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Anche se sono trascorsi ormai alcuni giorni dalla conclusione del Concorso di Caravino e vista la soddisfazione generale per l’organizzazione, l’eco non si è certo spenta. D’altra parte l’Italia fa parte dei paesi in cui i concorsi internazionali di attacchi – e i completi in genere – sono un vero avvenimento. Per fortuna la famiglia Filisetti, proprietaria del Centro Ippico Lo Sperone, ha tenuto duro ed ha riproposto anche nel 2017 una manifestazione di carattere internazionale che dai 6 concorrenti stranieri su 21 nel 2014 e dai 4 stranieri su 22 nel 2016 quest’anno ha potuto accogliere ben 15 ospiti d’Oltralpe su 43 partenti. Un bel salto, a testimoniare che un inserimento tempestivo nel calendario FEI e un evento che si sta evolvendo in un appuntamento fisso portano buoni frutti.

Nell’anteprima ci siamo occupati principalmente dei risultati sportivi: ora desideriamo completare il resoconto con qualche notiziola in più, qualche riflessione e, perché no, un pizzico di frivolezza.

Per dovere di ospitalità iniziamo con

GLI STRANIERI

E’ SVIZZERA la presenza più numerosa. Dei 6 iscritti ben 3 hanno messo a segno altrettanti terzi posti di cui i due più importanti riguardano le categorie che quest’anno disputeranno i Campionati del Mondo. Beat Schenk nelle Pariglie Cavalli è ormai un habitué delle short list per i mondiali, dopo che nel 2009 ha vinto l’ambita medaglia di bronzo a titolo individuale. Come si usa dire: “Chi ben incomincia …”.

Beat Schenk, Svizzera

 

Non da meno la guidatrice Sandra Chardonnens con la sua pariglia di pony che può valersi di un analogo terzo posto l’anno scorso nell’internazionale di Signy nella sua madrepatria.

 

Sandra Chardonnens, Svizzera

 

L’altro terzo gradino del podio è stato appannaggio del driver di Cavalli Singoli Giacomin Brabüda, terminato terzo per meno di una pallina dal vincitore.

 

Giacomin Barbüda, Svizzera

 

Sempre in rappresentanza della Svizzera Erika e Urs Bernhard, entrambi alla guida di cavalli singoli e classificati 5° e 6° della categoria, nonché Hanspeter Sommer che ha portato la sua pariglietta di pony a tallonare la sua compatriota Chardonnens e mancando per un soffio il podio.

 

In alto Urs Bernhard, a destra Erika Bernhard, in basso Hanspeter Sommer (Sui)

 

Meno partenti ma ottimi risultati da parte dei concorrenti provenienti dalla GERMANIA. Una bella vittoria con oltre 9 punti di vantaggio sul diretto inseguitore da parte di Dieter Höfs nella categoria Tiri a Quattro Pony, che annoverava un’altra presenza tedesca, quella di Edwin Kiefer, costretto ad interrompere la maratona a causa di un ribaltamento. Lo stesso guidatore si rifaceva però nella categoria Singoli Pony piazzandosi meritatamente secondo, con al suo attivo la vittoria nella maratona. Ma non è tutto per la famiglia Kiefer. Tra i concorrenti dei Cavalli Singoli anche la moglie, Katrin Hertkorn-Kiefer, 10° in classifica: non male se si pensa allo stress di una trasferta con 7 quadrupedi, 6 carrozze e relativi finimenti, 2 dolcissimi gemellini di un paio d’anni e, per fortuna, la tata sempre pronta a correre loro dietro perché non si cacciassero in un guaio mentre papà e mamma con i rispettivi groom erano impegnati a farsi onore in gara.

 

Dieter Höfs, Germania

 

Edwin Kiefer, Germania

 

Cosa dire dell’unico guidatore giunto a Caravino dalla SLOVENIA? Nonostante i 12 punti di svantaggio in dressage nella categoria Pariglie Cavalli rispetto al nostro Dibak, la vittoria sia in maratona che nei coni facevano sì che Miha Tavcar, Slovenia, lasciasse tutti al palo facendo suonare l’inno sloveno.

 

Miha Tavcar, Slovenia

 

In quanto ai cugini dalla FRANCIA, Nicolas Clair con un accattivante tiro a quattro di pony Welsh grigi, nonostante una bella prova sia in maratona che nei coni, non riusciva a rifarsi dei quasi 12 punti di svantaggio in dressage e doveva accontentarsi del 2° posto finale. La sua connazionale Pascaline Avril, alla guida di un pony singolo, mancava invece di poco il podio, riportando comunque un risultato più che onorevole.

 

Nicolas Clair, Francia

 

Pascaline Avril, Francia

 

Infine l’AUSTRIA, rappresentata da 2 concorrenti, Rebecca Nick con 1 pony e Peter Schenk con 4. Ottima conclusione per la prima che conquistava la terza posizione ed altrettanto onorevole quella di Schenk che non saliva sul podio ma per poco e che ha promesso di presentarsi l’anno prossimo addirittura con un secondo tiro a quattro! Noi certo lo accoglieremo a … scuderie aperte!

 

A sinistra Rebecca Nick, a destra Peter Schenk (Austria)

 

Purtroppo di questi rappresentanti esteri non sappiamo granché ma l’anno prossimo ci ripromettiamo di intervistare brevemente ognuno di essi perché quella degli attacchi è a tutti gli effetti una famiglia allargata o poco più. Basti guardare l’ordinatissimo caos che regna tra scuderie e campo van, dove alla sera si riuniscono concorrenti, groom, assistenti, famiglie e dove è facile fare nuove conoscenze e nuove amicizie.

 

I CONCORRENTI ITALIANI

Qui qualcosa di più sappiamo, senza per questo cadere nella trappola degli inutili pettegolezzi.

 

LE PARIGLIE

Anno dispari, anno di Mondiali per Pariglie Cavalli (Lipiça/Slo) e per tutte le Categorie Pony (Minden/Ger), oltre che per i Campionati paraequestri nei quali il nostro unico atleta che potrebbe andare a difendere il tricolore in terra ungherese qui partiva nel Concorso Nazionale.

Iniziamo con gli attacchi che andranno a difendere le medaglie conquistate nell’ultimo Campionato del Mondo Pariglie: un argento a squadre e un bronzo individuale. Parliamo ovviamente di Jozsef Dibak e Francesco Aletti Montano, autori di tre splendide prove di dressage dove hanno agevolmente occupato le prime tre posizioni in classifica. Dibak presentava due nuove pariglie: una con i morelli Fifa Hollandia (7 anni, attaccata in tutte e 3 le prove) e Grimbo (6 anni, solo in dressage) con il grigio Twilight (17 anni ben portati, per affrontare maratona e coni) e l’altra composta da bai, con Ferry Beauty (7 anni, impegnato in tutte le prove) apparigliato a Eldorus (8 anni, in dressage e coni) e Gentleman (6 anni, in maratona). Se quest’ultimo attacco è stato giudicata più performante in dressage, quello che ha riportato il miglior risultato finale è stato il primo, anche se con un divario di meno di 3 punti tra i due. Questo renderà assai difficile alla fine decidere quale sarà la pariglia che partirà per Lipiça, anche se con il prosieguo della stagione agonistica l’ago della bilancia si sposterà sicuramente verso l’una o l’altra.

 

 

Jozsef Dibak con le due pariglie in gara

 

Per Francesco Aletti Montano invece solo certezze: la sua pariglia che vede Corleone B (10 anni) e Doorman (9 anni) sempre impegnati l’uno accanto all’altro sa già cosa significhi un mondiale. Si tratta di evitare le sbavature dell’ultimo Campionato ed il gioco è fatto! Per il dressage è stato fatto ancora molto lavoro e i risultati si vedono con il secondo posto di Caravino: il resto è competenza del guidatore. E quest’anno, salvo miracoli dell’ultima ora, sulle spalle di Aletti potrebbe pesare ancora più responsabilità se all’orizzonte non si intravederà un eventuale terzo membro della squadra. Certo anche ai Mondiali Tavcar e Schenk saranno due avversari da battere, senza contare l’agguerrita schiera di guidatori ungheresi, i padroni di casa dell’allevamento di Lipizzani, i tedeschi che da sempre tornano a casa da ogni Campionato con almeno una medaglia sul petto, e tutti gli altri dei quali ogni anno si dice: più di così non si può fare – e regolarmente riescono poi a superare loro stessi!

 

 

Francesco Aletti Montano

 

Vorremmo qui spendere qualche parola di elogio per i giovani che stanno dimostrando di mettercela tutta: il 22enne Mirko Cassotti per la prima volta presente ad un appuntamento così importante alla guida di una pariglia, e il 23enne Alessandro Formia, uno dei pochi appassionati di attacchi di Ivrea che ha deciso di impegnarsi seriamente per costruirsi una buona fama nell’ambiente agonistico di vertice.

 

In alto Alessandro Formia, in basso Mirko Cassotti

 

A conclusione due vecchie conoscenze: Gianpaolo Ciani e Luigi Matteja, con un Giorgio Proietti che, nonostante l’ancora breve militanza in ambito internazionale, sta cercando di mettere a frutto tutta l’esperienza che un concorso di questo livello può elargire.

 

A sinistra Gianpaolo Ciani, a destra Giorgio Proietti, in basso Luigi Matteja

 

I PONY

L’Italia non è notoriamente una nazione particolarmente dedita a questi tipi di attacco: pochi sono i praticanti e quindi pochi sono gli eletti, rispetto ad un’Europa in cui la guida di pony è amatissima, dai più giovani, su su, fino ai più anziani.

 

Cristiano Cividini con Aron L

 

Tra i “pochi ma buoni” per fortuna possiamo dire di fare una figura tutt’altro che magra. Cristiano Cividini, con l’Haflinger di proprietà dell’Ing. Domenico Tamburrini neo-membro del Dipartimento Attacchi, ha conquistato la vittoria grazie soprattutto ad un’ottima prova di dressage. Più lento nella maratona, riusciva poi a terminare la prova coni con un solo abbattimento, consolidando il suo primo posto. In gara, sempre con Haflinger, anche Emilio Gamba, autore dell’unico percorso netto della sua categoria nei coni e con un secondo risultato valido ai fini della qualifica per i Campionati del Mondo, e Ivano Cavina, alla ricerca forse di una qualifica che però non riusciva a mettere a segno.

 

In alto Emilio Gamba, in basso Ivano Cavina

 

Altro fiore all’occhiello la pariglia di Johann Weitlaner, prima in ciascuna prova, che in finale superava di oltre 30 punti quella del connazionale Alessandro Calzavara. Weitlaner è ormai da molti anni un concorrente di punta di questa categoria: 6° ai Mondiali 2003, si classificava 10° nel 2009 e vinceva la medaglia di bronzo nel 2011; nuovamente 6° nel 2013, doveva accontentarsi della 14° posizione nel 2015 ma quest’anno, a giudicare dal primo impegno internazionale della stagione, sembra lanciato a riaffermare la propria competitività.

 

Johann Weitlaner (per gli amici Hannes)

 

Alessandro Calzavara

 

In merito ai Tiri a Quattro Pony, grande progresso di Marco Perinotto, che si è recentemente dotato di 2 nuovi soggetti per completare il suo attacco, già in gara agli ultimi due Mondiali e si è affidato ad un trainer d’eccezione: quel Bram Chardon che ha vinto la medaglia d’oro negli ultimi tre Campionati del Mondo, prima di passare nel 2017 ai cavalli.

Marco Perinotto

 

Certo: sono un po’ pochi gli elementi di spicco del pianeta italiano di attacchi pony, soprattutto in considerazione del fatto che la squadra dei mondiali deve essere composta almeno da 2 Singoli, 2 Pariglie ed 1 Tiro a Quattro, senza la possibilità di scartare il risultato peggiore. Meglio sarebbero tre + tre + due. Vedremo chi nei prossimi mesi dimostrerà di voler combattere per un posto nel gotha.

 

I SINGOLI

Anno interlocutorio per il Campionato del Mondo di questa categoria che si terrà a Kronenberg/Ned dal 28/08 al 02/09/2018, ma molto importante per acquisire il primo risultato valido ai fini delle qualificazioni. Per mantenere sempre vivo il fuoco della competitività non sarebbe sbagliato che, seguendo l’esempio dei Tiri a Quattro, anche le altre categorie potessero disputare, negli anni intermedi tra un Mondiale e l’altro, un Campionato Europeo.

 

Luca Cassottana, vincitore della categoria Singoli Cavalli

 

Bella vittoria, anche se di misura (meno di 1 punto dal 2° classificato) di Luca Cassottana che attaccava per l’occasione il cavallo spagnolo Caprichoso (stallone di 8 anni) di proprietà di Ugo Cei. A soffiargli sul collo Luca Bordet con il suo cavallo Fernando, primo in dressage ma con un risultato non esaltante in maratona, vinta da Gianluca Addondi. Analoga soddisfazione anche per Enrico Tortella, primo nella prova coni.

 

Categoria Singoli Cavalli: (in senso orario) Luca Bordet, vincitore del dressage, Gianluca Addondi, vincitore della maratona, Enrico Tortella vincitore della prova coni

 

Abbiamo già accennato ai problemi di finimenti con cui ha dovuto confrontarsi Cristiano Cividini nel dressage che ne hanno compromesso anche il risultato finale. Teniamo conto tuttavia che si tratta di un cavallo di 7 anni al suo primo concorso internazionale e che solo due settimane prima, nella combinata di apertura della stagione, aveva totalizzato 45,70 penalità nel dressage, siglando la vittoria con un percorso netto nei coni.

 

Cavalli Singoli (dall’alto): Cristiano Cividini, Rita Onofrio, Paolo Stecca, Flavio Lunardon, Alfonso Carretta

 

In campo anche il veneto Paolo Stecca, con il fedele Bandi che spesso impiega per iniziare i suoi allievi alla difficile arte delle redini lunghe, Rita Onofrio con il giovane Greydanus di 6 anni e Flavio Lunardon che, dopo risultati più che onorevoli nel dressage e in maratona, veniva eliminato nella prova coni. Unico concorrente non in provenienza dal nord il laziale Alfonso Carretta alla guida di un Lipizzano di 7 anni.

Tanti i cavalli giovani in gara, che sicuramente hanno margini di miglioramento con un giusto lavoro meticoloso e costante.

 

GLI “AZZURRINI”

Pochi ma buoni i Children e gli Junior che hanno avuto il permesso di disertare la scuola per un impegno formativo altrettanto importante nel lungo cammino della vita.

 

In alto Francesca Consolini, in basso Andrea Pili

 

Nella categoria fino a 14 anni (Children) dominio assoluto della tredicenne Francesca Consolini, la più giovane concorrente dell’intero concorso, che risultata prima in tutte e tre le prove grazie anche alla sempre maggiore complicità con il suo mini-appaloosa Berani, suo compagno anche nel Campionato Europeo 2016 per Giovani Guidatori. A contenderle la vittoria Andrea Pili in gara con 2 pony: Babalui, anch’esso reduce dagli europei dove aveva “osato” superare tutti nei coni, ed il nuovo acquisto, la bellissima pony Welsh Darwina, che con i suoi 6 anni avrà ancora tempo di trovare un’intesa con il suo esuberante driver.

 

A sinistra Chiara Usuelli, a destra Sara Bombelli

 

Due anche le concorrenti della categoria Junior, con Chiara Usuelli risultata prima davanti a Sara Bombelli, ma entrambe fortemente motivate e con enormi miglioramenti rispetto alla passata stagione. Come dichiarato dal neo-eletto Capo del Dipartimento Attacchi FISE, Avv. Carlo Misasi, “è proprio a queste giovanissime nuove leve che la Federazione riserva particolare attenzione” ed i ragazzi, dal canto loro, si stanno veramente impegnando: nonostante gli obblighi scolastici riescono a trovare il tempo per farsi seguire individualmente da Tecnici di primo piano e partecipano alla maggior parte delle gare in calendario. Un plauso va sicuramente alle famiglie che non ostacolano la loro passione, sostenendoli moralmente ed intervenendo sia finanziariamente che in termini di organizzazione, non sempre facile per una disciplina come quella degli attacchi.

 

Il Capo del Dipartimento Attacchi FISE, Avv. Carlo Misari, scommette sui giovani

 

IL CONCORSO NAZIONALE

Dato che tutti i patentati di 2° Grado sono confluiti nel concorso internazionale, la gara a livello nazionale ha visto ai nastri di partenza solo attacchi singoli suddivisi nelle categorie brevetti e 1° Grado.

 

1° GRADO

Nella categoria superiore torna alla vittoria Matteo Crimella alla guida di Cavoro, recentemente passatogli dalle mani di Mario Uberti: un buon soggetto questo KWPN olandese di 10 anni, che potrebbe aiutare il suo nuovo guidatore a crescere, considerando l’ottima prestazione sia nella maratona che nei coni, vinti entrambi, mentre c’è ancora un po’ di lavoro da fare nel dressage. Distaccato di 14 punti Stefano Formica con Caviera, cavallo di proprietà di Carolina Cei, che precede Stefano Bordignon, passato solo quest’anno al 1° Grado.

 

In alto Matteo Crimella, in basso Stefano Formica, al centro Stefano Bordignon

 

Splendida vittoria in dressage di Giulio Tronca, con la nuova carrozza da presentazione acquistata in previsione di una possibile partecipazione a fine settembre al Campionato del Mondo di Attacchi Paraequestri. Nella maratona Giulio ha deciso di non spingere eccessivamente il cavallo per rispettare i tempi della ripresa dopo il forzato rallentamento invernale dell’allenamento soprattutto su percorsi di campagna, mentre nella prova coni dovrà puntare su una maggiore precisione che sicuramente verrà a mano a mano che il binomio si cimenterà nelle gare in calendario.

 

Giulio Tronca, in alto e a sinistra accompagnato dal suo Trainer con specializzazione in attacchi paralimpici Flavio Lunardon

 

Seguono in classifica Giovanna Ivana De Giorgi con la sua Haflinger che, ovviamente, rimane un po’ svantaggiata in maratona dovendo misurarsi con cavalli di statura, ma che poi compensa nella prova coni potendo effettuare girate più strette. Quello di far confluire nella stessa categoria sia cavalli che pony è un annoso problema: l’ideale sarebbe che, pur insieme, i risultati potessero rispettare le velocità previste per i due tipi di equini, cosa già richiesta ai programmatori FISE e mai realizzata. D’altronde anche un 5° posto ottenuto combattendo ad armi pari contro i cavalli è certamente più soddisfacente di un 1° posto in una categoria con un unico partente.

 

A sinistra Giovanna Ivana De Giorgi, a destra Marco Angeretti

 

Giornata sfortunata per Marco Angeretti che, dopo un buon 2° posto in dressage subiva una storta ad una caviglia che lo hanno messo a dura prova nell’affrontare la maratona. Da vero sportivo comunque ha tenuto duro, completando onorevolmente anche la prova coni e portando a termine il concorso senza ritiro o abbandono.

 

BREVETTI

Ma da dove arriva questa ragazzina diciassettenne che sbaraglia tutti? Ebbene, merito anche dell’amico e guidatore di 2° Grado Alessandro Formia che evidentemente le dà le dritte giuste, oltre a metterle a disposizione il suo cavallo di punta. Certo, le redini in mano le ha lei, Virginia Sategna, il miglior percorso coni è opera sua, onore al merito anche per il 2° posto in maratona: c’è da tenerla d’occhio questa Junior che potrebbe ambire presto ad impegni più importanti se la Federazione intende puntare sui giovani.

 

In alto la Junior Virginia Sategna, in basso a sinistra Carolina Cei, a destra Ugo Cei

 

Altro cavallo di pregio quel Zefyrinus portato al 2° posto finale da Carolina Cei, già assurto alla scena mondiale con il suo trainer, Luca Cassottana. L’affiatamento evidentemente c’è, vista la vittoria in maratona, e la grinta della piemontesina non è da meno, tanto da far ben sperare in un rapido progresso dal brevetto, di cui è in possesso da solo un anno, alla categoria superiore. Sono questi i giovani di cui lo sport italiano ha bisogno per rimpolpare tra qualche anno le fila degli agonisti di vertice.

L’iniziatore di Carolina è stato probabilmente zio Ugo Cei, battuto per soli 3 punti dalla nipote, che è riuscito a trasmetterle quella che per lui ormai è diventata una passione a cui dedicare tutto il suo tempo: qualsiasi attività va bene, sia ludica che agonistica, sia di tradizione che di addestramento di giovani cavalli, basta che si tratti di attacchi.

A seguire in classifica Mario Uberti con il nuovo cavallo Alexo V, KWPN di 12 anni, un binomio che il trainer Cristiano Cividini sta cercando di far crescere giorno dopo giorno e Fabio Amione, entrato nell’agonismo da pochi mesi e già in grado di affrontare un concorso completo di buon livello tecnico.

 

A sinistra Mario Uberti, a destra Fabio Amione

 

Ben quattro i top driver che hanno partecipato a questa categoria fuori gara per testare giovani cavalli che non hanno completato l’addestramento. Grande soddisfazione per Cristiano Cividini con Handro, KWPN di 5 anni al suo primo concorso e già capace di realizzare il miglior punteggio della categoria sia in dressage che in maratona: questo prelude certamente ad una gloriosa carriera futura, non appena Handro … avrà l’età.

Anche Emilio Gamba ha voluto provare il comportamento in gara della pony di 6 anni Miss Lema, di proprietà della sua allieva Sara Bombelli, che la Junior vorrebbe forse attaccare in pariglia con il suo The Bandit, previa modifica del Regolamento FISE. Ebbene: risultato promettente per una prima partecipazione ad un concorso completo di una cavallina così giovane.

Sempre fuori gara anche le prove più che soddisfacenti di Alfonso Carretta con Alesa, Lipizzano di 6 anni, e di Rita Onofrio con la giovanissima Haflinger Walkie nata nel 2012.

 

PRIMI PASSI

Nonostante la grande rilevanza del concorso, spazio aperto anche alle nuovissime leve al loro primo approccio con quello che speriamo diventi una vera passione colma di soddisfazioni. Partecipante di tutto rispetto la piccola della famiglia Filisetti, Marianna Filisetti di nove anni e il valdostano Damiano Vicario di 14, già valente promessa in un’altra disciplina equestre, l’endurance.

 

I “Primi Passi” sotto l’attenta valutazione del Giudice Roland Morat: al centro Marianna Filisetti, in basso Damiano Vicario

 

L’ORGANIZZAZIONE

Visto che i concorrenti italiani, spesso pronti ad elargire critiche costruttive, questa volta hanno dedicato le serate a rilassanti cene conviviali assolutamente prive di polemiche, significa che hanno apprezzato lo sforzo fatto per un innegabile salto di qualità nell’organizzazione, opinione ampiamente condivisa dagli ospiti stranieri.

Merito soprattutto del padrone di casa, Mario Filisetti, che ha saputo affidare la conduzione del concorso a persone non solo capaci ma anche appassionate e sempre disponibili, e non ponendo alcun veto sul coinvolgimento di Ufficiali di Gara del massimo livello mondiale, se pur provenienti da luoghi più lontani. A detta di tutti “segreteria super”! Per la prima volta le funzioni non si sono limitate alla semplice incombenza di un ufficio calcoli, ma Valeria Nicolis ha preso in mano l’intera organizzazione e, sempre in accordo con il Comitato Organizzatore, ha stilato l’avamprogramma, ha invitato i giudici, ha cercato i mezzi di trasporto più convenienti, ha coordinato i trasferimenti fino a Caravino, e non ha tralasciato nemmeno il più piccolo particolare.

 

In alto la sorridente segretaria tuttofare Valeria Nicolis, in basso tutto il team con cui ha lavorato in stretto collegamento: da sinistra Adam Szepesi, Chief Steward ungherese, Gabriele Panier Suffat, Chef de Piste, Valeria Nicolis e Zsuzsi Mityko, Delegata Tecnica ungherese

 

Altrettanta full immersion per il Costruttore di Percorso, Gabriele Panier Suffat – in arte Panny – che qui predispone i campi di gara, ostacoli compresi, da ormai tre anni, nella prima edizione sotto la supervisione del suo maestro, Gabor Fintha, poi autonomamente. Fresco di un recente corso di aggiornamento FEI e conoscendo alla perfezione la location in quanto socio del Circolo Ippico ed impegnato quale costruttore per tutte le altre discipline equestri, anche questa volta ha saputo ideare percorsi impegnativi al punto giusto per avere l’approvazione sia dei giudici che dei concorrenti.

 

Lo Chef de Piste al lavoro: “Sarà giusto il grafico del percorso coni?” – “Qui ci vuole una bella vite di ancoraggio: anche il giudice Morat è d’accordo”

 

Per tutto lo staff tecnico venuto dall’estero si è trattato della prima volta in Italia e c’era una certa fibrillazione per il salto nel buio: si sono invece dimostrati tutti oltremodo disponibili, non lesinando, dall’alto della loro professionalità, utili consigli e aggiustamenti volti a far dipanare il concorso senza controversie ed intoppi. Gli inglesi sono freddi e distaccati? Beh, il Giudice Andrew Counsell ha dimostrato che si tratta della solita leggenda metropolitana! In quanto alla Delegata Tecnica, l’ungherese Zsuzsi Mityko, non si poteva sperare in un elemento migliore: efficiente, professionale, pratica, accondiscendente se pur sempre con la situazione in pugno. Lo stesso vale per il Chief Steward ungherese e la sua assistente svizzera: elementi di cui ci si può fidare ciecamente – e nello stress di un concorso importante non guasta!

 

Lo staff tecnico al completo: (da sin.) Roland Morat (GIudice/Ita), Adam Szepesi (Chief Steward/Hun), Morjorie Magnin (Assistente Steward/Sui), Zsuzsi Mityko (Dlegato Tecnico/Hun), Andrew Counsell (Giudice Straniero/Gbr), Stefan Keszycki (Giudice/Pol), Giuseppe Del Grande (Presidente di Giuria/Ita), Barna Fejer (Giudice/Hun), Elvezia Ferrari (Presidente d’Onore del Concorso/Ita)

 

Molto apprezzato anche il buffet organizzato dalla famiglia Filisetti per sabato sera, in occasione della premiazione delle prime due prove ad opera sia del Capo Dipartimento Attacchi, Carlo Misasi, che del Consigliere Federale referente per il settore Attacchi, Luca D’Oria, entrambi attenti osservatori della maratona di sabato per trovare ispirazione sulle migliorie da apportare al fine di dare nuovo slancio allo sport degli attacchi.

 

VITA A BORDO CAMPO

Intorno al concorso si sviluppa tutta una serie di situazioni che fanno dell’evento un’importante occasione per socializzare: dal concitato impegno con mansioni di supporto, alla tifoseria sempre pronta ad incitare ed applaudire, da chi viene a raccogliere indizi su quello che potrebbe essere fatto meglio, a chi ne approfitta per trascorrere una piacevole giornata di relax al sole tra i cavalli. Vi presentiamo in chiusura alcune scene significative di un mondo che vorremmo si allargasse pur mantenendo lo stesso spirito di “grande famiglia” felice di ritrovarsi per scambiare impressioni, anteprime, esperienze, progetti e qualche sana risata.

 

Al centro a destra 2 esponenti di spicco del Dipartimento Attacchi FISE: l’Avv. Carlo Misasi e il Gen. Vittorio Varrà, venuto qui a rendersi conto di quello che lo aspetta per il Concorso Internazionale di settembre a Palmanova. In basso a sinistra il padrone di casa, Mario Filisetti

 

Visto infine che gli attacchi sono la disciplina equestre più elegante per antonomasia, come non proporre una carrellata delle ammalianti protagoniste? E laddove per esigenze di copione (mansioni, Junior) l’eleganza non può esprimersi appieno, è il sorriso che fa la differenza.

 

Parata di Miss

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