito antagonista in terra olandese. E non è tutto: anche la madre e le sorelle registrano ogni giorno successi equestri, dal dressage al completo, con la sorellina Edith che già si sta affermando come guidatrice di tiri a quattro pony. “Con Bram è stata subito un’intesa perfetta – ci racconta Marco -. A mio avviso è un trainer eccezionale che fonda i suoi principi sulla cultura equestre classica, molto rispettosa dei cavalli, imperniata sul lavoro in piano, a cui aggiunge la sua immensa conoscenza tecnica. A queste doti combina un’umiltà ed una carica umana straordinarie; molto legato alla famiglia dimostra di disporre di valori assai rari ai nostri giorni. Per tutti questi motivi non posso che essere orgoglioso di averlo come trainer ma anche come amico.”

Io ti voglio tanto bene, e tu?

Forte dell’ottima prestazione fornita in Francia, Marco pensa ora di proseguire la preparazione partecipando al Campionato Tedesco e poi all’Internazionale di Chablis, sempre in Francia. Non possiamo che augurargli tutto il successo che ha dimostrato di meritarsi.

A margine del concorso, che vedeva sia un CAI 2* che un CAN, qualche illuminante statistica.

Nel CAI 25 concorrenti, in una location che organizza concorsi di attacchi ormai da molti anni, compreso un Campionato del Mondo Pony. Non è dunque facile conquistare il favore dei concorrenti arrivando a numeri di iscritti che attualmente solo l’Olanda riesce a registrare. Per avere un crescendo occorre comunque che la manifestazione diventi un appuntamento fisso, in una data favorevole, con una buona organizzazione (il passaparola è essenziale), basata su un collegio giudicante di prim’ordine, offrendo una logistica efficiente, il tutto con la tendenza ad un crescendo di qualità.

A parte i 6 concorrenti nelle categorie nazionali per Giovani Cavalli, gli altri 34 attacchi partecipavano al CAN suddivisi in ben 10 categorie. In Italia ci si lamenta spesso della eccessiva frammentazione delle categorie, ma evidentemente la federazione francese ritiene che il percorso di crescita agonistica non possa prescindere da caratteristiche tecniche a salire per step progressivi, senza eccessivi sbalzi.

Per il momento godiamoci questo successo, sperando che la Federazione aiuti ragazzi talentuosi come Marco a crescere fino a livelli inimmaginabili: un obiettivo appagante per lui e per tutto il mondo italiano che gravita intorno agli attacchi, ivi compresi quei giovanissimi assetati di emulazione alla ricerca di modelli convincenti.

 

classifiche

 

© Copyright Carrozze&Cavalli · Powered by Purple Lab Design